Inside the Southwest Division 2016

Inside the Southwest Division 2016

Il riassunto della stagione di San Antonio Spurs, Memphis Grizzlies, Dallas Mavericks, Houston Rockets e New Orleans Pelicans.

Southwest Division

San Antonio Spurs 67-15
Dallas Mavericks 42-40
Memphis Grizzlies 42-40
Houston Rockets 41-41
New Orleans Pelicans 30-52

San Antonio Spurs, voto 9,5

Ennesima regular season da protagonista per la banda di Gregg Popovich in grado di subire appena 92.9 punti a partita. La partenza da 18-4 lascia intendere da subito che gli Spurs ci sono ancora, nonostante il passo dei Warriors è alquanto insostenibile. Le 13 vittorie di fila tra fine dicembre ed inizio gennaio mettono in cassaforte il secondo posto con un bel po’ di mesi d’anticipo, permettendo a San Antonio di poter gestire energie e minutaggio.

Top: Kawhi Leonard
Difensore dell’anno e sempre più trascinatore. L’ala col #2 sulle spalle disputa un’annata ad altissimi livelli, più di quanto non dicano le ottime statistiche: 21.2 punti, 6.8 rimbalzi, 1.8 recuperi ed un sontuoso 44% dal perimetro. Può bastare?

Flop: Danny Green
Cresciuto difensivamente ma calato vistosamente in fase offensiva. Segna 4.5 punti in meno rispetto all’anno scorso (da 11.7 a 7.2) e peggiora, non di poco, le sue percentuali dall’arco con il 33% finale, peggior dato da quando è a San Antonio (aveva chiuso sopra il 40% le precedenti cinque annate).

Team Leaders
Points: Leonard (21.2), Aldridge (18.0), Parker (11.9)
Rebounds: Aldridge (8.5), Duncan (7.3), Leonard (6.8)
Assists: Parker (5.3), Ginobili (3.1), Mills (2.8)

Il momento più bello dell’anno:

Dallas Mavericks, voto 7

Una stagione non entusiasmante e ricca di infortuni (Parsons per ultimo) si conclude con un ottimo sesto posto nella Western Conference. Il record di 3-10 fatto registrare dal 2 al 27 marzo preoccupa Nowitzki e compagni che però rimediano alla grande vincendo sei match di fila di cui tre con le dirette rivali Houston, Memphis e Utah. L’ostacolo Spurs è evitato ma anche con Oklahoma il passaggio del turno è davvero insperabile.

Top: J.J. Barea
Il play portoricano migliora di gran lunga rispetto alla passata stagione e si rivela decisivo nel rush finale tanto da guadagnarsi un premio di giocatore della settimana. 11 punti e 4 assist di media per lui, ma tanta esperienza al servizio dei Mavs.

Flop: Devin Harris 
Scende da 8.8 a 7.6 punti peggiorando dalla lunetta (dall’82% al 72%) e dall’arco (da 36% a 33%), svanendo nel nulla nel periodo difficile di inizio marzo.

Team Leaders
Points: Nowitzki (18.3), Williams (14.1), Parsons (13.7)
Rebounds: Pachulia (9.4), Nowitzki (6.5), Parsons (4.7)
Assists: Williams (5.8), Barea (4.1), Felton (3.6)

Il momento più bello dell’anno:

Memphis Grizzlies, voto 7

Il titolo di squadra più sfortunata dell’anno va senza dubbio a loro. Perso Marc Gasol fino a fine anno si è aggiunta la tegola Conley, già ai box durante la stagione, senza dimenticare gli acciacchi di Randolph e Tony Allen.
Messa così, il piazzamento Playoffs sembra un’impresa, ed il parte lo è per davvero. Il bottino di 9 vittorie ed una sola sconfitta di metà gennaio, con il conseguente record di 30-20, aiuta e non poco i Grizzlies nella parte finale della regular season. L’1-11 finale preoccupa e non poco in ottica Playoffs: evitare lo sweep sarebbe già tanta roba.

