Inside the Atlantic Division 2016

Inside the Atlantic Division 2016

Il riassunto delle stagioni di Toronto Raptors, Boston Celtics, New York Knicks, Brooklyn Nets e Philadelphia 76ers.

Atlantic Division:

Toronto Raptors 56-26
Boston Celtics 48-34
New York Knicks 32-50
Brooklyn Nets 21-61
Philadelphia 76ers 10-72

Toronto Raptors, voto 9

Superba stagione per gli uomini di Casey. Le cinque vittorie iniziali, tutte con almeno 100 punti messi a referto, fanno subito capire che questi Raptors sono pronti a stupire. Il punto di svolta sono le due W consecutive ottenute a Los Angeles con i Clippers ed in casa con i Cavs, perché la consapevolezza nei propri mezzi aumenta e la squadra inizia a giocare come una “big”. Tra gli scalpi importanti contiamo la vittorie casalinghe contro gli Spurs e di nuovo Cavs e Clippers e quelle esterne contro Heat, Blazers e Hawks.
I Playoffs sono alle porte e l’obiettivo minimo non può essere che la finale di Conference.

Top: DeRozan-Lowry
I due talenti di Toronto continuano a crescere. Il primo passa da 20.1 a 23.5 punti rispetto allo scorso anno, migliorando tutte le percentuali al tiro (dal 41% al 45% in totale, dal 28% al 34% dall’arco e dall’83% all’85% dalla lunetta), il secondo lo segue a ruota passando da 17.8 a 21.2 punti di media con 6.4 assist e 2.1 recuperi (quarto in NBA) a condire il tutto. Molto, se non tutto, passerà dalle loro mani: sognare si può.

Flop: Anthony Bennett
Dura poco la stagione della prima scelta assoluta del Draft 2013. Riesce a far peggio degli scorsi anni ed è inutile parlare di numeri, sarebbe come sparare sulla croce rossa.

Team Leaders
Points: DeRozan (23.5), Lowry (21.2), Valanciunas (12.8)
Rebounds: Valanciunas (9.1), Biyombo (8.0), Scola (4.7)
Assists: Lowry (6.4), DeRozan (4.0), Joseph (3.1)

Il momento più bello della stagione:

Boston Celtics, voto 8.5

Insieme a Portland è la vera sorpresa di questa stagione NBA. Stevens è stato capace di tirar fuori il meglio da ogni singolo giocatore, creando una squadra tosta e che gioca un ottimo basket seppur priva di vere stelle. Che sarebbe stata una stagione da ricordare lo si intuisce dal 13 al 16 novembre: W casalinga contro Atlanta (+13) e colpacci esterni ad Oklahoma City (+15) e Houston (+16).
Nonostante i Celtics abbiano perso anche partite sulla carta semplici, non hanno mai vissuto periodi bui, ipotecando il piazzamento Playoffs già tra fine gennaio ed inizio febbraio con un bel record di 9-1. La ciliegina sulla torta è la vittoria a Golden State del 1 aprile, con Curry e compagni che escono sconfitti dalle mura amiche per la prima volta dopo 54 incontri.
Chapeau Brad.

Top: Isaiah Thomas
Emblema della crescita dei Celtics, segna 22.2 punti a partita regalando 6.2 assist di media ai compagni. A marzo è stratosferico, chiude tutte le partite con almeno un ventello a referto ed è determinante nella nota vittoria alla Oracle Arena.
Basso, sì, ma con un talento invidiabile.

Flop: Nessuno
Difficile trovare una pecca, perché anche i giocatori che hanno dato meno non hanno comunque sfigurato.

Team Leaders
Points: Thomas (22.2), Bradley (15.2), Crowder (14.2)
Rebounds: Sullinger (8.4), A. Johnson (6.4), Crowder (5.1)
Assists: Thomas (6.2), Turner (4.4), Smart (3.1)

Momento più bello dell’anno:

New York Knicks, voto 4

Un’altra stagione fallimentare ed il futuro non sembra dei più rosei. Phil Jackson potrebbe lasciare e il Draft non prevede scelte per Anthony e compagni.
La partenza non è delle peggiori, le vittorie ad Oklahoma City e Houston fanno salire New York sull’8-6 con un immenso Porzingis ed i Playoffs sembrano alla portata. Dal 22 gennaio arriva il crollo: 1-11 e stagione buttata via.
Poteva e doveva andare meglio, anche quest’anno sarà per l’anno prossimo.

