Inside the Central Division 2016

Inside the Central Division 2016

Il riassunto delle stagioni di Cleveland Cavaliers, Indiana Pacers, Detroit Pistons, Chicago Bulls e Milwaukee Bucks.

Central Division

Cleveland Cavaliers 57-25
Indiana Pacers 45-37

Detroit Pistons 44-38
Chicago Bulls 42-40
Milwaukee Bucks 33-49

Cleveland Cavaliers, voto 8

Il primo posto della Eastern Conference vale tanto, ma i Cavs sembrano aver fatto un passo indietro rispetto allo scorso anno. Il licenziamento di Blatt potrebbe pesare tanto ai Playoffs, soprattutto vista l’inesperienza di Lue (non ce ne voglia) nelle vesti di allenatore.
La stagione parte bene e tra la fine di dicembre e gli inizi di gennaio i Cavs mettono a segno 8 vittorie consecutive, di cui 6 in trasferta, ipotecando sin da subito la prima piazza. La pesante sconfitta patita contro Golden State (-34) non pesa ai fini della classifica ma qualcosa si rompe. Nonostante il sussulto dei Raptors il primo posto ad Est non viene mai messo in discussione, ma il bello arriva ora, con la squadra che non sembra prontissima ad affrontare la post season.

Top: LeBron James
Il Re disputa la stagione in pantofole ma chiude con la stessa media-punti dello scorso anno (25.3), 7.4 rimbalzi e 6.8 assist. I suoi numeri aumentano, e non di poco, nelle ultime partite: per i Playoffs potete contare su di lui.

Flop: Kevin Love
Fa peggio dello scorso anno che già lo vide calare di livello rispetto agli anni di Minnesota. Calano leggermente le percentuali al tiro e non aumenta la stima di LeBron nei suoi confronti: per i Playoffs su di lui potete contare un po’ meno.

Team Leaders
Points: James (25.3), Irving (19.6), Love (16.0)
Rebounds: Love (9.9), Thompson (9.1), James (7.4)
Assists: James (6.8), Irving (4.7), Dellavedova (4.5)

Il momento più bello dell’anno:

Indiana Pacers, voto 7

La partenza con tre sconfitte di fila crea preoccupazione, poi però arriva Paul George che con ben 7 partite consecutive chiuse come miglior realizzatore dell’incontro riporta a galla i Pacers e schiaccia le paure.
E’ stata una buona stagione quella di Indiana, capace di assicurarsi il posto per i Playoffs con delle ottime vittorie tra marzo e aprile contro Mavs, Rockets, Spurs, Cavs e Celtics.
La sfida con i Raptors è più aperta di quanto possa sembrare, le sorprese sono alla porta.

Top: Paul George
Il terribile infortunio è alle spalle ed i numeri lo dimostrano: 23 punti, 7 rimbalzi, 4 assist e 2 recuperi a partita. E’ lui il leader indiscusso dei Pacers e per eliminare i Toronto Raptors c’è bisogno di un PG13 in grande spolvero che quest’anno ha faticato contro i Raptors, con 16 punti ed il 27% dall’arco in 4 incontri disputati.

Flop: Monta Ellis
Peggiora rispetto alle ultime due stagioni trascorse a Dallas facendo registrare appena 13.8 punti, il minimo in carriera se escludiamo l’anno da rookie. Ai Playoffs potrebbe sicuramente dire la sua, ma il 9% da tre punti fatto registrare in stagione con Toronto va migliorato sicuramente.

Team leaders
Points: George (23.1), Ellis (13.8), G.Hill (12.1)
Rebounds: Mahinmi (7.1), George (7.0), J.Hill (6.2)
Assists: Ellis (4.7), George (4.1), G.Hill (3.5)

Il momento più bello dell’anno: 

Detroit Pistons, voto 7

Ad inizio stagione era tutt’altro che scontato il gettone per i Playoffs. I Pistons partono fortissimo ed il 22 dicembre si ritrovano sul 17-12 dopo tre bellissime vittorie consecutive (in casa con Boston ed in trasferta contro Miami e Chicago). Il periodo buio di inizio febbraio viene subito riscattato e a 5L di fila seguono le vittorie a Cleveland e contro Toronto con uno stellare Andre Drummond a rimbalzo.
La corsa per la post season presenta molti ostacoli ma il 10-4 finale consente a Detroit di blinare l’ottava piazza con le fondamentali vittorie negli scontri diretti a Chicago e con i Wizards.
Anche se i Cavs probabilmente sono un ostacolo insormontabile, l’ottavo posto è il giusto premio per un’ottima stagione regolare.

