Kanter: “Se fosse per me, mi inginocchierei durante l’inno”

Kanter: “Se fosse per me, mi inginocchierei durante l’inno”

Il giocatore turco dei Knicks interviene riguardo ai moti di violenza negli States.

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Il tema è caldo, e forse uno dei più controversi che l’NBA abbia affrontato negli ultimi anni: da quando Colin Kaepernick (giocatore della NFL) si è, per la prima volta, inginocchiato durante l’inno nazionale, questo gesto di protesta si è allargato a tutti gli atleti della nazione. A quanto pare, però, non solo i cittadini statunitensi hanno abbracciato questa dimostrazione di dissenso; l’ultimo ad unirsi al movimento è il lungo dei New York Knicks Enes Kanter, la cui nazionalità è turca.

“Stavo parlando con uno dei miei compagni, dicendo ‘Se tu lo fai, lo faccio anche io [inginocchiarsi, ndr].’” ha dichiarato il giocatore. “Capisco che l’NBA abbia rilasciato una dichiarazione, invitando i giocatori a non inginocchiarsi o a fare altro. Ma mi sento male pensando alle persone là fuori che stanno combattendo per ciò che è giusto. Penso che ciò per cui stiano combattendo sia giusto. Io stesso ho problemi con il mio paese. Penso che, ogni volta che si crede in qualcosa, si debba lottare per quella causa.”

Kanter è sempre stato un aperto oppositore del presidente turco Erdogan, e proprio per queste sue posizioni sta passando dei guai con il governo del suo paese: dopo essere stato privato del passaporto nel maggio del 2017, è stato emesso nei suoi confronti un mandato di cattura e una richiesta di presentarsi in Turchia entro settembre dello stesso anno. In un clima di protesta generalizzato, dunque, non è strano come Kanter si sia schierato apertamente con il movimento di protesta: tuttavia, questa presa di posizione “internazionale” rende chiaro come ormai non si possa più parlare di un semplice malcontento popolare, ma di una vera e propria dimostrazione di dissenso contro il governo degli Stati Uniti (e, in maniera indiretta, il suo Presidente Donald J. Trump), accusato di perpetrare tramite la polizia eccessiva violenza contro la popolazione afroamericana. “Se fosse dipeso da me, sì, mi sarei inginocchiato, però come squadra abbiamo deciso di non farlo. Ma in America, le due cose più importanti sono eguaglianza e giustizia: se però queste non si vedono, mi sento male, e molto triste” ha dichiarato il giocatore dopo il debutto con la sua nuova squadra.

 

  • di Raffaele Guerini
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