Inside the Draft: Valanciunas è dei Raptors, Motiejunas finisce a Houston

Inside the Draft: Valanciunas è dei Raptors, Motiejunas finisce a Houston

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PRIMO GIRO

Scelta #1, Cleveland Cavaliers: Kyrie Irving. I Cleveland Cavaliers scelgono, come previsto, alla prima scelta assoluta il playmaker da Duke Kyle Irving (17.5 punti e 4.3 assist di media). Irving è un giocatore velocissimo, decisamente capace nel trattare il pallone e nel tirare, ma anche molto bravo a mettere in ritmo i compagni. Irving viene quindi scelto per primo in questo draft nonostante un brutto infortunio che l’ha tenuto fuori per gran parte della scorsa stagione. I Cavs, 19 vinte e 63 perse nella passata stagione, hanno potuto selezionare Irving grazie alla trade coi Clippers che ha portato questa prima scelta più Baron Davis ai Cavaliers in cambio di Williams e Moon.

#2, Minnesota Timberwolves: Derrick Williams. I Minnesota Timberwolves, che hanno avuto il peggior record nella stagione 2010-2011, scelgono alla seconda l’ala Derrick Williams da Arizona (19.5 punti e 8.3 rimbalzi di media). Derrick Williams è un giocatore molto atletico, legge benissimo ogni situazione, può giocare in due ruoli (ala piccola e ala grande) e ha un grande bagaglio di soluzione offensive (molto migliorato anche nel tiro da 3). L’unico piccolo difetto è rappresentato, forse, dal numero delle palle perse. Minnesota, subito dopo la scelta, ha comunicato che ha intenzione di tenere il giocatore, il quale, per certi versi, può essere simile a Michael Beasley.

#3, Utah Jazz: Enes Kanter. Gli Utah Jazz, alla terza scelta, scelgono l’ala grande/centro Enes Kanter. Kanter è un giocatore molto bravo tecnicamente, con un buon tiro, dotato di gran fisico, bravo a rimbalzo, anche se nella stagione a Kentucky non ha potuto giocare. Kanter, insieme a Okur, sarà il secondo turco nel roster degli Utah Jazz. Utah, 39 vittorie e 43 sconfitte in stagione, ha acquisito questa scelta nel draft grazie alla trade che ha portato ai Jazz, oltre a questa scelta, la prima scelta di Golden State nel draft 2012 (che era passata ai Nets), Harris e Favors. Ai Nets era finita invece la stella Deron Williams.

#4, Cleveland Cavaliers: Tristan Thompson. I Cleveland Cavaliers alla quarta scelta spiazzano tutti. Non scelgono Valanciunas, ma Tristan Thompson da Texas (13.1 punti e 7.8 rimbalzi di media). Thompson è un’ala grande, un buon atleta, energico e lottatore. Bravo a rimbalzo, ma con pessima percentuale ai liberi (47%). I Cavs, quindi, per il proprio rilancio hanno scelto Irving e Thompson.

#5, Toronto Raptors: Jonas Valanciunas. I Toronto Raptors scelgono un altro giocatore europeo: Jonas Valanciunas. Il centro del Lyetuvos Rytas, visto anche in Eurolega, è veloce, rapido, preciso al tiro e ai liberi. E’ molto bravo a rimbalzo, ma soffre a volte di problemi di falli. E’ ancora sotto contratto col Lyetuvos e bisogna vedere se quindi l’anno prossimo giocherà a Toronto o meno. L’arrivo di Valanciunas potrebbe riportare Bargnani al ruolo di ala grande.

#6, Washington Wizards: Jan Vesely. I Washington Wizards scelgono Jan Vesely, visto in Europa al Partizan Belgrado. L’ala piccola alta 2 metri e 10 è atletica e veloce per la sua stazza, è in continuo progresso e ha grande energia e capacità difensive. Ama schiacciare. Ha, forse, qualche pecca a rimbalzo difensivo. Dopo Wall un’altra buona scelta per gli Wizards.

#7, Sacramento Kings (per i Charlotte Bobcats): Bismack Biyombo. I Sacramento Kings alla settima scelgono il centro Biyombo, giocatore visto a Fuenlabrada. Giocatore molto potente e atletico, solido in difesa, capace di stoppare e con braccia molto lunghe.

