Il sogno del Barba

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Il Barba, al secolo James Harden, ormai uno dei più forti giocatori della Lega più bella del mondo, guardia classe 1989, 196 cm di puto talento mancino, è reduce da una strepitosa stagione personale in maglia Houston Rockets, conclusasi con partecipazione ai playoff ed onorevole eliminazione per mano della sua ex-squadra, gli Oklahoma City Thunder, con il punteggio di 4-2.

Per Harden, le statistiche finali parlano di 25.9 punti, 5.8 assist, 4.9 rimbalzi e 1.8 recuperi, medie da superstar Nba che lo hanno consacrato nell’èlite della Lega. Ma le belle notizie, però, non sono solamente individuali, perchè si è trovato a far parte di un gruppo che, potenzialmente, con gli innesti giusti, potrebbe fare la voce grossa negli anni a venire. Vediamo perchè.

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Accanto ad Harden, in ala piccola, small forward, c’è un bianco di nome Chandler Parsons, giocatore 24enne da quasi 16 punti e 6 rimbalzi di media. Con questi due, Jeremy Lin, che da sorpresa ai Knick è diventato una certezza da 13.4 punti e 6.1 assist, e il turco Asik, pivot 27enne da 10 punti e 12 rimbalzi di media, una certezza difensiva. Oltre questi ci sarebbero anche due nostre conoscenze, Carlos Delfino, all around del parquet, e Donatas Motejunas, giovane ala forte lituana ex della Benetton Treviso.

Su queste basi si può pensare di costruire una squadra da vertice della Nba, eventualmente sacrificando qualcuno dei citati per fare l’ultimo step, quello decisivo, magari Delfino, Lin o Asik, difficilmente Motejunas e Parsons, certamente non Harden.

Recentemente ai Rockets, che hanno disponibilità da investire sul mercato dei free agent, sono stati accostati a tutti i più grandi nomi del mercato, vedi Chris Paul, Dwight Howard e Josh Smith.

Premettendo che già così, senza ritocchi, i Rockets non posson far altro che crescere, maturando esperienza personale nei singoli giocatori, tutti giovani, ed acquisendo anche consapevolezza nella solidità mentale del gruppo, fattore che genererebbe inevitabilmente una notevole chimica di squadra.

Detto questo, vediamo che impatto potrebbero avere questi tre big sui Rockets.

Partiamo da Chris Paul, free agent attualmente in trattative per rinnovare coi Clippers, nei quali rimarrà soltanto avendo la certezza di poter competere per il titolo. Diversamente potrebbe cambiare aria. Ai Rockets sarebbe un fattore decisivo, già quando uno come lui cambia squadra genera una notevole variazione degli indici di forza delle franchigie interessate, se poi arrivasse ai Rockets, questi ultimi diventerebbero subito una squadra con ambizioni da top4 della western conference, con la coppia di guardie migliore della Lega, in assoluto. Per il titolo sarebbe troppo presto, servirebbe un giocatore più affidabile e con punti nelle mani nel post basso, si dovrebbe sacrificare Lin e sperare tutto in una esposione del lituano Motejunas.

Andiamo a Dwight Howard, che invece è in trattative con i Lakers che confidano di trattenerlo. Superman, se in forma, è una forza della natura. Certo, però, se devi scegliere tra Paul e Howard, avendo Asik, che è pure più giovane, tieni il turco tutta la vita e prendi Paul, uno da 20 e 10 assist, mica uno qualunque, uno di quelli che accendono il motore della squadra, con Harden poi sarebbe illegale!

Infine Josh Smith, ala forte molto atletica che si integrerebbe alla perfezione con Asik. Lui completerebbe il quintetto perchè è proprio nello spot di power forward che i Rockets avrebbero bisogno di rinforzi. Se arrivassero sia lui che Paul, si punterebbe al titolo immediato. Se si deve scegliere uno dei tre, Paul non può che essere la prima scelta assoluta. Certo anche un Josh Smith non guasterebbe, magari con una ulteriore crescita di Jeremy Lin che, però, non sara mai neanche paragonabile a Mr Paul.

In ogni caso, chiunque arrivasse, ottime notizie per i razzi del Texas! 

Andrea Di Vita

 

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