Top: Kristaps Porzingis
Stagione da incorniciare per il lettone. Dopo le lacrime versate dai tifosi Knicks per la sua scelta al Draft, stupisce tutti e se non fosse stato per un immenso Karl-Anthony Towns avrebbe conquistato sicuramente il premio di “Rookie of the Year”. 14.3 punti, 7.3 rimbalzi, 1.9 stoppate ed una grinta che nella Grande Mela non si vedeva da un po’. 

Flop: Carmelo Anthony
E’ dalla stagione ’04-’05 che Melo non segnava così poco. 21.8 punti non sono pochi, ma il calo rispetto alle scorse stagioni è sotto gli occhi. Pazienza se è il leader dei Knicks per punti, assist e rimbalzi: da lui ci si aspettava di più. La sua permanenza a New York non sembra in forte dubbio, ma difficilmente l’anno prossimo sarà quello della rinascita.

Team Leaders
Points:
Anthony (21.8), Porzingis (14.3), Afflalo (12.8)
Rebounds:
Anthony (7.7), Lopez (7.3), Porzingis (7.3)
Assists: Anthony
 (4.2), Calderon (4.1), Galloway (2.5)

Il momento più bello dell’anno:

Brooklyn Nets, voto 1

Riescono a fare peggio dei cugini (e ce ne vuole). Dopo l’addio di Deron Williams anche Joe Johnson fa le valigie, a dimostrazione del fallimento di un progetto mai decollato. Il record di 12-38 fatto registrare fino al 3 febbraio aveva già reso l’idea di quella che sarebbe stata la fine, lo 0-10 finale è solo la chiusura in “bellezza” di una franchigia povera di idee.

Top: Brook Lopez
Migliora ulteriormente rispetto allo scorso anno, chiudendo la stagione con un bel 20.6+7.8 di media. Predica nel deserto e la sua assenza nelle ultime partite dimostra quanto sia importante per la squadra. Menzione anche per Bojan Bogdanovic capace di mettere dentro anche 44 punti nella vittoria con i 76ers.

Flop: Dirigenza
I giocatori non hanno troppe colpe, la squadra è mal costruita ed il progetto volto a vincere da subito, fallendo, ha decretato la fine di un ciclo mai iniziato. 

Team Leaders
Points: Lopez (20.6), Young (15.1), Kilpatrick (13.9)
Rebounds: Young (9.0), Lopez (7.8), Hollis-Jefferson (5.4)
Assists: Jack (7.4), Larkin (4.4), Sloan (4.3)

Il momento più bello dell’anno:

Philadelphia 76ers, voto 1
Che dire? Stagione riassumibile nelle dimissioni di Sam Hinkie che 24 ore prima aveva annunciato l’intenzione di essere protagonisti nel mercato estivo.
Philadelphia riesce a fare peggio dello scorso anno, Embiid sembra ormai una scelta sprecata ed il backcourt è tutto da ricostruire. In bocca al lupo a Colangelo, di lavoro da fare ce n’è tanto.

Top: Ish Smith
Ovviamente si fa quel che si può, ma Smith è probabilmente l’unico giocatore di Philadelphia affidabile nel suo ruolo. Si fa ben notare a New Orleans e quando torna ai 76ers fa registrare 14.8 punti, 6.9 assist e 4.2 rimbalzi.

Flop: Dirigenza
Come per i Nets, la colpa non può essere data più di tanto ai giocatori. Seppur in modalità diverse rispetto a Brooklyn, la dirigenza dei 76ers ha commesso troppi errori e si ritrova con un pugno di mosche in mano.

Team Leaders
Points: Okafor (17.5), Smith (14.8), Covington (12.6)
Rebounds: Noel (8.1), Okafor (7.0), Covington (6.3)
Assists: Smith (6.9), McConnell (4.5), Pressey (3.3)

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