#8, Detroit Pistons: Brandon Knight. I Pistons scelgono il play-guardia da Kentucky Brandon Knight (17.3 punti e 4.1 assist di media). Giocatore veloce, bravo in campo aperto e in contropiede. E’ capace di crearsi tiri e di realizzarli spesso. Perde qualche pallone di troppo (3 a partita di media). I Pistons, dopo una brutta stagione, cercano di risollevarsi prendendo quindi un gran realizzatore.

#9, Charlotte Bobcats: Kemba Walker. I Charlotte Bobcats prendono il playmaker Kemba Walker (23.5 punti e 5.4 rimbalzi di media), colui che ha guidato UConn al titolo NCAA. Giocatore velocissimo, con gran carattere, ottimo realizzatore e con grande capacità anche nel prendere i rimbalzi.

#10, Milwaukee Bucks (per i Sacramento Kings): Jimmer Fredette. La scelta dei Milwaukee Bucks cade su Jimmer Fredette (28.8 punti con 40% da 3 di media). Fredette è un tiratore da 3 fantastico, ottimo realizzatore, molto forte fisicamente e dotato di grande intelligenza. Perde, però, qualche palla di troppo (3.4 di media a partita).

#11, Golden State Warriors: Klay Thompson. I Golden State Warriors scelgono la guardia Klay Thompson da Washington State (21.6 punti col 40% da 3). Tiratore puro con un grandissimo fisico e grande capacità nel passare la palla.

#12, Utah Jazz: Alec Burks. Gli Utah Jazz con la dodicesima scelta prendono la guardia da Colorado Alec Burks (20.5 punti e 6.5 rimbalzi di media). Grandissimo atleta, ottimo passatore, capace di trovare soluzioni offensive adatte e di rendersi utile anche in fase difensiva. I Jazz, dopo Kanter, scelgono quindi Burks.

#13, Phoenix Suns: Markieff Morris. I Phoenix Suns scelgono uno dei due gemelli Morris, Markieff. Markieff (13.6 punti e 8.3 rimbalzi di media), ala che ha giocato a Kansas, è un giocatore potente e abbastanza rapido, in grado anche di segnare dall’arco. I Phoenix Suns hanno ricevuto questa scelta dagli Orlando Magic nella trade che ha portato a Phoenix, oltre la scelta del draft, Carter, Gortat e Pietrus in cambio di Jason Richardson, Turkoglu e Clark.

#14, Houston Rockets: Marcus Morris. L’altro Morris, Marcus, viene scelto subito dopo il gemello Markieff. Marcus (17.2 punti e 7.6 rimbalzi di media), anche lui ala che ha giocato a Kansas, è un bravo rimbalzista e un buon realizzatore. Ha un gran fisico e sa tirare da 3.

#15, Indiana Pacers (per i San Antonio Spurs): Kawhi Leonard. Gli Indiana Pacers scelgono l’ala piccola di San Diego State Kawhi Leonard (15.5 punti e 10.6 rimbalzi). Atleta rapido e veloce, bravo a rimbalzo, molto forte e potente. Non tira benissimo dall’arco (29%).

#16, Philadelphia76ers: Nikola Vucevic. La scelta dei Sixers cade su Nikola Vucevic, ala grande montenegrina classe ’90. Gran rimbalzista e ottimo giocatore di post basso, visto a USC nella passata stagione dove ha chiuso con 17,1 punti e 10,3 rimbalzi, potrà guadagnare spazio nelle rotazioni di Phila e sfruttare gli insegnamenti di un pari ruolo esperto come Elton Brand.

#17, New York Knicks: Iman Shumpert. A New York si decide per Iman Shumpert, guardia di Georgia Tech. Nato nel 1990, ha enorme potenziale e ben si sposa con un progetto futuristico come quello di New York. Sa rendersi utile in tante zone del campo e può essere, alla peggio, un buon backup per Fields.

#18, Washington Wizards: Chris Singleton. È Singleton la scelta della franchigia della capitale. L’ala vista a Florida State può contare sull’enorme apertura alare per dare battaglia sotto canestro e nella metà campo difensiva. Saranno da valutare gli spazi all’interno delle rotazioni; davanti a lui ha Rashard Lewis e la scelta #6 Jan Vesely.

#19, Charlotte Bobcats (per i Milwaukee Bucks): Tobias Harris. Harris, ala di circa due metri che fa della versatilità il suo punto di forza. Situazione sinistramente simile, però, a quella di Singleton: dovrà guadagnarsi il campo a sportellate, fra Villanueva, Delfino, Gooden, Ilyasova. La partenza di Maggette però gli apre qualche spiraglio.

