Kings, George Karl parla del difficile rapporto con DeMarcus Cousins

Kings, George Karl parla del difficile rapporto con DeMarcus Cousins

L’ex coach della franchigia californiana ha rilasciato un’intervista al Sacramento Bee, riflettendo sul futuro della squadra e parlando del suo rapporto con la stella del roster.

Dopo essere stato licenziato dai Sacramento Kings, George Karl ha parlato della sua relazione con DeMarcus Cousins in un’intervista rilasciata al Sacramento Bee.

Il coach 64enne ha riflettuto sul progetto della franchigia californiana e su come dovrà muoversi il GM Vlade Divac durante la prossima free agency: “Il roster deve essere rinforzato – ha detto Karl – Se si decide di tenere Cousins, bisogna inserire i giocatori giusti attorno a lui.” Inoltre, Karl crede che i Kings debbano sfoltire il reparto esterni, magari sacrificando uno tra Rudy Gay, Marco Belinelli e Ben McLemore, in quanto troppo simili fra loro.

Il suo rapporto con Cousins era difficile sin dall’inizio a causa dei procuratori dell’All-Star, Dan Fegan e Jarinn Tasi Akana, i quali erano contrari all’assunzione di Karl come head coach. “Non mi sono mai sentito in buoni rapporti con DeMarcus, soprattutto quando dichiarai che tutti i giocatori del roster potevano essere scambiati. Dovevo essere più prudente, non dovevo dirlo. Comunque, pensavo che in realtà Cousins non sarebbe stato scambiato”.

La rapporto fra i due è peggiorato quando Divac orchestrò una stretta di mano pubblica fra Karl e Cousins su NBA TV durante la Summer League di Las Vegas dello scorso anno. Il prodotto di Kentucky strinse la mano al suo coach, ma poi lo mise in imbarazzo, girandosi e lasciandolo velocemente: “Vlade pensava di aiutarmi, si sbagliava”.

La situazione è diventata critica quando Karl voleva sospenderlo per due partite, ma Vlade Divac mutò la sospensione in una multa: “Quando respinsero le due partite di sospensione, ho pensato che la mia posizione era compromessa, mentre Cousins aveva il potere, confermando il fatto che i giocatori lo trattavano come se lui fosse l’allenatore”.

 

 

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