I Pistons e Datome scaldano i motori per la nuova stagione. Detroit probabile outsider?

I Pistons e Datome scaldano i motori per la nuova stagione. Detroit probabile outsider?

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I Detroit Pistons sono reduci da annate deludenti sia dal punto di vista dei risultati in campo sia delle scelte al draft. Infatti le numerose scelte degli anni scorsi anno non hanno portato nel Michigan una superstar sulla quale poter costruire un roster competitivo. Quest’anno però la dirigenza ha voluto invertire il trend negativo, diventando una delle franchigie più attive del mercato. Innanzitutto la firma più importante è stata quella dell’ex Atlanta Hawks Josh Smith: l’ala ventottenne è un giocatore completo che unisce un grande talento  come realizzatore ad una maestosità nella propria metà campo. Smith risulta così quella superstar che ai Pistons tanto mancava e potrà formare con Greg Monroe una coppia di lunghi dal potenziale elevatissimo.

Il draft 2014 ha visto Detroit scegliere Kentavious Caldwell-Pope insieme a Tony Mitchell e Peyton Siva. Pope è la shooting guard di cui aveva bisogno Detroit; al college non è mai andato sotto la doppia cifra ed essendo giovanissimo il margine di miglioramento è davvero ampio. Nel Michigan troverà minuti e spazio per poter crescere senza pressioni. Invece Tony Mitchell rafforzerà il reparto lunghi che negli ultimi anni, a parte i titolari, era nettamente il settore in maggiore difficoltà. Inoltre ha fatto ritorno a Detroit un personaggio mai dimenticato dalla piazza e capace di portarla a vincere il titolo nel 2004: Cheaucey Billups. L’ex Nuggets era free agent dopo che i Clippers non avevano esteso il suo contratto e così i Pistons hanno colto al volo l’occasione. La sua aggiunta è molto importante per coach Cheecks perchè servirà a far crescere i giovani, sopratutto Siva e Knight, e inoltre porterà in campo esperienza e grinta.

Il mercato dei Pistons è stato seguito con tanto interesse sopratutto in Italia grazie a Gigi Datome. L’ex Virtus Roma, dopo essere stato accostato inizialmente a Boston e Memphis, ha firmato un contratto biennale da 3,5 milioni di dollari proprio con Detroit. Resta ancora da valutare come sarà gestito l’italiano dal momento che nel suo stesso ruolo ci sono atleti come Jerebko e Singler. Nel recente passato essi non hanno particolarmente brillato ( sopratutto Singler) perciò Datome potrebbe disporre di una chance molto importante. Ovviamente dipenderà anche dalla sua capacità di sapersi adattare al ritmo e al livello dell’Nba ma, da quello che ha mostrato quest’anno nella capitale, si può ben sperare.

La squadra pare già pronta anche se recentemente si è parlato di un interessamento per Brandon Jennings in uscita da Milwaukee oppure per Rondo, che si unirebbe alle partenze illustri in casa Celtics. Queste aggiunte però andrebbero ad affollare il reparto esterni, il quale però  non necessita rinforzi. Anche l’allenatore è un volto nuovo infatti, dopo diverse stagioni come vice ai Thunder, Maurice Cheeks è pronto a tornare come head coach dopo le esperienze di Philadelphia e Portland. L’ex 76ers si troverà tra le mani un progetto interessante ed ambizioso e dovrà dimostrare di essere all’altezza dell’incarico. Detroit ha lavorato molto sul mercato per creare una squadra competitiva per i prossimi anni; non ha l’obbligo di vincere subito ma l’obbiettivo è quello di far crescere i giovani, come Drummond e Pope, per formare così un nucleo di giocatori che li possa portare a giocarsi l’anello. Datome potrebbe essere una sorpresa ( non lo dico da italiano) ma vista la crescita esponenziale degli ultimi anni, potrebbe beneficiare del confronto con grandi atleti e migliorare ulteriormente. Detroit ha tra le mani un tesoretto di potenziale importante che nel futuro potrebbe portare a grandi gioie ma toccherà alla dirigenza e al coach rafforzare non bruciare un gruppo così interessante.

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