#20, Minnesota Timberwolves (per gli Houston Rockets): Donatas Motiejunas. Arriva finalmente il nome dell’ex trevigiano Donatas Motiejunas, ala/centro di sette piedi (213cm) che ha fatto vedere ottime cose in Italia. Dotato di tecnica sopraffina, specialmente in post basso, con Scola può formare una delle frontline più devastanti di oltreoceano. Se per caso dovesse poi tornare Yao, questi Rockets potrebbero ritrovarsi con il miglior pacchetto lunghi della lega. Attenzione; è una gran bella scelta.

#21, Portland Trail Blazers: Nolan Smith. Per ringiovanire il roster nello spot di play, coperto da un Andre Miller oramai agli sgoccioli di una onorata carriera, i Blazers optano per Nolan Smith, play tascabile dal palleggio strabiliante. Le sue doti di ballhandling sono impressionanti, ma fisicamente pagherà dazio alla stragrande maggioranza dei suoi avversari. Ottima scelta per una franchigia che, al netto degli infortuni, diventa sempre più interessante.

#22, Denver Nuggets: Kenneth Faried. Denver sceglie uno dei più grandi rimbalzisti del draft stesso, un animale con la tana sotto le plance, pronto ad arpionare qualunque cosa circoli nel raggio di una manciata di piedi. È il miglior rimbalzista della NCAA da quando i freshmen sono eleggibili al draft (1973) con 1673 palloni catturati. Ha fatto meglio di Duncan e Coleman, che pure hanno portato a terra più di 1500 sfere ciascuno. Può essere un degno cambio di Harrington e Gallinari.

#23, Houston Rockets (per i Minnesota Timberwolves): Nikola Mirotic. I T’Wolves draftano Mirotic e lo girano subito ai Bulls, che però non potranno contare subito sull’apporto del montenegrino, sotto contratto con il Real Madrid. Grandissimo tiratore che può crescere molto, specialmente a rimbalzo e in difesa.

#24, Oklahoma City Thunder: Reggie Jackson. Ennesimo giocatore versatile di questo draft, che non sposterà certo gli equilibri. Insieme alla crescita di Durant e Westbrook, però, qualche minuto della guardia che ha vestito la maglia di Boston College potrebbe essere il centesimo che manca per fare il dollaro in quel di Oklahoma City.

#25, Boston Celtics (per i New Jersey Nets): MarShon Brooks. La sua forza non sta nella difesa, ma nel grandissimo repertorio offensivo. È anche però un grandissimo rimbalzista: i 7 rimbalzi di media nella passata stagione testimoniano questo suo grande pregio. A New Jersey potrà avere spazio, aiutando Brook Lopez a mascherare le gravose difficoltà in cui si ritrova sotto le plance.

#26, Dallas Mavericks (per i Portland Trail Blazers): Jordan Hamilton. A Dallas finisce un prodotto interessantissimo di Texas University, un’ala che sa bruciare le retine dall’arco così come dare una mano a rimbalzo. Chiude l’ultima stagione di college a 18,6 punti e 7,7 rimbalzi di media; può far rifiatare per qualche minuto l’ormai anzianotto Shawn Marion.

#27, New Jersey Nets (per i Boston Celtics): JaJuan Johnson. Ala dal discreto repertorio offensivo che ha grandi margini di miglioramento. Le incertezze stanno sulla sua posizione in campo e soprattutto sullo spazio che potrebbe avere in una contender come Boston.

#28, Chicago Bulls (per i Miami Heat): Norris Cole. Playmaker undersized che può arrivare al canestro in molti modi diversi; può essere un ottimo backup per Rubio a Minnesota.

#29, San Antonio Spurs: Cory Joseph. Altro piccoletto, terzo giocatore proveniente da Texas scelto al primo giro. Paragonabile al neo-Pacers George Hill; da valutare però quello che può dare nel palcoscenico più importante del mondo.

#30, Chicago Bulls: Jimmy Butler. I Bulls scelgono Butler, prodotto di Marquette che ha notevoli margini di miglioramento e a cui piace andare tanto in lunetta.

