La grande difesa di Memphis rappresentata dal Defensive Player of the Year: Marc Gasol

La grande difesa di Memphis rappresentata dal Defensive Player of the Year: Marc Gasol

Stanotte al FedExForum, casa dei Grizzlies, sugli spalti e in campo ci sarà stata abbondanza di sorrisi. La squadra è riuscita a strappare una gara ai forti Clippers bloccando l’eventuale fuga praticamente irrecuperabile dei “Lob Angeles”. Il fattore decisivo è stato, per l’ennesima volta in questa stagione, la difesa dei Grizzlies, vero marchio di fabbrica che ha trascinato Memphis fin qui.
Una difesa ben bilanciata e controllata, con tutti che fanno il proprio, seguendo i movimenti prestabiliti e avvalendosi delle prestazioni individuali dei propri giocatori capaci di sacrificio e dedizione nella metà campo difensiva oltre che proprio di capacità spiccatamente difensive.

Una squadra che ha puntato tutto principalmente sulla difesa, leggasi anche così la scelta non solo economica di sacrificare il fortissimo ma forse fin troppo ben stipendiato Gay in favore di uno come Prince.

Questa notte Memphis come detto, ha dominato grazie alla propria attitudine difensiva, sotto anche agli occhi di uno specialista come Mutombo, presente nell’arena. La sua presenza non era un semplice soggiorno ma era lì principalmente come azzeccatissimo consegnante del premio di difensore dell’anno. Un premio assegnato al simbolo di questa grande difesa che Memphis ha “inscenato” per tutto l’anno, ovvero Marc Gasol, uno che anche se poco al centro delle attenzioni dei media, dimostra di valere quel “contrattino” non proprio irrisorio che scadrà a giugno 2015. 
Difatti il premio per Gasol è una sorta di riconoscimento simbolico per una franchigia che ha costruito se stessa difendendo duro, cercando di far segnare il meno possibile gli avversari e riuscendo ad incidere con il collettivo. Gasol ne è sicuramente un grande interprete, capace anche senza mezzi fisici eccelsi di tenere bene gli avversari, avvalendosi di scelte tattiche oculate ed intelligenti, dei giusti tempi sugli aiuti e sulla capacità di scivolare accompagnando l’opponente.

I Grizzlies quest’anno sono stati capaci di essere la miglior squadra per minor numero di punti totali concessi, riflesso in gran parte dovuto al loro primato di team che ha fatto realizzare meno canestri dal campo agli avversari. Se non bastasse, la loro spinta difensiva si è estesa anche nell’essere tra le migliori squadre ad aver concesso meno rimbalzi offensivi complessivi e assist, segnale di un posizionamento che da una parte limita secondi tiri e dall’altra riduce proprio tiri magari più semplici come lo possono essere quelli generati dagli assist.

Gasol con la sua premiazione, è divenuto il primo Grizzlies nella storia a ricevere tale riconoscimento.
La sua premiazione è stata di sicuro poco pronosticabile, con gente come Noah ma anche Duncan fautori e trascinatori di altre due difese ben costruite, ma di sicuro il premio assegnato allo spagnolo può benissimo starci soprattutto in relazione a quanto detto.

Secondo è arrivato James, deluso innanzi alla stampa per il posizionamento, visto che a nessuno piace arrivare secondo, ma magari dentro di se conscio di non poter ricevere tutti i premi lui. A volte guardandolo offensivamente dominare in lungo e in largo si lascia un pò in secondo piano la sua attitudine difensiva e per questo magari anche la sua classificazione è stata fonte di stupore per molti a primo acchitto. 
Terzo arrivato, un altro gran difensore dai mezzi fisici spaventosi, ovvero Ibaka.

FONTE: ARIA DI NBA

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