J.R. Smith, fuga da New York

J.R. Smith, fuga da New York

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Se magari fosse stato biondo e con gli occhi azzurri, e non un “gangster” nero pieno di tatuaggi, la storia della vita di J.R. Smith sarebbe di sicuro finita sul tavolo di qualche produttore di Hollywood sottoforma di copione.

Sì, perché quella di J.R. ha tutti gli ingredienti della tipica storia “americana”: il talento c’è, ma manca la testa e la disciplina non è proprio quella di un Marine. Il nostro eroe la sua grande chance, il giocare in NBA, sembrava averla persa andando a finire nel “Purgatorio” – milionario va detto – cinese. Non dubitiamo che Smith, anche in Cina, abbia saputo come curare la sua personale saudade, ma il grande palcoscenico della pallacanestro a stelle e strisce sembrava precluso per sempre.

Poi, ad un certo punto, arriva inaspettata la chiamata dei Knicks. In Cina J.R. aveva fatto parlare di se “anche” cestisticamente certo, ma nessuno si aspettava una chiamata dalla NBA, e certamente non da una squadra come New York. Invece il gangster torna, ed inizia presto a vincere le diffidenze intorno al suo nome e a stupire: i tatuaggi restano, ma J.R. si impone nettamente come il “Secondo Violino” di New York dietro ad Anthony. Le sue mani si trasformano in B-52 che lasciano andar via grappoli di bombe che incendiano i canestri del Madison, giunge persino il premio come “Miglior Sesto Uomo dell’anno”. A coronare il tutto, una ciliegina dal gusto certamente dolce: la presunta lieson con la cantante Rihanna. Certo poi i Play Off non sono andati esattamente benissimo, ma l’ex cattivo ragazzo, allontanato dall’NBA come un paria, ha fatto un ritorno che più in grande stile di così non si poteva. Poi, inaspettata, al termine della stagione la decisione: Smith, che è Free-Agent al momento, andrà via da New York.

Via da New York? Ma se è la città che lo ha accolto dal suo esilio, che lo ha amato e coccolato per tutta la stagione!nei Knicks Smith ha ormai Raggiunto un “rango” inferiore solo a quello di Carmelo, senza dimenticare poi i party e la vita mondana… ma allora perché? Da cosa matura la decisione di andar via?

La risposta è semplice, ed è la più vecchia del mondo: i soldi. Il salary cap dei Knicks, anche per la prossima stagione, è alquanto bloccato, e New York avrebbe potuto offrire a Smith “solo” 5 milioni di dollari l’anno, non di più. Sicuramente meno rispetto a quanto il Sesto Uomo dell’anno ritiene congruo per remunerare i suoi talenti. In questi casi, se fossimo in una perfetta storia americana, l’eroe rimarrebbe. Resterebbe con la sua squadra per portarla a vincere il titolo e riscattare così fallimenti e delusioni passate. Ma J.R. non è mai stato – e non è mai voluto – essere un eroe. Si è divertito, ha fatto divertire ma poi, a fine stagione, si è seduto a valutare i pro e i contro della situazione, avrà guardato un bicchiere di Manhattan vuoto, è avrà preso l’unica decisione che un non-eroe come lui può prendere: i soldi comandano. Quindi bye bye New York, ci eravamo tanto amati… 

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