I migliori unrestricted free agent 2013

I migliori unrestricted free agent 2013

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La stagione sta volgendo al termine, ormai siamo giunti alle Finals, e già i GM di tutte le franchigie NBA sono al lavoro per definire  i roster delle loro squadre per la stagione 2013-14.

Analizziamo i migliori 8 Unrestricted free agent, ovvero i giocatori totalmenti liberi da ogni contratto e quindi liberi di scegliere la squadra (o i dollari) che piu gli aggrada (no).

1 Dwight Howard: ad Orlando era uno dei centri se non il centro piu dominante della lega. Per 3 anni miglior giocatore difensivo, a Los Angeles sponda Lakers si aspettavano faville e le aspettano ancora, ma qualcosa si è rotto, soprattutto nel rapporto con D’Antoni e anche un pò con Kobe. Bassissime percentuali ai liberi, e questo si sapeva, e un atteggiamento un pò lassivo che non lo fa risplendere come il giocatore dominante che eravamo abituati ad apprezzare. Tecnicamente troppo poco pick’n roll per il centro di una squadra D’Antoniana. Forse i Lakers dovrebbero rivedere tutto il loro piano, troppi tasselli disposti male. Comunque i Lakers possono sempre ricoprire Dwight d’oro, e ben pochi sarebbero capaci di dire di no all’accoppiata dollari e città degli angeli.

2 Chris Paul: ad un certo punto nella carriera di un qualsiasi professionista arriva il momento in cui lo stimolo più presente è un’insaziabile fame di vittorie. Il tutto è ancora più accentuato quando sei una superstar con una mentalità vincente e non hai ancora vinto niente. Chris Paul appartiene a questa categoria, vale il Massimo salariale (circa 110 milioni di dollari in 5 anni), pero ha bisogno di certezze, ed i Clippers, ancora una volta usciti prematuramente dai playoffs, sembrano mancanti in questo, soprattutto adesso che non hanno riconfermato Del Negro. L’altra metà di Los Angeles farà di tutto per trattenere il suo campione, ma occhio a qualche squadra sponda Est che con lui in campo diventerebbe subito da titolo.

3 Josh Smith: con pochi stimoli l’ultima stagione ad Atlanta, vuole decisamente cambiare aria. Un tuttofare del parquet, che potrebbe tranquillamente essere secondo o meglio terzo violino in una squadra da titolo. Houston sembrerebbe una delle candidate in cui Josh potrebbe esprimersi meglio. Vale un contratto sotto la soglia del Massimo (quinquiennale da 80 milioni).

4 Andrew Bynum: incognita assoluta, tra infortuni e una testa che non sembra partorire scelte perfettamente adeguate alla situazione (vedi ricaduta sull’infortunio al ginocchio giocando a bowling), Andrew in piena forma rimane una forza della natura potenzialmente il centro numero uno in assoluto, piu dello stesso Howard. Ma l’atteggiamente è tutto ed uno così immaturo potrebbe facilmente bruciarsi. Piace agli amanti degli investimenti ad alto rischio, vedi Mark Cuban e i suoi Mavs.

5 David West: 11/12 milioni l’anno per un’ala forte di una solidità assoluta sono il giusto punto di partenza per la seconda forza ad est, i Pacers, per provare a trattenere uno dei simboli di questa rinascita Pacers che si sta giocando un posto alle Finals contro Miami. Poca voglia per entrambe le parti di cambiare, lui e Indiana sembra continueranno a dare la caccia al titolo anche l’anno prossimo, in sordina, esattamente come stanno facendo quest’anno.

6 Al Jefferson: centrone forte ma statico, non chiedetegli la luna ma dategli una palla in post e saprà come ricompensarvi. Gli interessati sono sempre gli stessi, ovvero quelle squadre che possono permettersi una spanna sotto il Massimo: Houston, Dallas e Atlanta.

7 Manu Ginobili: al 7 solo perche sembrerebbe sul viale del tramonto. Sebbene ancora abbia piena facoltà nel farsi rispettare in NBA e di essere un fattore dominante in tante partite decisive, sembra improbabile che voglia abbandonare gli Spurs, con cui vive in simbiosi da parecchi anni, per provare nuove avventure. D’altronde i suoi compagni di sempre, Parker e Duncan, sono ancora li e tutti insieme proveranno la rincorsa al titolo ancora per un pò di tempo, così come accade da molti anni.

8 Andre Igoudala: lo Scottie Pippen del 2010, facilitatore pazzesco, dale sue mani passano le sorti dei Nuggets. Non è un primo violino, ma un ottimo secondo o terzo violino in una quadra supercompetitiva.

 Mauro Lo Bue
Ciuff.it

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