Kevin Durant: “Le Olimpiadi una terapia dopo la free agency”

La nuova stella dei Golden State Warriors spiega quanto sia stato importante per lui partecipare alle Olimpiadi di Rio 2016.

Quella di Kevin Durant è stata un’estate davvero impegnativa che lo ha visto protagonista principale sia dentro che fuori dal campo.

Prima la clamorosa decisione di non rinnovare con gli Oklahoma City Thunder durante la free agency per unirsi ai rivali dei Golden State Warriors, scelta che ha scioccato tutto il mondo della pallacanestro, dai giocatori agli appassionati, passando per gli addetti ai lavori.

Dopodiché è arrivato l’impegno con la nazionale statunitense ai Torneo Olimpico di Rio 2016, concluso nella serata di ieri con la vittoria schiacciante di Team USA nella finale per la medaglia d’oro contro la Serbia di coach Sasha Djordjevic. Proprio la partecipazione alle Olimpiadi ha permesso all’MVP della stagione 2013-14 di ritrovare una pace interiore dopo le settimane infuocate della free agency: “I Giochi Olimpici sono stati una sorta di terapia dopo aver svolto un cambiamento così importante nella mia vita – Durant rivela a Michael Lee di The Vertical – Sapevo che ci sarebbero state delle ripercussioni dopo la mia decisione. Ma il fatto di venire qui in Brasile e trovarsi in un ambiente dove la gente mi ha accettato indipendentemente da quanto sia successo a luglio, questo era proprio ciò di cui avevo bisogno.”

Inoltre, Durant ha avuto l’opportunità di cominciare a giocare con Klay Thompson Draymond Green, prossimi suoi compagni a Golden State, entrambi all’interno del roster a stelle e strisce. KD si è rivelato il miglior realizzatore della truppa di coach Mike Krzyzewski, con una media di 19.4 punti a partita, tirando con il 58% dall’arco dei tre punti.

L’ex stella degli Oklahoma City Thunder è ora a soli 25 punti da Carmelo Anthony nella classifica dei migliori realizzatori della storia della nazionale americana alle Olimpiadi, ma la sua partecipazione a Tokyo 2020 non è sicura: “Mi piacerebbe superare Melo, ma non so ancora se giocherò a Tokyo. Vedremo, non si sa mai cosa succederà fra quattro anni. Adesso voglio godermi la stagione 2016-17”.

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