Lakers, la miglior sceneggiatura hollywoodiana di sempre?

Lakers, la miglior sceneggiatura hollywoodiana di sempre?

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11 Luglio 2012, Hollywood. Mitch Kupchak, dirigente sportivo dei Lakers, annuncia l’acquisizione tramite Sign and trade del 2 volte MVP della lega Steve Nash, in cambio di 2 scelte al primo turno del Draft, anni 2013 e 2015, e due al secondo turno, 2013 e 2014. Questa trade viene resa possibile grazie alla Trade Exception di 9 milioni generata nella cessione di Lamar Odom ai Dallas Mavericks all’inizio della stagione 2011-2012.

Nash ha 38 anni, carriera vicina al tramonto, considera di firmare per i Raptors (in Canada è molto più di un giocatore di basket) e Knicks, ma sceglie Los Angeles per due ragioni: vuole riuscire a stare vicino a suo figlio che risiede a Phoenix e aggiungere agli onori della sua grande permanenza NBA l’unico tassello mancante, il titolo. Secondo lui, e non solo, per entrambe le ragioni la miglior soluzione è quella gialloviola e, dunque, firma per i Lakers, 3 stagioni a 9 milioni all’anno.

L’entusiasmo a Hollywood è ovviamente palpabile, e non può che aumentare quando, poco meno di un mese dopo, il 10 Agosto, arriva il secondo colpo grosso; i Lakers, in una colossale trade a 4 squadre, rinunciano a Bynum (destinazione 76ers) e McRoberts (Magic) per acquisire Dwight Howard, Earl Clark e Chris Duhon dagli Orlando Magic.

Ricapitolando, i Lakers hanno in quintetto uno dei migliori playmaker in circolazione, uno dei primi 5 giocatori della lega nel ruolo di guardia, World Peace, Pau Gasol, e, a detta di tutti, il miglior centro della lega. Alla panchina vengono aggiunti Antawn Jamison e Jodie Meeks.

L’età media è alta, ma con un quintetto così i Lakers sono obbligati a dominare, il sesto anello tanto agognato sembra alla portata di Kobe. Già a Los Angeles sponda gialloviola le aspettative sono elevatissime, figurarsi dopo una postseason di questo calibro.
Howard ha problemi alla schiena, probabilmente il suo rientro avverrà a stagione iniziata. Fa niente, si parla già di come battere i Thunder, di quanto efficace possa essere con questo roster la Princeton offense di Mike Brown. La Preseason inizia; i Lakers giocano otto partite, perdendole tutte.

“Va beh, siamo in Preseason, adesso mica si fa sul serio, aspetta che torni Dwight” sintetizzabile così il pensiero, ma forse più ragionevolmente la speranza, del tifoso Lacustre medio.

Giovedì 30 Ottobre, Preseason alle spalle, si comincia per davvero: allo Staples arrivano i Dallas Mavs, orfani peraltro di Nowitzki, espn.go.commentre i Lakers sono al completo. Risultato? Dallas rovina la festa dei losangelini, con Nash così così e Howard da doppia doppia ma visibilmente meno esplosivo rispetto ai suoi standard. Le seguenti due partite finiscono allo stesso modo, l’avvio è faticosissimo, 1 vinta 4 perse. La Princeton offense non decolla, anzi. A farne le spese è coach Mike Brown, mai tanto gradito al popolo gialloviola. I tifosi acclamano a gran voce il ritorno di Phil Jackson. Si parla anche di Jerry Sloan. Alla fine arriva D’Antoni, scelta che lascia perplessi non pochi, addetti ai lavori e non. La squadra, per 5 partite, è in mano all’assistente di Brown, Bernie Bickerstaff, che con uno score di 4-1 porta al 50% il record dei Lakers. Arriva D’Antoni, appena possibile dopo l’operazione. Non è che le cose cambino troppo, prime 22 partite da allenatore dei Lakers, 7 vinte, 15 perse, 17 senza Steve Nash. Così, oltre che il titolo, sono a rischio anche i Playoffs. I Lakers non convincono sia in attacco che in difesa, e si inizia a speculare sulla difficile coesistenza tra i due ego di Kobe e Howard. Non esattamente una situazione idilliaca quella losangelina. I Lakers arrivano all’All Star Break in crescita con un 8-4 ma con un record negativo di 25-29.

