I dimenticati del draft: le dieci rivincite delle seconde scelte

I dimenticati del draft: le dieci rivincite delle seconde scelte

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Il draft è uno dei momenti più emozionanti della stagione. Tanti giovani di buone speranze si mettono in gioco per provare ad assaporare l’atmosfera della NBA, la più bella e difficile del mondo. A volte alcune prime scelte deludono (vedi Anthony Bennett) mentre tanti giocatori scelti al secondo giro si rivelano dei grandi giocatori o addirittura simboli delle loro franchigie. Vediamo insieme, nell’ultimo decennio, quali sono state le principali sorprese della lottery estiva. 10 – Khris Middleton Il prodotto di Texas A&M Aggies è stato selezionato come 39esima scelta nel draft del 2012 dai Detroit Pistons e la prima stagione non ha sicuramente brillato. Poi, passato ai Bucks, ha dimostrato e continua a dimostrare tutto il suo talento in continua crescita. In questa stagione viaggia a 14.3 punti di media con il 46% dall’arco, si può fare di peggio. 9 – Chandler Parsons Selezionato nel 2011 alla 38esima dagli Houston Rockets, Parsons ha subito dimostrato di valere di più, piazzandosi al nono posto per il premio di Rookie of the Year vinto a mani basse da Irving. Il nativo di Casselberry ha messo a referto 9.5 punti, 4.8 rimbalzi e 2.1 assist nella prima stagione tra i professionisti, crescendo esponenzialmente negli anni seguenti fino ad arrivare ai 16.6 punti e 4 assist nell’annata 2013-2014. Attualmente a Dallas appare in netta difficoltà con 8.4 punti ed un minutaggio ridotto a 20 minuti per match, ma c’è tempo per rimettersi in carreggiata. 8 – Danny Green Il tiratore dei San Antonio Spurs fu la scelta numero 46 dei Cleveland Cavaliers nel draft 2009. La partenza non è stata delle più brillanti, ma dalla stagione 2011-2012 ha iniziato a fare sul serio: 43,6% da tre (la sua specialità) e 9.1 punti di media in casacca nero-argento. Nei playoff del suo primo e finora unico anello ha messo in crisi la difesa dei Miami Heat con un tiro immarcabile (45% dal perimetro) e 2 recuperi a partita. Ora è la guardia titolare della squadra di Popovich e da lui ci si aspetta ancora qualcosa in più. Da sottolineare altre due scelte basse di quel draft: Patrick Beverley (42) e Patty Mills (55).
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7 – Hassan Whiteside Il centro degli Heat è stato selezionato alla 33esima dai Sacramento Kings nel draft 2010, quello di Wall, Cousins e George per intenderci. Nella prima stagione ha giocato appena 180″ collezionando 2 falli e niente più, poi 10 presenze sempre con i Kings ma ancora senza lasciare il segno. Una volta abbandonata la NBA per provare nuove avventure (Cina e Libano su tutte) sembra finita la sua esperienza nella lega dei campioni, ma quando nel 2014/2015 firma un contratto con i Miami Heat inizia, quasi inspiegabilmente, a dominare sotto le plance raggiungendo anche una tripla doppia con stoppate contro i Chicago Bulls. Ora viaggia a 12.1 punti, 10.5 rimbalzi e 4 stoppate di media, è una sicurezza e rischia di diventare uno dei centri più dominanti della NBA. Il premio di vero giocatore sorpresa tra questi 10 se lo assicura sicuramente il buon Hassan. 6 – Goran Dragic Il play sloveno classe ’86 è stato selezionato dai San Antonio Spurs nel 2008 con la pick 45 e girato subito ai Phoenix Suns. Nelle prime stagioni Goran è rimasto un po’ in ombra con circa 7 punti e 3 assist ad allacciata di scarpa, poi la crescita fino all’esplosione di due anni fa sempre in canotta Suns. Nella regular season 2013/2014 ha fatto registrare 20.3 punti e 7 assist di media con il 41% dall’arco, coronando il tutto con il premio di “Most improved player of the year”. 5 – Isaiah Thomas Lo scricciolo dei Celtics nel draft del 2011 rischiò addirittura di restare fuori. Fu infatti la 60esima ed ultima scelta dei Sacramento Kings (sì, ancora loro) ma giocò una buonissima regular season piazzandosi al settimo posto nella corsa al premio di rookie of the year. Mai sotto gli 11.5 punti e 4 assist di media, Thomas è cresciuto un maniera esponenziale ed ora guida Boston 20.5 punti e 6.6 assistenze a partita, niente male per essere stato la coda di quel draft.
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4 – Paul Millsap L’ala degli Atlanta Hawks, All-Star nelle ultime due stagioni, fu la 47esima scelta del draft 2006. Sicuramente parliamo di un draft “strano” che vide arrivare Bargnani davanti ad Aldridge, e Rondo, Redick e Lowry dietro a Foye e Senè (solo 103 punti segnati), Millsap però è stata la vera sorpresa. Sette anni passati con gli Utah Jazz crescendo stagione dopo stagione fino a raggiungere i 17.3 punti e 7.6 rimbalzi, poi il passaggio agli Hawks e la consacrazione. 3 – DeAndre Jordan Un’altra sorpresa dal draft 2008, quello di Dragic ma anche di Rose, Westbrook e Love. Il centro dei Los Angeles Clippers si aggiudicò la 35esima chiamata e nell’anno da rookie mise a referto 4.3 punti e 4.5 rimbalzi. La crescita è stata evidente, fino ai 15 rimbalzi di media della passata stagione conditi da 2.2 stoppate ed 11.5 punti con il 71% dal campo. Ora è uno dei giocatori più pagati della lega e, giusto o sbagliato che sia, sicuramente il rispetto se l’è meritato.
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2 – Draymond Green Il giocatore più duttile dei Golden State Warriors fu la pick 35 del 2008. Dopo il primo anno da 2.9 punti e 3.3 rimbalzi in appena 13′ di utilizzo ed il secondo da 6.2+5, è esploso nella stagione dell’anello rivelandosi il punto cardine della difesa ma anche dell’attacco dei campioni NBA. I suoi numeri continuano a crescere (i 7.1 assist di quest’anno ne sono la prova) ed i suoi gongolano. 1 – Marc Gasol  Il centro spagnolo si aggiudica la prima posizione perchè nessuno si aspettava un miglioramento simile. Noto per essere il fratello di Pau, viene scelto alla 48 nell’estate del 2007 dai Los Angeles Lakers. Arriva in America nella stagione successiva e con 11.9 punti e 7.4 rimbalzi in canotta Grizzlies inizia a far ricredere gli scettici, classificandosi all’ottavo posto per il premio di rookie dell’anno vinto a mani basse da Kevin Durant. Nel 2007 gli fu preferito Greg Oden, ora è probabilmente il più forte giocatore europeo con delle qualità note a tutti. Il bello del draft è anche e soprattutto questo!

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