La forma di LeBron, DunDirk e 3 anelli a Houston, Texas: gli Oscar NBA

La forma di LeBron, DunDirk e 3 anelli a Houston, Texas: gli Oscar NBA

In occasione della notte degli Oscar di Los Angeles anche noi abbiamo voluto assegnare le nostre personali statuette. Protagonisti assoluti gli Houston Rockets, mentre i grandi snobbati sono stati i Golden State Warriors, che tornano a casa senza premi.

di La Redazione

Miglior film

Nominations: Toronto Raptors, Boston Celtics, Houston Rockets, Golden State Warriors, Portland Trail Blazers

And the winner is… Houston Rockets!

Prima dell’inizio della stagione regolare il premio sembrava già assegnato ai Golden State Warriors, ma un uomo abituato a stare sotto le luci dei riflettori – nel bene e nel male – come Mike D’Antoni ci ha regalato una piacevole sorpresa. I suoi Houston Rockets sono i protagonisti del miglior film nella nostra notte degli Oscar, grazie all’ingresso nella pellicola di un nuovo protagonista (Chris Paul) e di personaggi secondari come P.J. Tucker e Luc Mbah a Moute, che hanno cambiato decisamente il copione iniziale: niente più focus su una sola metà campo bensì attenzione maniacale ai dettagli, quelli che poi portano il risultato finale da buono ad eccellente.

 

Miglior attore protagonista

Nominations: James Harden, LeBron James, Anthony Davis, Russell Westbrook, Giannis Antetokounmpo

And the Oscar goes to… LeBron James!

usatoday.com

Nonostante la stagione dei Cavs abbia avuto più ombre che luci, quest’ultime non hanno certo negato il proprio tributo al fuoriclasse di Arkon, uno che lontano dai riflettori non può stare. L’ex Miami ci sta facendo assistere all’ennesima stagione straordinaria (nessuno nella storia ha mai fatto registrare una stagione da almeno 25 punti, 8 rimbalzi e 9 assist dopo i trent’anni; LeBron la sta realizzando con 33 primavere sulle spalle). Il più grande di sempre.

 

Miglior film straniero 

Nominations: Nikola Jokic, Giannis Antetokounmpo, Joel Embiid, Ben Simmons, Kristaps Porzingis

And the Oscar goest to… Giannis Antetokounmpo!

A mani basse, il premio come Miglior Straniero viene vinto quest’anno dal Greek Freak, che sbaraglia una concorrenza comunque agguerrita: terzo miglior giocatore per media punti finora in stagione (27,2) e in doppia cifra anche come media di rimbalzi a partita (10,2). Di che cosa parliamo? Di un giocatore fisicamente dominante, braccia lunghissime e che è giunto a padroneggiare una tecnica di livello assoluto, che lo porterà ad essere (di fatto, lo è già) uno dei padroni di questa lega nei prossimi anni.

 

Miglior regista

Nominations: Brad Stevens, Steve Kerr, Mike D’Antoni, Dwane Casey, Terry Stotts

And the Oscar goes to… Mike D’Antoni!

businessinsider.com

Seconda statuetta che prende la strada di Houston. Impossibile negare il grandissimo lavoro fatto da Mike D’Antoni quest’anno. Magistrale la gestione di due point guard de facto come Paul e Harden (a inizio stagione sembrava la convivenza più difficile di tutta la Lega), con i due che viaggiano entrambi sopra gli 8 assist di media e guidano perfettamente un team funzionale e funzionante, primo ad Ovest anche a dispetto dei marziani della Oracle Arena.

 

Miglior sceneggiatura originale 

Nominations: Nate McMillan, Alvin Gentry, Quin Snyder, Scott Brooks, Erik Spoelstra

And the Oscar goest to… Nate McMillan!

Non si tratta di allenatori emergenti, ma di chi è riuscito a fare meglio date le premesse iniziali. Il vincitore, allora, diventa il coach degli Indiana Pacers: la scorsa stagione, i Pacers avevano guadagnato un ottimo 7° piazzamento ad Est, ma in squadra ancora c’era Paul George. Quest’anno, dopo aver scambiato la stella per Oladipo e Sabonis (due buoni giocatori, ma non superstar), ci si aspettava un campionato tranquillo. Ad oggi, invece, occupano il quarto posto ad Est e hanno una sola sconfitta in più dei Cleveland Cavaliers, terzi in classifica. McMillan ha saputo far sbocciare Oladipo, dopo anni mediocri, e chissà che non possa riservare qualche sorpresa anche in sede di Playoff…

 

Miglior cortometraggio 

Nominations: Lauri Markkanen, Jayson Tatum, Ben Simmons, Donovan Mitchell, Kyle Kuzma

And the Oscar goes to… Ben Simmons!

Un tornado australiano ha colpito la NBA, precisamente la costa Est, dall’ottobre dello scorso anno. Si tratta di Ben Simmons, all’anagrafe 21 anni ma a guardarlo giocare sembrerebbe averne qualcuno in più: segna, passa, difende (non è ancora perfetto in tutte le categorie, ma le basi sono più che solide) e prende in mano la squadra quando serve. Joel Embiid è stata la rivelazione dello scorso anno per i 76ers, con questa aggiunta il futuro a Philadelphia è più che roseo e ci aspettano anni di highlights tutti da gustare.

