Heat vs Mavs. La rivincita

Heat vs Mavs. La rivincita

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Miami, 13 giugno 2006: mancano 6’34” alla fine, i Mavericks conducono 89-76 dopo aver vinto le due partite giocate in Texas; Dwayne Wade, al suo terzo anno NBA, ha gia’ totalizzato 31 punti ma il suo contributo non sembra essere sufficiente agli Heat per riaprire le Finals.

In poco piu’ di 6′, ‘Flash’ mettera’ a segno altri 11 punti (per un totale di 42), decisivi per la rimonta in gara3 e per quella ancor piu’ importante nell’intera serie: dopo il 2-0 la parata era gia’ pronta a Dallas, la storica impresa da 0-2 a 4-2 degli Heat (riuscita in finale solo ai Celtics nel ’69 e ai Trail Blazers nel ’77) e’ stato un punto di svolta nella storia recente dei Mavericks. Da quel momento per la franchigia di cui e’ proprietario Marc Cuban le delusioni sono state frequenti (nella stagione successiva fu drammatica, sportivamente parlando, l’eliminazione al primo turno per mano dei Warriors, dopo aver ottenuto il miglior record della Lega con appena 15 sconfitte), pur con un impianto di squadra sempre di primissimo livello (da 11 stagioni, almeno 50 vittorie in regular season): prima di questa post-season, i Mavs avevano vinto una sola serie di playoff da quel 2006 (primo turno contro gli Spurs, 2009), nonostante autentiche rivoluzioni che hanno coinvolto giocatori e allenatori.

 

Quest’anno, pero’, si e’ capito subito che Dallas avrebbe fatto di tutto pur di arrivare in fondo: con Kidd alla (probabile) ultima occasione di vincere il titolo, Nowitzki ultra-trentenne e un gruppo esperto ma decisamente al di la’ con gli anni, la squadra di coach Carlisle ha dimostrato di desiderare ferocemente il suo primo anello. WunderDirk ha raggiunto un livello di gioco senza precedenti nella storia NBA e la sua forza mentale (59/61 ai liberi nella serie contro OKC) potrebbe essere il valore aggiunto per la rivincita-Mavs: il tedesco dovra’ vincere anche per cancellare l’immagine del campione incompiuto che rischia di macchiare una carriera straordinaria. I Mavericks, piuttosto, dovranno stare attenti a non caricare troppo la sfida dal punto di vista emotivo, altrimenti quella che e’ stata una spinta per tutta la stagione potrebbe rivelarsi un freno nell’atto conclusivo: la rivincita deve essere una speranza e un obiettivo, non un’ossessione. Facile a dirsi…

La prima opzione offensiva per Dallas e’ senza dubbio Nowitzki che attirera’ l’attenzione della difesa degli Heat: potrebbero allora essere letali gli eccellenti tiratori (Barea, Terry, Stojakovic) a disposizione di coach Carlisle. La chiave per i Mavs, pero’, sara’ ancora una volta la difesa: Marion e Stevenson dovranno fare gli straordinari su LeBron, Kidd vorra’ dimostrare di essere un miglior difensore di quanto si dice in giro e Chandler potrebbe essere l’elemento intimidatorio in area se non sara’ condizionato dai falli. Ma l’obbligo principale dei texani sara’ quello di impedire a Miami di giocare in campo aperto: le chance di vittoria dei Mavericks sono inversamente proporzionali al numero di possessi in campo aperto degli uomini di Spoelstra.

Se Nowitzki e Terry sono gli unici due superstiti in casa-Mavs delle Finals 2006, in Florida solo Haslem e Wade sono reduci da quella storica sfida. Per il resto, la squadra e’ frutto del lavoro fatto da Pat Riley l’estate scorsa, quando ha portato a Miami LeBron James, Chris Bosh e un supporting cast ancora tutto da decifrare: fino a questo momento, gli Heat hanno avuto ragione dei critici e degli scettici che per tutta la stagione li aspettavano al varco. In particolare, durante i playoff la squadra di Spoelstra e’ stata impressionante: ha letteralmente spazzato via Philadelphia, Boston e Chicago con identico punteggio (4-1).

Le aspettative che i tifosi avevano sui Big Three sono state finora ripagate pienamente: Wade, James e Bosh tutti insieme sul parquet sono un problema troppo grosso per qualsiasi difesa (quella dei Bulls ne e’ la prova), che inevitabilmente subisce il gioco della coperta troppo corta. Ma cio’ che colpisce di piu’ del trio di All Star di Miami e’ l’applicazione difensiva: in semifinale e finale di Conference, l’atletismo e la fisicita’ della difesa degli Heat hanno fatto la differenza e il pieno recupero di Haslem potrebbe essere un ulteriore punto di forza nella marcatura dei lunghi avversari.

Miami sembra favorita, anche se i numeri dicono che dal quarto punto delle Finals 2006 gli Heat non hanno mai vinto nei 10 confronti diretti (compresi i due stagionali), a dimostrazione del fatto che i Mavs trovano delle motivazioni extra in questa sfida: a Dallas gia’ sognano di alzare il Larry O’Brien all’American Airlines Arena dopo gara-7.

 

Pronostico: 4-2 Miami

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