Top: Mike Conley
Fondamentale è dir poco. Oltre ai 15.3 punti conditi da 6.1 assist ci aggiunge tanta voglia e l’ottimo mese di febbraio lo conferma. La sfiga però ci vede bene ed i Playoffs dovrà gustarseli dal divano.

Flop: Jeff Green
Non riesce ad essere incisivo nonostante le qualità ci siano e le difficoltà di squadra gli richiedessero un maggior livello da raggiungere. Durante la stagione passa ai Rockets ma anche lì non si fa apprezzare più di tanto.

Team Leaders
Points: Gasol (16.6), Conley (15.3), Randolph (15.3)
Rebounds: Randolph (7.8), Gasol (7.0), Barnes (5.5)
Assists: Conley (6.1), Chalmers (3.8), Gasol (3.8)

Il momento più bello dell’anno:

Houston Rockets, voto 5,5

Da vice-campioni della Western Conference ad ottavi in un solo anno, e poteva andare peggio.
Harden e compagni devono ringraziare Utah ed i suoi passi falsi per aver conquistato il gettone Playoffs, perché la squadra ha espresso un gioco di basso livello ed una difesa a tratti imbarazzante (Harden chi?). Nonostante un buon mese di gennaio Houston non riesce mai a spiccare il volo, riuscendo solo una volta a vincere più di quattro partite di seguito e subendo ben 106.4 punti ad incontro (peggio di Minnesota, Denver, Knicks e Brooklyn, per dirne alcune).

Top: James Harden
Croce e delizia dei Rockets, segna 29 punti accompagnati da 6.1 rimbalzi e 7.5 assist. E’ l’MVP della squadra solo perché in pochi hanno fatto bene, ma la sua difesa ed il suo atteggiamento non hanno giovato alla squadra come può sembrare dalle statistiche. Va riconosciuto però che se Houston è ai Playoffs, il merito è in gran parte suo che nel rush finale ha segnato 112 punti in tre partite.

Flop: Ty Lawson
Probabilmente è stato un errore puntare su di lui visti i recenti avvenimenti che hanno visto coinvolto l’ex Nuggets. 5.8 punti e 3.4 assist sono spiccioli se consideriamo che ha “solo” 28 anni e che qualche anno fa viaggiava a 18+9 di media.

Team Leaders
Points: Harden (29.0), Howard (13.7), Ariza (12.7)
Rebounds: Howard (11.8), Capela (6.4), Harden (6.1)
Assists: Harden (7.5), Beverley (3.4), Ariza (2.3)

Il momento più bello dell’anno:

New Orleans Pelicans, voto 3

Ad inizio anno l’obiettivo erano i Playoffs, intorno a Davis però c’è il deserto. 1-11 per iniziare la stagione “alla grande”, poi arrivano alcune vittorie (anche di lusso contro Cavs, OKC, Spurs e Clippers) ma purtroppo è tutto da dimenticare al più presto. Se si vuole migliorare c’è bisogno di costruire qualcosa di solido attorno a quel fenomeno di Davis.

Top: Anthony Davis
Molti puntavano su di lui per il titolo da MVP ma la sfiga si è messa di mezzo e addio sogni di gloria. Nelle 61 partite disputate (con infortuni vari, sparsi nel corso della stagione) mette a referto 24.3 punti, 10.3 rimbalzi e 2 stoppate, poi la spalla ed il ginocchio lo costringono ai ferri con un addio amaro alla stagione e alle Olimpiadi di Rio.

Flop: Kendrick Perkins
Il suo carattere burrascoso sul parquet è noto a tutti, ma rispetto al passato si rivela addirittura inutile. Con 2.5 punti e 3.5 rimbalzi è riuscito a far peggio della breve esperienza ad OKC ed il 44% dalla lunetta (mai così male) è solo la ciliegina sulla torta.

Team Leaders
Points: Davis (24.3), Anderson (17.0), Holiday (16.8)
Rebounds: Davis (10.3), Asik (6.1), Anderson (6.0)
Assists: Evans (6.6), Holiday (6.0), Cole (3.7)

Il momento più bello dell’anno:

Le altre Division:
Atlantic Division
Central Division
Southeast Division
Northwest Division
Pacific Division

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