Top: Andre Drummond
Il prodotto di Connecticut chiude per la terza stagione di fila con una doppia doppia di media. 16.2 punti e 14.8 rimbalzi sono tanta roba, soprattutto se accompagnati da 1.5 recuperi ed 1.4 stoppate con il 52% al tiro.
Da incorniciare il mese di novembre da 18.3+17.1 con il picco di 29 rimbalzi nella sfida con Indiana.

Flop: Aron Baynes
Nessuno ha deluso davvero le aspettative ma dall’ex Spurs ci si aspettava qualcosina in più. Passa da 6.6 a 6.3 punti tirando peggio dalla linea della carità (dall’87% al 76%) e dal campo (da 57% a 51%) rispetto all’ultima stagione in nero-argento.

Team Leaders:
Points: Jackson (18.8), Harris (16.6), Drummond (16.2)
Rebounds: Drummond (14.8), Harris (6.2), Ilyasova (5.4)
Assists: Jackson (6.2), Blake (3.4), Harris (2.6)

Il momento più bello dell’anno:

Chicago Bulls, voto 4

Tanta, tanta sfortuna ma non può essere una scusante. Partiti con la voglia di riscattare la cocente eliminazione con i Cavs di LeBron, Butler e compagni raggiungono il 22-12 grazie a sei W di fila. Da quel momento in poi qualcosa si rompe, arrivano 8 vittorie e 18 battute d’arresto e nonostante qualche sussulto come le vittorie ad Indiana, Toronto e Houston, Chicago resta fuori dai Playoffs.
Gli infortuni di Butler e Rose non hanno aiutato ma c’è tanto da lavorare in vista della prossima stagione.

Top: Jimmy Butler
Costretto a saltare ben 15 partite, è stato comunque il leader indiscusso dei Chicago Bulls. 20.9 punti forse non spiegano neanche troppo bene quanto l’attacco sia sempre stato nelle sue mani: Rose ha ceduto lo scettro.

Flop: Derrick Rose
Chi si aspettava di rivederlo in formato MVP ha fatto un buco nell’acqua. Le sue colpe non sono neanche troppe, il guai fisici non lo lasciano in pace e dubitiamo che in futuro le cose possano migliorare. Male dal perimetro con il 29% al tiro ed appena 0.7 steals a partita, a fronte delle 2.7 perse.

Team Leaders:
Points: Butler (20.9), Gasol (16.5), Rose (16.4)
Rebounds: Gasol (11.0), Gibson (6.9), Mirotic (5.5)
Assists: Butler (4.8), Rose (4.7), Gasol (4.1)

Il momento più bello dell’anno


Milwaukee Bucks, voto 5

Il futuro è roseo, il presente un po’ meno. L’ottima annata di Middleton, Antetokounmpo e Parker fa ben sperare ed i Playoffs erano alla portata dei ragazzi di Kidd, ma il record di 1-8 fatto registrare a metà stagione ha condannato i Bucks al dodicesimo posto finale della Eastern Conference. A Milwaukee, però, va dato il merito di aver fermato i Warriors dopo le 24W iniziali.

Top: Giannis Antetokounmpo
Il greco di 21 anni sta iniziando a prendersi la NBA. A 16.9 punti, 7.7 rimbalzi e 4.3 assist ci aggiunge 5 triple doppie nel finale di stagione, con una qualità in continua crescita su ambo i lati del campo.
L’anno prossimo potrebbe alzare ancora l’asticella ed i suoi fan si godono un’ascesa inevitabile.

Flop: O.J. Mayo
Che fine abbia fatto l’O.J. Mayo di inizio carriera è difficile da capire. Finisce con 7.8 punti, il 37% dal campo ed il 32% dal perimetro: tutti minimi in carriera.

Team Leaders:
Points: Middleton (18.2), Antetokounmpo (16.9), Monroe (15.3)
Rebounds: Monroe (8.8), Antetokounmpo (7.7), Parker (5.2)
Assists: Carter-Williams (5.2), Antetokounmpo (4.3), Middleton (4.2)

Il momento più bello dell’anno:

Le altre Division:
Atlantic Division

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