Kobe Bryant potrà mai fare una vita normale?

Kobe Bryant potrà mai fare una vita normale?

Immaginiamo il futuro per il Black Mamba dopo 20 anni di basket professionistico…

Commenta per primo!

Questa mattina Kobe Bryant si sveglierà con la strana sensazione di dover fare qualcosa per l’ultima volta. Come il ferroviere che va in pensione dopo anni e andrà alla stazione per vedere le sue locomotive preferite, Kobe indosserà per l’ultima volta la tuta da lavoro, metterà insieme le ossa e le giunture provate da quasi vent’anni di basket ad altissimo livello e scenderà in campo con la rabbia del primo giorno, per provare a insegnargliela ancora.
La vita è crudele, lo sappiamo, anche con i più grandi. Arriva il momento in cui il tempo ti presenta il conto e ti dice che è ora. Negli ultimi anni si faceva la lista degli infortuni di Kobe e anche la sua straordinaria capacità di rientrare ogni volta veniva messa alla prova. Hai un bell’essere un eremita del gioco, a coltivare sempre nuovi spazi siderali nella tua interiorità, per farci entrare un cosmo cestistico senza confini. Quando le ossa ti dicono basta, è basta. E non è che siano messe male in sé, è che uno sport pieno di shock come il basket, con salti, scatti, arresti, a un certo punto fa male, e basta.
Mettiamola così: in bici, Kobe può pedalare fino a 80 anni. Su un campo di basket, da ora in poi, potrà giocare con gli amici, evitando di saltare e mettendosi tante bende da far rimpiangere il compianto Dan Roundfield.

philly.com

Kobe, quindi, smette. Smette bene, come sa fare lui. Un annuncio, un giro pubblicitario che nemmeno Micheal Jackson dei tempi belli, un anno cestistico perso per i Lakers ma un utile pauroso tra magliette, apparizioni, pubblicità, il nome Lakers ovunque, manco avessero vinto il titolo. Smette la sera in cui i Warriors possono battere il record di vittorie in una stagione, creando anche l’occasione per un ideale passaggio del testimone. Smette e non torna per le Olimpiadi, del che lo ringraziamo, perché vedergli un Mirotic qualsiasi schiacciargli sulla testa è una cosa che vorremmo davvero evitare.
Non è necessariamente stasera, che Kobe si renderà conto che è finita. Capiterà più avanti, verso settembre, quando le squadre tornano ad allenarsi e lui si troverà all’improvviso con dei pantaloni di flanella a meno di 40 anni ad aver scritto le pagine più importanti della sua vita. Chiamerà Russell Westbrook per un giro in città e si sentirà dire che ha da fare. Parlerà con la moglie, ma avrà da andare a fare la spesa. Nemmeno le figlie aiutano tanto, dopo un po’ si stufano di te. Cosa potrà fare?

estaticos.sport.es

Posto che sull’impero di Kobe non tramonta mai il sole, dovrà comunque trovare il modo di mantenerlo in vita. Guardare i numeri degli investimenti annoia, vedere se suo padre allena nelle Filippine o in Corea, chattare con gli amici di Reggio Emilia, fare comunque palestra per mantenersi tonico. Difficile stare su una panchina. Il problema dei grandissimi è che non capiscono che esistono i “normali”, quelli che il passaggio pazzesco non lo vedono, o il tiro senza senso non riescono a segnarlo.
Escludendo che i pensionati di LA abbiano un nuovo compagno a guardare i lavori pubblici che non finiscono mai, c’è da pensare che si darà a qualcosa di importante magari dietro le quinte, dove quelli come lui possono fare la differenza. Una biografia, se già non c’è, una miniserie televisiva sui tempi in Italia, un’udienza dal Papa, di cose ne troveranno da fare.
Noi, per conto nostro, ci siamo presi i DVD registrati in notti onanistiche davanti alle sue partite migliori e li consumeremo manco fossero i VHS che nell’adolescenza allietavano le nostre notti. Intanto, c’è sempre nuovo basket davanti, e come un Kobe è uscito dal nulla, prodotto dalla sua sola volontà, qualche altro Kobe è già in fila in qualche campetto, magari anche da queste parti, per mettere in piedi una carriera simile alla sua.
Guardatevi intorno, cercate i figli di giocatori stranieri in Italia e stategli vicino, non gli fate torti, chissà che non siano i prossimi a poter firmare contratti con qualche zero, e si sa, gli amici sono da tenere cari, anche dopo anni di distanza…

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy