Le ambizioni degli Indiana Pacers

Le ambizioni degli Indiana Pacers

FONTE: ARIA DI NBA

“Abbiamo il potenziale per vincere il titolo?” “Si ce l’abbiamo”. Con questa frase Larry Bird ha aperto a qualunque possibilità in merito al futuro dei Pacers e alla grande fiducia che ripone nel team di cui è una figura di rilievo sotto l’aspetto dirigenziale.

Bird ha inquadrato subito il perché questa affermazione è pertinente più di quanto alcuni possano pensare.
I Pacers sono una squadra nel vero senso della parola, hanno trascinato Miami oltre il limite fino a gara 7, hanno giocatori di buonissimo livello e ad oggi, una squadra intercambiabile con circa 10 elementi capaci di contribuire (chi meno chi più ovviamente), al raggiungimento di grandi traguardi.

Con un rientrante Granger poi, la squadra potrà giocare con una soluzione offensiva in più ed usufruire della duttilità che il ragazzo porta in dote nel ruolo di ala. Per un problema di luxury si pensa che Granger possa essere scambiato, ma per questa stagione non dovrebbe essere così o comunque qualora venisse ceduto di sicuro arriverebbe un elemento in grado di aiutare sensibilmente, anche perché Granger se torna dall’infortunio in buona forma vale un gran giocatore.
Arrivano buone notizie in merito, stesso dal giocatore, che sente di essere in procinto di ritrovare un’ottima condizione e pronto per dare una grossa mano sin da subito.

Indiana ha dimostrato di essere un ottima outsider al fianco dei nomi altisonanti che proveranno a giocarsi il titolo quest’anno. L’esplosione di George è sicuramente il tocco in più che rende il team voglioso di vittorie e propenso a non accontentarsi mai. La firma del ragazzo per un quinquiennale, difatti ha aperto molte disamine sui Pacers, sulle sue credenziali, sull’aspetto economico-strategico, sulla grande credenza che sia lui l’uomo immagine di oggi e domani dei Pacers.

La sua continua evoluzione, la sua capacità di incidere su ambedue i lati del campo e saper fare molte cose su di un parquet, sono senz’altro la speranza più grande del team che però può annoverare tra le sue fila tasselli di grande importanza che non sono la cornice ma bensì parte integrante e di spicco del quadro firmato Indiana.

Roy Hibbert, David West, il citato Granger, i buonissimi Scola, Stephenson e George Hill sono una eccellente base che si aggancia a George e fa di Indiana già di per sé una squadra temibile che però ha dalla sua, la capacità di giocare di squadra e di trovare dalla panchina altri buoni interpreti capaci di aiutare, come possono esserlo due come Copeland ed Orlando Johnson, quest’ultimo cresciuto nel finale della scorsa stagione.

Vogel sa gestire molto bene il gruppo e sarà interessante vedere amalgamati Granger, West e George e vedere le tante combinazioni che può fare con la duttilità dei tre.
Granger ala grande con West centro quando si vuole correre mantenendo però peso sotto le plance.
George che si alternerà nei vari schemi come guardia ed ala piccola vista l’affidabilità del tiro, la capacità di penetrare, la voglia di aiutare a rimbalzo.
Una possibilità di vedere ad esempio Granger per molti tratti guidare le seconde linee. Con Hibbert centro affidabile e di sicura capacità questo quartetto sembra veramente ben assortito e possibilistico di interscambi che possono far impazzire le difese e creare tante soluzioni a partita in corso.
Poi con Stephenson le possibilità aumentano, Lance è un giocatore sottovalutato che vale molto e Bird lo sa, pronto com’è a fargli un nuovo contratto anche a lui.
Vogel è conscio che si può costruire tanto basandosi sulla duttilità e su di un arma che hanno: la difesa.

Indiana può difendere su tutte e 29 le squadre, perché ogni giocatore con un certo minutaggio sa il fatto suo difensivamente parlando. Questo non è un dettaglio, ma proprio una forza in più che ha di vantaggio sensibile la squadra.

Magari il pacchetto play è migliorabile, con George Hill ottimo giocatore, ma che è da verificare al comando di una squadra come questa dove un passatore o un gestore puro farebbe la differenza.

Consci che non ci si può nascondere dietro questo pensiero, comunque opinabile, Indiana non avrà i favori del pronostico vista l’abbondanza di certezze ad Est, ma di sicuro non è più considerabile outsider.
Non sarà il primo nome che viene in mente se si pensa alla vittoria del titolo, ma di sicuro potrà dire la sua affrontando ogni team senza doversi sentire inferiore.

FONTE: ARIA DI NBA

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