Kyrie Irving: il secondo violino è ora una Superstar

Kyrie Irving: il secondo violino è ora una Superstar

LeBron è il passato, ora Kyrie è una vera e propria Superstar. Ed è anche il giocatore più decisivo dell’intera lega.

di Matteo Andreani, @matty_vanpersie

Tutti aspettavano Kyrie Irving a Boston, tutti aspettavano di vedere chi fosse il vincitore della trade dell’anno, ma non tutti si aspettavano un Kyrie Irving così decisivo e soprattutto così leader.

Kyrie è sempre stato un uomo dai tiri pesanti, un giocatore a cui affidarsi nei momenti decisivi dell’incontro, uno su tutti ad esempio, il tiro decisivo in gara 7 delle finali NBA 2016 contro i Golden State Warriors. E’ ovviamente molto (troppo) presto per dare giudizi che si potrebbero rivelare affrettati, a maggior ragione dato che Isaiah Thomas deve ancora esordire in maglia Cavs e probabilmente non lo farà prima di gennaio, ma il dato di fatto è che i Celtics hanno ottenuto una Superstar in questa trade. Quando Kyrie Irving ha chiesto la trade, “soffocato”  dalla presenza di LeBron James, molti storcevano il naso.

Egocentrico? Troppo sicuro di se stesso? Si crede più forte di un’istituzione della pallacanestro mondiale come LeBron James?

Queste frasi si sono ripetute per giorni, in tutti i social possibili e immaginabili, chiedendosi se veramente un giocatore come Kyrie Irving possa diventare un Franchise-Player, un giocatore simbolo di una franchigia storica come quella di Boston. Boston è qualcosa di unico per il basket, un’aria differente, una città che si immedesima in una squadra e nel suo spirito, il Celtic pride. Ma il pubblico di Boston è un pubblico difficile da conquistare e una volta tradito, difficilmente perdona (Ray Allen who?). L’impatto per Kyrie in quel di Boston è stato super. Amore a prima vista reciproco tra lui e la città di Boston. Uncle Drew è onorato di avere la “responsabilità” di vincere, di essere il volto simbolo di questi Boston Celtics. L’impegno nel sociale è routine quotidiana per Kyrie e il pubblico sa apprezzare anche questo. Sul campo l’impatto è stato superiore a qualsiasi rosea previsione. Kyrie gioca da superstar, agisce da superstar e soprattutto è decisivo come nessuno in questa lega.

L’ultimo quarto è casa sua, gioca con una maturità, una tranquillità e una sicurezza nei suoi mezzi a dir poco impressionante. Kyrie viaggia a 22,5 punti e 5,5 assist di media in questa stagione, ma le cifre che impressionano sono quelle degli ultimi minuti, del momento “clutch”, quello che decide la partita.

Qui Irving ha statistiche che descrivono come nessuno sia dominante come lui. Riportiamo ora le sue statistiche negli ultimi 5 minuti di partita, con il punteggio sotto i 5 punti di differenza in questa stagione:

– 38 minuti

– 65 punti.

– 24-39 dal campo

– 13-16 nei tiri liberi.

– 11 falli subiti.

– 32 punti in area.

– 10 assist.

– 0 palle perse

– Plus-minus di +40.

– Rating Efficenza, 78.0.

Boston vince 16 partite di fila, (la striscia si è interrotta a Miami stanotte) dopo aver cominciato la stagione con lo shock del terribile infortunio di Gordon Hayward in quel di Cleveland. Tanto dispiacere per come la sfortuna ci abbia visto alla grande, ma nessuna disperazione. I giovani di grande talento e unici nel loro genere come Jaylen Brown e Jayson Tatum sono dovuti crescere in fretta e hanno dovuto assumersi responsabilità sin da subito. Kyrie ha gradualmente aumentato i giri del motore sino ad arrivare alla mostruosa prestazione da 47 punti a Dallas.

Brad Stevens é sicuramente tra i principali autori di questi Celtics che giocano un basket tanto bello da vedere quanto efficace. Kyrie Irving è il fulcro del gioco dei Celtics, da lui partono tutte le esecuzioni offensive dei Celtics in cui è fondamentale aprire il campo con le spaziature. L’intelligenza cestistica é fondamentale in questo tipo di gioco. Kyrie riconosce con grande esperienza quando attaccare il canestro o quando passare la palla, ben aiutato dalla grande visione del gioco di compagni veterani come Al Horford o (semi) rookie come Jayson Tatum e Jaylen Brown. Chiunque risulta pericoloso dall’arco dai tre punti, come in penetrazione, fattore che rende il gioco imprevedibile e costantemente differente azione dopo azione.

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Una rondine non fa primavera, ma nella recente sfida tra Boston Celtics e Golden State Warriors, i campioni in carica hanno fatto vedere di soffrire questo tipo di gioco in entrambe le metà campo. Si perché la difesa dei Celtics è una difesa da top team assoluto. Anche per Irving,  storicamente etichettato come un pessimo difensore, Coach Stevens sta lavorando e riuscendo nell’impresa di farlo sudare e sacrificare anche nella metà campo meno amata, quella difensiva. Come diceva Bear Bryant, famoso personaggio del college NFL, gli attacchi vendono biglietti, le difese vincono i campionati. Sorprende quindi, quanto sia in aumento, una maturità e una leadership già da superstar di questa lega per Kyrie Irving.

Danny Ainge ha più volte affermato di aver apprezzato quello che Isaiah Thomas ha fatto per Boston, augurandogli di far bene anche a Cleveland, ma ha anche affermato di aver scambiato Isaiah per una superstar.

Questo è il concetto fondamentale. I buoni giocatori ti fanno vincere le partite, le superstar ti fanno vincere i campionati.

E’ ancora presto per trarre delle conclusioni, è passato solamente un mese dall’inizio della stagione, ma in quel di Boston sono convinti che a brevissimo vinceranno nuovamente un titolo. Questa, la prossima stagione o nessuna delle due?

Il campo sarà il giudice di questa difficile domanda, ma a Boston hanno fiducia in Kyrie. Si, lo stesso Kyrie che ha affermato che la terra è piatta. Impossibile affermano tutti, come impossibile è battere una squadra come Golden State.

O forse no?

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