Kyrie Irving, The Mamba mentality

Kyrie Irving e la Mamba mentality. Siamo passati da un all-star a una superstar? From Kobe to Kyrie.

Kyrie Irving is a bad, bad man” così il telecronista americano di ESPN ha più volte detto nel corso delle ultime gare. Non significa che Irving sia cattivo, anzi è un bravissimo ragazzo a detta degli addetti al lavoro, ma in campo in queste Finals non ha avuto pietà.

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Ma com’era partita la stagione di Kyrie? Male, molto male. La frattura alla rotula del ginocchio sinistro subita in gara 1 delle Finals 2015 è stata più complicata del previsto, tanto che fino al dicembre del 2015, ovvero metà della stagione 15-16, lo ha costretto a rimanere ai box. Rimanendo fuori per la prima parte di stagione, Kyrie è stato praticamente “costretto” a saltare l’All Star Game – che solo l’anno precendente lo aveva visto essere protagonista da MVP – avendo poco tempo per guadagnarsi la fiducia di tifosi e addetti ai lavori. Enorme perdita economica per Kyrie Irving e la Nike, che avendo puntato forte sul playmaker dei Cavs con la linea Nike Kyrie, ed essendo l’ex Duke fuori dalla partite delle stelle,  entrambi hanno risentito di una forte perdita. Tutto in salita? Niente affatto, Kyrie non si è fatto distrarre dalle difficoltà e si è rimboccato le maniche. Rientro subito ottimale a metà dicembre, con tanto di game winner contro i Phoenix Suns una sola settimana dopo. I Cavs si qualificano con apparente facilità al primo posto alla Eastern Conference, candidandosi di diritto a un posto nelle Finals. Kyrie Irving in questi Playoffs ha giocato un basket spettacolare, unendo la spettacolarità del basket da Playground a un’efficenza da vero killer. Il nostro titolo non è casuale, e se per qualcuno può sembrare blasfemia, Irving ha veramente mostrato una mentalità da Mamba, si quel Mamba con il 24 in maglia Lakers. Prime due serie apparentemente senza problemi per lui e per i Cavs, ma sempre giocate con cifre super, sopra i 25 di media con alte percentuali dal campo. Nelle Finali di Conference contro i Raptors ha fatto un “clinic” offensivo in cui nessun difensore dei Raptors era in grado di fermarlo. Successivamente, Finali NBA, rivincita tanto attesa contro i Campioni in carica e contro uno Stephen Curry che secondo molti è la migliore point guard della lega. Ma secondo voi, uno che abbiamo detto che ha la Mamba mentality, può accettare questo?

Kyrie gioca una serie di Finali pazzesca, con tratti di “onnipotenza” cestistica in cui il pubblico poteva solo ammirare, ma sembra non bastare; I Cavs sono sotto 3-1, spalle al muro, con la stampa già pronta a sparare a 0 su LeBron James e il resto della squadra. In gara 5, avviene qualcosa che verrà ricordato per molto tempo, un capolavoro di Hollywood con protagonisti LeBron James e Kyrie Irving. Entrambi segnano 41 punti, l’ex playmaker di Duke segna qualsiasi cosa gli passi per le mani ed è letteralmente scatenato. LeBron James si fida ciecamente di lui, tanto di lasciargli tiri e decisioni importanti nei momenti che contano. Kyrie probabilmente è uno dei migliori, se non il migliore giocatore della NBA, uno contro uno, e in queste Finals lo ha dimostrato.

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La difesa di Klay Thompson è stata fantastica, ma nessuno era in grado di fermarlo. Queste Finali hanno sancito la definitiva trasformazione di un talento puro da playground, un grandissimo giocatore a una superstar. Ad impressionare è stata la durezza mentale, la voglia di colpire e uccidere la partita, sia nei momenti di massima difficoltà, che nei momenti positivi. LeBron James ha dimostrato lo scorso anno che da solo non può vincere una Finale, nessuno è in grado di fare ciò e per questo aveva bisogno di un Irving non solo all-star, ma finalmente superstar. In gara 7, la tripla decisiva che ha consegnato la partita e la serie ai Cavs è sua, segnata da fermo, uno contro uno, con una quantità di talento spaventosa. Che Irving fosse un giocatore fortissimo, lo sapevano in molti, se non tutti, ma queste Finals lo hanno consacrato ad un livello superiore.

 

I’m probably one of the most competitive people ever.” Questo dice di se Uncle Drew, in arte Kyrie Andrew Irving e il video poco sopra lo dimostra. 

Il talento è immenso, ma oltre questo si è vista una mentalità da vero campione, da killer che vuole uccidere la partita, una “Mamba Mentality”. Il paragone è azzardato? Forse si, forse no, forse sarebbe da chiedere a un certo Kobe Bryant che ne pensa.

Come dicono a Cleveland, Believe in Kyrie Irving.

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