Kevin Durant e Jay-Z – It’s all about business

Scopriamo insieme come Jay-Z e la Roc Nation Sports hanno cambiato l’immagine sportiva e professionale di Kevin Durant.

Kevin Durant amato da qualsiasi tifoso NBA, Kevin Durant odiato per aver scelto i Golden State Warriors, ma chi è veramente Kevin Durant? Fino qualche stagione fa, era sicuramente la superstar amata da chiunque, brava, gentile, generosa e dal cuore d’oro, mai in grado di fare un torto a qualcuno. Poi un giorno è arrivata una persona che ha deciso di trasformare la sua vita professionale, un certo Shawn Corey Carter, in arte Jay-Z.

Analizziamo l’impatto professionale di Jay-Z e dalla sua agenzia su Kevin Durant e sull’intero mondo NBA.

Si perché è evidente che negli ultimi anni, l’immagine di Kevin Durant sia cambiata, passando sempre più buono da “buono” a “cattivo”.  Nell’estate del 2013, KD decide di abbandonare Aaron Goodwin e Rob Pelinka in favore del noto rapper Jay-Z, il quale aveva appena deciso di sbarcare nello sport professionistico americano, fondando un’agenzia sportiva, la Roc Nation Sports. Come da prassi, quello che tocca Jay-Z diventa oro, e decide quindi di sbarcare in NBA con il botto, firmando subito una delle superstar più forti ed ambite dell’ambiente. Il noto rapper newyorkese, sin da subito, mette in discussione qualsiasi contratto professionale abbia come soggetto il suo agente, ovvero Kevin Durant. Nike, 2K, Gatorade, solo per citarne alcuni, tutti se vogliono KD devono pagare, e sborsare anche parecchio, dato che Kevin Durant è la superstar del presente e del futuro NBA.

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“Siamo di fronte ad una leggenda del basket americano, con queste cifre è una superstar e dovrà essere trattata come tale”, parole e musica di Jay-Z. Perché KD deve valere meno di LeBron James in termini economici? Perché deve guadagnare meno? Allora non c’è da guardare in faccia nessuno, il business non guarda in faccia nessuno.

Nel corso degli anni, KD ha abbandonato la Gatorade in modo burrascoso ed ha rischiato di fare altrettanto con la Nike, forte di una grande pressione della Under Armour. Durant ha rinnovato a cifre altissime con il colosso di Portland ed indovinate di chi è lo zampino.

Basta essere bravi e buoni, bisogna essere spietati e “cattivi” senza alcuna pietà. Subito dopo il rinnovo con Nike, è uscita una pubblicità con il 35 protagonista principale, dal titolo “Be the baddest”. Coincidenze? Non crediamo.

Durant è passato pian piano dal giurare amore eterno a OKC, all’ammiccare l’occhio verso altre destinazioni. Prima si diceva Washington, poi NY (Knicks o Nets) e alla fine sappiamo tutti che è finito a Golden State formando difatti un super team. I rumors affermano che Jay-Z abbia tentato nella recente estate di convincere Kevin Durant a parlare con le due squadre newyorkesi, perché si sa, vincere fa guadagnare tanti soldi, ma vincere a NY ne fa guadagnare un’esagerazione. Basta proclamazioni di amore e fedeltà nei confronti di OKC, bisogna guardare altre destinazioni, altre squadre in grado di farti vincere in tempi brevi, perché vincere è l’unica cosa che conta. Per questo sorprende relativamente la scelta di Durant di unirsi a ciò che non è riuscito a battere, ovvero quei Golden State Warriors che già hanno fatto record su record e qui l’influenza di Roc Nation Sports è chiara. Perché rimanere in una squadra in cui tu e il tuo compagno (Westbrook) dovete trascinare il tutto, e non unirsi a una squadra in cui il titolo NBA sarebbe più facile da raggiungere? Questo potrebbe essere un ipotetico discorso effettuato da Jay-Z, o da chi per lui se ne occupa, al 35 ora in maglia Warriors.

L’obbiettivo era quello di cambiare l’immagine di Kevin Durant, in modo tale da farlo diventare “spietato”, con l’unico obiettivo di vincere ed essere una macchina di soldi, perché più si vince e più si guadagna. Business is Business. Ecco perché non sorprende la scelta di Kevin Durant, di abbandonare la sua unica squadra NBA sin dal Draft, gli Oklahoma City Thunder, in favore dei Golden State Warriors, squadra fortissima, che ha raggiunto un livello altissimo e che negli ultimi due anni è arrivata sempre alle finali NBA.

Se non posso batterli, mi unisco a loro. Forse a livello etico questa scelta lascia qualche dubbio – l’avrebbe mai fatta una superstar come Magic Johnson, Larry Bird o Michael Jordan? Ma i tempi sono cambiati e oggi non bisogna avere pietà. Si nessuna pietà, l’obiettivo è vincere l’anello e il percorso più breve per farlo si chiama Golden State Warriors.

Anni fa sembrava impossibile avere una tale immagine di Kevin Durant, ma oggi è cosi e poco importa. Jay-Z e la Roc Nation Sports volevano modificare la mentalità e l’immagine del nativo di Washington, e ci sono riusciti.

Because It’s all about winning, but It’s also all about business.

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