Italian dream: sogno italiano nella Nba

Italian dream: sogno italiano nella Nba

Commenta per primo!

Fonte web partner: www.ciuff.it

La prossima stagione si preannunzia come la più grande annata Nba, dal punto di vista italiano, di tutti i tempi. Vediamo perchè. Innanzitutto, perchè, per la prima volta, i ragazzi italiani negli USA sono quattro, con l’approdo di Gigi datome ai Detroit Pistons. In secondo luogo, ed è questo il fattore decisamente più importante, perchè tutti i nostri si ritrovano a militare in formazioni che possono ambire in alto, al vertice, chi più, vedi Belinelli, chi meno, vedi Datome. Infine, perchè, anche a livello personale e strettamente individuale, ci si aspetta tanto da tutti e quattro. 

Analizziamoli ad uno ad uno, però, i nostri “italian guys”.

Partiamo da Andrea Bargnani, fresco di arrivo nella Big Apple, la grande mela, New York City. Ai Knicks, Stoudamire permettendo, dovrebbe essere la seconda o terza opzione offensiva, dietro a Carmelo e probabilmente anche J.R. Smith. Di Amare Stoudamire non si sa nulla, se resterà, in che condizioni saranno le sue ginocchia, tutto da valutare. Di certo il Mago si ritrova in una delle prime quattro formazioni della Eastern Conference (insieme a Pacers, Heat e Nets, davanti a Bulls e Cavaliers), con minuti da conquistare ma con la possibilità di far fruttare il suo talento offensivo e tiro dall’arco, senza dover eccessivamente dedicarsi a rimbalzi e difesa, compito principale del suo compagno di reparto, Tyson Chandler.

Andiamo da Marco Belinelli, fresco sperone del Texas, ovvero uno Spurs, con i vintage big 3, Duncan, Parker e Ginobili. Il suo ruolo è da decifrare, dalla panchina in una squadra che vuole nuovamente vincere il titolo prima che Duncan e Ginobili appendano le scarpe al chiodo definitivamente. A parte il solito quintetto ed il sesto uomo argentino, gli spurs in panca avranno Diaw e Bonner, eventualmente Blair, tutti lunghi, ed il solo Neal tra gli esterni ( a parte il già citato Ginobili), ancora free agent. Dalla riconferma dell’americano ex trevigiano dipendono le fortune individuali del Beli che, comunque, avrà modo di conquistarsi minuti con gli attributi che ha dimostrato di avere negli scorsi playoff, qualità che Popovich decisamente apprezza.

Arriviamo a Danilo Gallinari, infortunato ma reduce dalla notizia che il recupero sarà decisamente più rapido. Il Gallo si ritrova in una squadra più scarsa, senza Iguodala e Koufous, con Hickson e Foye. Sotto canestro in sostanza cambia poco, tra gli esterni manca un nazionale statunitense nonche All Star. Vuol dire squadra meno forte ma anche tanta responsabilità in più per il Gallo, che la dirigenza della franchigia del Colorado ha pubblicamente dichiarato voler ergere a leader assoluto dei Nuggets. Ottime notizie, a livello individuale. A lui recuperare il ginocchio il prima possibile e far bene sul parquet. Quanto alla squadra, l’obiettivo sono i playoff, neinte di più al momento, un pò ridimensionato. Stà al Gallo portarli più avanti.

E, per ultimo, il neo arrivato Gigi Datome, ex Virtus Roma ed MVP dell’ultimo campionato italiano. Sbarca ai Pistons, squadra giovane e in ricostruzione. Dovrà conquistarsi ogni minuto, con sudore ed impegno in allenamento. Dalla sua la grande capacità di tirare ed il range di tiro pressochè illimitato. Questo, abbinato ai 204 cm, gli dà qualcosa in più per puntare a conquistare minuti. La squadra è forte sotto i tabelloni, con Drummond, Monroe, il neo arrivato Josh Smith e Jerebko, ma nel settore esterni lo spazio si può guadagnare, essendo intoccabile il solo Knight, playmaker del futuro. A lui, in sostanza, si aggiungono l’esperto Billups, cavallo di ritorno, nonche il campione Ncaa Kyle Singler, unica ala piccola di ruolo, Stuckey ed il giovane Caldwell-Pope, appena arrivato dall’ultimo draft. Insomma, squadra giovane che potrebbe conquistare uno degli ultimi due posti ad est per giungere ai playoff. In questo contesto, sta a Datome dare il massimo per conquistare spazio e responsabilità. Maurice Cheeks è un ottimo allenatore, se vali e dai l’anima, in campo lui ti ci mette sicuramente.

Insomma, tanta roba, una stagione tutta da vivere, e ancora il mercato non si è concluso, altre trade potrebbero cambiare dinamiche e prospettive. In ogni caso, mai come adesso per gli italiani la Nba è di casa.

Andrea Di Vita

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy