La NBA si schiera contro la legittimazione del gioco sporco

La lega non poteva non prendere provvedimenti nella querelle James-Green.

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Alla fine il quarto punto nella somma dei flagrant è arrivato e Green dovrà saltare gara-5.

Possiamo parlare di come si è mossa la NBA, di sicuro con i tempi sbagliati. Possiamo parlare del gesto di LeBron, di sicuro evitabile. Possiamo parlare degli arbitri, che forse avrebbero dovuto fischiarlo subito (anche se era difficile vedere il colpo di Green in campo). Ma non lo facciamo, perché sarebbero parole inutili e ininfluenti verso ciò che è successo. La NBA ha decretato che quella situazione è viziata da un flagrant 1 a Green e da un fallo tecnico a James. La squalifica del giocatore degli Warriors arriva in quanto ha superato il limite di punti flagrant – uno per i due flagrant 1 a Beasley e Jamez e due per il flagrant 2 ad Adams – concessi nei Playoffs.

Si può discutere di tutto, tranne sul fatto che non sia una decisione giusta. Stiamo parlando di un gesto fatto appositamente per far innervosire l’avversario – già molto irritato di suo – e farlo esplodere: “La NBA è una lega di uomini duri”, ha detto Thompson. Duri, non stronzi.

Non veniteci a dire che la NBA 20-30-40 anni fa era infarcita di queste cose. I Pistons ci hanno vinto due titoli, Rodman ci ha costruito una carriera, McHale viene ricordato – stiamo estremizzando – più per la “cravatta” a Rambis che non per il suo eccellente gioco sul campo. Era un’altra epoca: da ormai diversi anni la NBA vuole tutelare i giocatori e il gioco stesso, e questa decisione è stata presa proprio in quella direzione.

I supervisori NBA non hanno punito gli altri vari calci di Green, su tutti quello in faccia a Westbrook e quello in faccia a Irving. Non avrebbero potuto passare oltre ad un altro gesto scorretto. Green ha detto che “Il walk-over [quando James l’ha scavalcato] è un gesto profondamente irrispettoso”: ecco motivato il tecnico dato a LeBron. Tuttavia il contatto non l’ha creato James che, per quanto può dar fastidio il movimento, ha cercato di saltare Green senza toccarlo. Il #23 degli Warriors, invece, non si è tirato indietro dal colpire la stella dei Cavaliers. Contatto inopportuno lontano dalla palla: flagrant 1 inevitabile.

Bisogna capire cosa vogliamo: vogliamo un gioco basato sulle regole del campo oppure accettiamo tutto, compresi i gesti extra-cestistici? La NBA sa di essere la lega di basket di gran lunga più vista al mondo, e questo comporta onori ma anche oneri: se fosse passato anche questo colpo senza provvedimenti, sebbene arrivati post-partita, si sarebbe sostanzialmente legittimato il gioco sporco. Green ha dimostrato di poter dominare sul campo, è inutile quindi che cerchi sempre di entrare nella storia dalla porta sbagliata.

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