Kobe scalda i motori: Rio e ASG nel mirino

Kobe scalda i motori: Rio e ASG nel mirino

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  Un inizio scoraggiante, quasi pessimo, non fosse altro che parliamo del miglior giocatore degli ultimi 20 anni forse, a pari merito con Duncan, Shaq e pochi altri intimi. Colui che forse più di ogni altro si è avvicinato a sua maestà MJ, Kobe Bryant. Difficoltà a entrare in forma, fatica nel rimettere nelle gambe e sopratutto nella mente quel ritmo infranto da una serie di infortuni devastanti per un corpo come il suo e alla sua età, unite a un roster a dir poco mediocre che lo ha risucchiato nel vortice delle brutte figure. Risultato? 17 partite da 15 di media ma sopratutto airball, palle perse, cattive scelte, appelli ai giornalisti sempre alla ricerca di scoop e sedati con un lapidario: “Non vedo l’ora di andare in macchina, non mi tengo più in piedi.” sussurrato dopo una settimana di RS, che sapeva tanto di bandiera bianca sventolata a tutta forza. Qualche altra prestazione pessima, sconfitte cocenti e nette come i suoi Lakers d’oro infliggevano ai malcapitati di turno, fino al comunicato/lettera che in tanti ha commosso e continua a commuovere Da allora qualcosa è cambiato, come se Kobe si fosse liberato di un peso portato dentro per troppi mesi, il cui pensiero spesso aveva sfiorato la sua mentre senza mai tramutarsi in azione e la cui prospettazione, a milioni di tifosi, poteva apparire devastante, come in effetti è stato. Fatto sta che da allora Kobe, a partire dalla gara vinta coi Wizards nella Capitale, dopo che Wall e soci avevano espugnato l’Ohio e LebronLandia, ha maturato una consapevolezza diversa. Spostando gli obiettivi, perché no? Vedere come degno epilogo di una carriera da primo della classe una medaglia, la più pregiata, nella rassegna olimpica, può essere diventato il suo unico obiettivo? E l’All-Star Game di gennaio, perché non provarci?  
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  Il risultato sembra andare in questa direzione, con 119 punti nelle ultime 5 gare e 20 di media pieni nelle ultime 7. Il fatto scatenante non lo conosciamo, ma anche le parole di ieri: “Sento il corpo finalmente a mio agio, lo padroneggio a perfezione.” sono evidente stimolo per chi spera in un ripensamento last-minute che sembra comunque improbabile, e vanno nella direzione di una ritrovata forma fisica e di un rinato entusiasmo. Ovvio che emozioni e corpo sono il motore, ma ad accendere la macchina c’è sempre e comunque la fame di vincere quando si parla di un totem di questo sport come il 24 gialloviola: semplicemente, pare che non potendo più puntare l’anello l’obiettivo sia diventato il gradino più alto del podio brasiliano. Insomma, se passerella sarà, è bene regalare un traguardo degno di questa carriera. Magari passando per la parata delle stelle di febbraio che, proprio in quanto evento più pubblicitario e ludico che agonistico, potrebbe vedere nel Mamba un protagonista inatteso, anche con jolly convocato extra-scelti dal voto e dagli allenatori. Ma siamo poi così sicuri che il suo nome non esca direttamente tra i primi 5 della Western? Perché a noi, i 31 punti di martedì notte, il dubbio lo hanno già insinuato…

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