 

SECONDO GIRO

#31, Miami Heat (per i Minnesota Timberwolves): Bojan Bogdanovic, G, (Croazia)

#32, Cleveland Cavaliers (per gli Orlando Magic): Justin Harper, F

#33, Detroit Pistons: Kyle Singler, F

#34, Washington Wizards, Shelvin Mack, G

#35, Sacramento Kings, Tyler Honeycutt, F

#36, New Jersey Nets, Jordan Williams, F

#37, Los Angeles Clippers, Trey Thompkins, F

#38, Houston Rockets (per i Minnesota Timberwolves), Chandler Parsons, F

#39, Charlotte Bobcats (per i Golden State Warriors), Jeremy Tyler, C

#40, Milwaukee Bucks, Jon Leuer, F

#41, Los Angeles Lakers, Darius Morris, G

#42, Indiana Pacers, Davis Bertans, F, (Lettonia)

#43, Chicago Bulls, Malcolm Lee, F

#44, Golden State Warriors, Charles Jenkins, G

#45, New Orleans Hornets (per i New York Knicks), Josh Harrellson, F

#46, Los Angeles Lakers, Andrew Goudelock, G

#47, Los Angeles Clippers, Travis Leslie, G

#48, Atlanta Hawks, Keith Benson, C

#49, Memphis Grizzlies, Josh Selby, G

#50, Philadelphia 76ers, Lavoy Allen, F

#51, Portland Trail Blazers, Jon Diebler, F

#52, Detroit Pistons, Vernon Macklin, F

#53, Orlando Magic, DeAndre Liggins, G

#54, Cleveland Cavaliers, Milan Macvan, F (Serbia)

#55, Boston Celtics, E’Twaun Moore, G

#56, Los Angeles Lakers, Chukwudiebere Maduabum, F (Nigeria)

#57, Dallas Mavericks (per i Portland Trail Blazers), Targuy Ngombo, F (Congo)

#58, Los Angeles Lakers, Ater Majok, F (Australia)

#59, San Antonio Spurs, Adam Hanga, F (Ungheria)

#60, Sacramento Kings, Isaiah Thomas, G

 

LE TRADE

Gli Indiana Pacers, subito dopo avere scelto con la numero 15 l’ala Kawhi Leonard, l’hanno scambiata con i San Antonio Spurs in cambio di George Hill.

Scambio anche fra Nets e Celtics: New Jersey ha mandato JaJuan Johnson, scelto con la numero 27, a Boston in cambio di MarShon Brooks, draftato dai biancoverdi con la venticinquesima scelta. Per far tornare i conti New Jersey ha buttato sul piatto anche una futura seconda scelta.

Trade a tre fra Bobcats, Bucks e Kings. I Bobcats ricevono Corey Maggette e i diritti su Bismack Biyombo, scelto alla 7; a MIlwaukee vanno Stephen Jackson, Beno Udrih, Shaun Livingston e Tobias Harris (#19); infine, prendono la strada di Sacramento John Salmons e la scelta numero 10: Jimmer Fredette.

Importante per il basket europeo in NBA la trade che coinvolge Houston e Minnesota: i T’Wolves hanno infatti ceduto Flynn e la loro scelta numero 20, con la quale è stato draftato Donatas Motiejunas, ai Rockets, i quali hanno contraccambiato con la #23 (Nikola Mirotic), la numero 38 (Chandler Parsons), Brad Miller e una futura scelta al primo giro.

Una vecchia conoscenza del campionato italiano è piccola parte di una trade i cui protagonisti sono Portland, Dallas e Denver. La franchigia texana ha infatti acquisito i diritti su Petteri Koponen e Rudy Fernandez, mentre a Portland arriveranno Felton e le scelte al draft di Dallas (#26, Jordan Hamilton e #57, Tanguy Ngombo). Per far quadrare il cerchio, a Denver è stato concesso Andre Miller.

Trade di secondo piano fra New Orleans e New York: i primi hanno ceduto la scelta #45 (Josh Harrellson) in cambio di soldi.

Cleveland cede la scelta #32 (Justin Harper) a Orlando, in cambio di due future seconde scelte.

Charlotte vende per soldi Jeremy Tyler, scelto alla 39, a Golden State.

Minnesota e Miami, infine, si scambiano le scelte: a Minnesota va Bojan Bogdanovic, scelto da Miami alla 31, e Miami riceve i diritti su Norris Cole (#28).

Il nigeriano più impronunciabile del draft è oggetto di una trade che lo porta dai Lakers, che lo hanno selezionato con la numero 56, ai Nuggets in cambio di una futura seconda scelta. Per i più coraggiosi, che vogliono provare a scrivere correttamente il suo nome, stiamo parlando di Chukwudiebere Maduabum.

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