Inside the Northwest Division 2016

Inside the Northwest Division 2016

Il riassunto delle stagioni di Oklahoma City Thunder, Portland Trail Blazers, Utah Jazz, Denver Nuggets e Minnesota Timberwolves.

Northwest Division

Oklahoma City Thunder 55-27
Portland Trail Blazers 44-38

Utah Jazz 40-42
Denver Nuggets 33-49
Minnesota Timberwolves 29-53

Oklahoma City Thunder, voto 8

Si parte con qualche difficoltà ma dopo il 7-6 la stagione decolla con un bel 33-8 ed il terzo posto è assicurato. Nel finale cala un po’ l’attenzione e le sconfitte con Pelicans, Timberwolves, Pistons e Kings ne sono la prova, ma i Thunder sono pronti per i Playoffs. La concorrenza è tanta ed anche quest’anno l’anello sembra inarrivabile, Westbrook e Durant sono più soli che mai.

Top: Westbrook-Durant
Il duo più forte della NBA disputa un’altra stagione sublime. Russell eguaglia il record di un certo Magic Johnson per triple doppie realizzate in una stagione (18), segna 23.4 punti con 10.4 assist e 7.8 rimbalzi a fare da contorno, diminuendo i tiri presi a partita rispetto allo scorso anno (da 22 a 18). Kevin ne mette 28.2 con 8.2 rimbalzi (massimo in carriera) tirando con il 50% dal campo, 39% da tre e 90% dalla lunetta. Mostruosi, ma ai Playoffs potrebbe non bastare.

Flop: Serge Ibaka
Lo chiamavano terzo violino. Se l’anno scorso sembrava in calo, quest’anno lo conferma: 12.6 punti sono il minimo dal 2011 mentre i 6.8 rimbalzi e 1.9 stoppate sono il dato più basso dall’anno da rookie. Se i Thunder vogliono sognare, Ibaka non può essere quello della regular season.

Team Leaders
Points:
Durant (28.2), Westbrook (23.4), Kanter (12.7)
Rebounds: Durant (8.2), Kanter (8.1), Westbrook (7.8)
Assists: Westbrook (10.2), Durant (5.0), Waiters (2.0)

Il momento più bello dell’anno:

Portland Trail Blazers, voto 9

Dati per spacciati dopo gli addii di Aldridge, Matthews, Lopez e Batum conquistano la quinta piazza ad Ovest sul filo di lana.
Il premio di squadra dell’anno va sicuramente a loro (non ce ne vogliano i Warriors) che sulla carta sarebbero dovuti finire nelle ultime due posizioni.
Dopo le 7 sconfitte di fila ad inizio novembre e le 5 consecutive a metà dicembre, il record di 11-20 sembrava una condanna, poi la svolta. Le vittorie contro Thunder, Utah e Cavs profumano di qualcosa di epico, il 137-105 rifilato ai Warriors, invece, profuma anche di Playoffs. Il 9-2 di febbraio fa salire le quotazioni di Lillard e compagni, il 7-2 finale regala il quinto posto che neanche il più ottimista dei tifosi avrebbe ipotizzato.
Ora ci sono i Clippers: il sogno continua.

Top: Damian Lillard
Escluso dal giro della nazionale e dall’All-Star Game, ci tiene a dimostrare che non solo è una stella, ma anche un trascinatore. Il #0 ne mette 25.1 a partita con 6.8 assist, guida Portland in una stagione che resterà negli annali e si prende la soddisfazione di piazzarne 51 in faccia a Steph Curry. What else?

Flop: Nessuno
Tutti partecipi di una grande cavalcata, chi più e chi meno. Le sorprese non sono mancate (vedi McCollum) e nessuno ha demeritato in particolar modo.

Team Leaders
Points:
Lillard (25.1), McCollum (20.8), Crabbe (10.3)
Rebounds: Plumlee (7.7), Davis (7.4), Aminu (6.1)
Assists: Lillard (6.8), McCollum (4.3), Plumlee (2.8)

Il momento più bello dell’anno:

Utah Jazz, voto 6,5

E’ mancata la zampata finale contro le secondo linee dei Clippers o in casa contro Dallas, alla fine chiudono dietro ai Rockets ma più di loro avrebbero meritato il gettone per la post season.
Il record è quasi sempre sul 50% di vittorie, quando vanno sotto sul 19-25 rimediano con 7W di fila. Pesano tanto le due sconfitte contro Orlando ed i passi falsi con squadre del calibro di Knicks, Pelicans e Nets. Con i Warriors difficilmente sarebbero andati oltre un 4-1, ma il solo fatto di giocarsela sarebbe stato il giusto premio per una franchigia che continua a crescere.