Ma le notizie peggiori devono ancora arrivare. 18 Febbraio, giorno successivo all’All Star Game, viene annunciata la morte di Dr Jerry Buss, lo storico presidente della franchigia. I Lakers, lottando per onorare la scomparsa del presidente, reduci da un buon ingresso nell’All Star Break, sembrano ingranare: 3-0 la prima settimanana, con un Bryant stellare, un uomo in missione. Il 3 Marzo, con una vittoria sui Atlanta Hawks, raggiungono il 50% per la prima volta dal 28 Dicembre. Da qui inizia la rincorsa al posto Playoff occupato dagli Utah Jazz, sarà bagarre fino all’ultima giornata di Regular Season. La sceneggiatura cambia, i Lakers perdono Bryant per un problema alla caviglia, prova a rientrare ma è costretto a perdere una manciata di gare, e torna insieme al recuperato Gasol (già infortunatosi in precedenza). In compenso si fermano Metta World Peace (operato per rottura del menisco laterale) e Steve Nash, a conferma di una stagione anche sfortunata.

nba.si.com12 Aprile, i Lakers affrontano i sorprendenti Warriors a due gare dalla fine della Regular Season con in mano il proprio destino (essendo di una gara avanti a Utah). Un destino che però si rivelerà beffardo: i Lakers portano a casa la vittoria, ma perdono Bryant per rottura del tendine d’achille. Stava giocando almeno 40 minuti nelle ultime 7, 38.6 di media in stagione, solo Lillard (un rookie) era tenuto in campo più a lungo. La commozione del Mamba nel post partita é tanta, la frustrazione, come si nota dallo stato della sua pagina Facebook, di più; lavorare e dare tutto per raggiungere i Playoffs e vedere le proprie speranze di parteciparvi svanire in un cambio di direzione, c’è da capirlo. Ma “lo show deve andare avanti” e i Lakers vinceranno le due gare restanti, qualificandosi con sorpresa ai Playoffs dalla settima piazza, e pescando i San Antonio Spurs.

World Peace riesce in un incredibile rientro a 12 giorni dall’operazione (!), i Lakers sono pronti, hanno voglia di provarci e recuperano Nash anche se acciaccato. La sfida é di quelle dal grande fascino ma dall’esito quasi sicuramente scontato. Si parte:

Gara 1: Howard e Gasol realizzano doppie doppie rispettivamente da 20-15 e 16-16, ma i Lakers non riescono a sfruttare il loro dominio del pitturato. In più si fa male anche Jodie Meeks.

Per gara 2 si recupera Jordan Hill e le percentuali al tiro migliorano, ma gli Spurs tirano anche meglio e portano a casa anche la seconda 102-91. Ah, anche Blake lascerà il parquet per infortunio. 

Gara 3: si va allo Staples senza Kobe, Nash, Blake e Meeks, sono titolari Morris e Goudelock. Serve altro? Gli Spurs passeggiano sullo Staples le ultime 2 gare, sweep servito e stagione terminata.

La sceneggiatura losangelina è stata indubbiamente una delle più interessanti degli ultimi anni, la sfortuna ha fatto la propria parte, ma sicuramente questo finale di stagione lascia molti interrogativi in casa Lakers: cosa fare? Riprovare nella prossima stagione? Ci sarà ancora Howard? Si parla addirittura di un’amnesty al contratto da 30 Milioni di dollari di Bryant (e se si arriva a parlare di questo…) che tornerà, ottimisticamente, a inizio prossima stagione, anche se Kupchak ha categoricamente escluso questa eventualità. In ogni caso per i Lakers sarà abbastanza difficile muoversi molto sul mercato e quindi, più probabilmente, si aspetterà l’estate 2014 per rifondare, con le scadenze di Bryant e Gasol e una free agency molto ricca.

In ogni caso come sempre, più di sempre, a Los Angeles sponda Lakers, ci sarà da divertirsi, con una sceneggiatura nuova, diversa, affascinante.

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