 

Miglior acconciatura

Nominations: Elfrid Payton, Jeremy Lin, Josh Richardson, Iman Shumpert

And the Oscar goes to… Jeremy Lin!

newsday.com

Nella sfortuna di non averla potuta sfoggiare per molto tempo sui parquet di gioco, Jeremy Lin si prende di prepotenza il premio come miglior acconciatura grazie a delle insolite treccine, caposaldo di una cultura afroamericana che l’asiatico-americano ha voluto conoscere ed approfondire con molta umiltà. A volte anche un semplice cambio di stile può far intavolare discussioni su temi importantissimi come il razzismo e l’integrazione sociale, e per questo i ragazzo è stato premiato.

Rimandiamo a questo articolo su The Players’ Tribune per saperne di più.

 

Migliori effetti speciali

Nominations: Damian Lillard, Kyrie Irving, Chris Paul, Stephen Curry, LeBron James

And the Oscar goes to… Kyrie Irving!

Migliori effetti speciali per Uncle Drew, protagonista di una stagione al vertice con i Celtics. L’ex Duke ha visto calare tutte le sue cifre rispetto allo scorso anno (minuti giocati, tiri tentati, punti e assist) a dispetto di percentuali migliori (anche se non di molto). Inaspettato, forse, ma neanche troppo, considerando la pallacanestro profondamente di sistema di Stevens – radicalmente diversa da quella ideata da Lue, più improntata sulle proprie stelle. Alla corte dei verdi Kyrie ha compiti diversi ed è chiamato al takeover soltanto nei quarti periodi delle partite (è il secondo solo a LeBron James per punti in situazioni di crunch time). Boston sembra essere un po’ meno la macchina perfetta di inizio stagione, ma ai Playoffs Irving è pronto a sedersi al posto di guida per provare a battere LeBron e portare le Finals lì dove mancano da ormai otto, lunghi anni.

Se non sono effetti speciali questi… – giphy.com

 

Miglior fotografia

Nominations: Sacramento Kings, Miami Heat, Utah Jazz

And the Oscar goes to… Sacramento Kings!

In una stagione in cui si sono messe subito le cose in chiaro (qui per maggiori dettagli), riuscire a portare a casa un Oscar può dare una magra consolazione ai tantissimi appassionati dei Sacramento Kings. Se i tifosi non riescono a presentarsi al palazzetto da metà aprile in poi dal lontano 2006, quest’anno sono stati più incentivati a farlo nei mesi precedenti, grazie al nuovo Golden 1 Centerin versione “City Edition”: colori diversi, un nuovo nickname (Sactown) e un accento sui colori caratteristici dei Rochester Royals, ossia i Kings che furono.

 

Miglior attore non protagonista

Nominations: Spencer Dinwiddie, Clint Capela, Steven Adams, Al Horford, Tobias Harris

And the Oscar goes to… Clint Capela!

Tra i giocatori che non hanno (ancora) raggiunto lo status di stella il nostro premio va allo svizzero, che alla sua quarta stagione a Houston è diventato uno dei grandi equilibratori dei Rockets. Non gli si chiede tanto: un rapido roll dopo il pick, tanti rimbalzi e intimidazione sotto al proprio tabellone; lui esegue senza fiatare, e con la migliore percentuale al tiro da due di tutta la lega.

 

Miglior costume

Nominations: Minnesota Timberwolves, Philadelphia 76ers, Utah Jazz, Charlotte Hornets, Denver Nuggets

And the Oscar goes to… Utah Jazz!

desertnews.com

Come ben sapete, da questa stagione la Nike ha preso l’incarico di vestire i giocatori NBA; ma all’azienda del “baffo” non si sono accontentati di fare il compitino, e hanno creato nuovi stili attraverso i quali ciascuna squadra potesse rappresentare meglio la propria città. Per i Jazz i creativi Nike si sono superati, spazzando via qualunque riferimento ai colori societari e lanciando questa nuova divisa, che rimanda alle rocce della parte sud dello Stato.

 

Oscar alla carriera

to… Dirk Nowitzki!

yimg.com

Sesto miglior marcatore della storia NBA, ottavo di sempre nei canestri segnati, quarto per minuti giocati: sono solo tre degli innumerevoli record di Dirk Nowitzki, unico insieme a Vince Carter a giocare la sua 20° stagione NBA.
Alla soglia dei 40 anni il tedesco tiene ancora botta e resta in campo per più di 25 minuti a partita, segnando oltre 12 punti di media e catturando quasi 6 rimbalzi. A sentire lui potrebbe avere ancora benzina per un altro paio d’anni: tutti gli appassionati non potrebbero che esserne felici.

 

A cura di Leonardo Zeppieri, Andrea Piazza, Raffaele Guerini e Marco Morandi

Recupera Password

accettazione privacy