Top: Gordon Hayward
Sicuramente tra i giocatori più sottovalutati della lega, mette a referto 20 punti ad allacciata di scarpe con 5 rimbalzi e 4 assist. Costante nelle prestazioni, ci prova in tutti i modi a portare i suoi ai Playoffs ma purtroppo lo fa inutilmente.

Flop: Trey Burke
Gli infortuni non aiutano ma il suo rendimento cala rispetto alle due stagioni precedenti. Passa da 12.8+4.3 a 10.6+2.3, la sua assenza nel finale pesa sicuramente, ma pesano anche le brutte partite disputate in match importanti: lo 0/8 nella sconfitta di 3 lunghezze con Detroit, l’1/8 con i Wizards e il 3/11 con Houston (-2 finale) lo dimostrano ampiamente.

Team Leaders
Points: Hayward (19.7), Favors (16.4), Hood (14.5)
Rebounds: Gobert (11.0), Favors (8.1), Booker (5.7)
Assists: Mack (5.3), Hayward (3.7), Hood (2.7)

Il momento più bello dell’anno:

Denver Nuggets, voto 4,5

Anche quest’anno l’obiettivo Playoffs è fallito, e non di poco. Le 8 sconfitte consecutive a fine novembre fanno storcere il naso, le 6 di fila tra fine 2015 ed inizio 2016 mettono anzitempo la parola fine sulla corsa ai PO. C’è poco da dire, gli infortuni non hanno aiutato (vedi Gallinari) ma la squadra non ha mai giocato un bel basket né ha mai dato l’impressione di poter svoltare.

Top: Danilo Gallinari
Non si tratta di patriottismo, Danilo è l’unico a fare cose più che buone insieme a Will Barton. 19.5 punti e 5.3 rimbalzi di media sono ottimi numeri, chiude in giacca e cravatta ma risulta comunque il secondo non americano per punti segnati (dietro a Wiggins) ed il quarto giocatore in NBA per tiri liberi tentati a partita (alle spalle di Harden, Cousins e DeRozan).
Forse lontano da Denver potrebbe lottare per qualcosa di più, staremo a vedere.

Flop: Kenneth Faried
I suoi numeri calano di poco ma a 26 anni ci si aspetterebbe il salto di qualità definitivo. Quasi mai incisivo, non riesce a prendere il comando neanche quando Gallinari è fuori.

Team Leaders
Points: Gallinari (19.5), Barton (14.4), Mudiay (12.8)
Rebounds: Faried (8.7), Jokic (7.0), Barton (5.8)
Assists: Mudiay (5.5), Nelson (4.9), DJ Augustin (4.7)

Il momento più bello dell’anno:

Minnesota Timberwolves, voto 5,5

Wiggins, LaVine e Towns promettono un futuro di quelli vincenti, ma già da quest’anno poteva andare meglio. La scomparsa di coach Flip Saunders ha inciso molto sul morale dei giocatori e l’1-13 di fine 2015 lo dimostra chiaramente.. A fine stagione arrivano delle belle vittorie (Warriors su tutti) ma ci si aspettava almeno una decina di W in più.

Top: Karl-Anthony Towns
Rookie dell’anno a mani bassissime, mette insieme 51 doppie doppie in regular season con 18.3 punti e 10.5 rimbalzi. Numeri che fanno girare la testa e che fanno già immaginare quanto possa essere dominante tra qualche annetto, ma che non rendono l’idea di quanto forte sia stato il suo impatto in NBA.

Flop: Nessuno
Maluccio Garnett ma l’età è una valida scusante, per il resto nessuno da una brutta impressione ai tifosi di Minnesota.

Team Leaders
Points: Wiggins (20.9), Towns (18.3), LaVine (14.0)
Rebounds: Towns (10.5), Dieng (7.1), Rubio (4.3)
Assists: Rubio (8.6), LaVine (3.1), Jones (2.9)

Il momento dell’anno:

Le altre Division:
Atlantic Division
Central Division
Southeast Division

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