NBA – Le previsioni dei General Manager sulla stagione in arrivo

NBA – Le previsioni dei General Manager sulla stagione in arrivo

I GM delle 30 squadre NBA sono stati sottoposti ad una serie di domande volte a capire le loro opinioni su squadre, giocatori e dinamiche della NBA 2018-19

di Raffaele Guerini

Sono stati pubblicati nella giornata di ieri i risultati del più recente questionario sottoposto ai General Manager delle franchigie NBA: i 30 si sono ritrovati per rispondere a una serie di domande, di carattere generale, sulla stagione in corso e sui futuri sviluppi del gioco.

Per il quarto anno di fila, i Golden State Warriors sono i più accreditati per la vittoria del titolo a fine stagione: hanno ricevuto l’87% dei voti, mentre i restanti sono stati divisi tra Boston Celtics e Houston Rockets equamente (7% di probabilità ciascuno). L’anno scorso, tuttavia, la vittoria di Golden State era data come ancora più scontata: il 93% dei GM aveva votato per loro. In base a cosa potrebbe essere cambiata la situazione? Non in base alle scelte della squadra di Oakland. Golden State ha perso alcune riserve chiave ma ha dalla sua (almeno in prospettiva) un DeMarcus Cousins in più, aggiunta a sorpresa del mercato estivo NBA. La differenza sta soprattutto nelle avversarie: Houston ha perso Trevor Ariza e Ryan Anderson, acquistando però Brandon Knight, Marquese Chriss e soprattutto Carmelo Anthony, the Man with the Hoodie. Immaginare un inserimento immediato di Melo non è scontato, ma è innegabile che sia un’acquisizione di livello per una squadra che si è vista scivolare dalle mani le Finals 2019 (“se Chris Paul non si fosse infortunato…”). Se Houston ha rinnovato il roster, non si può dire lo stesso dei Boston Celtics: è arrivato un giocatore dal draft, Robert Williams, ma non è certo un acquisto da prima pagina. Il vero cambiamento è nel reparto “giocatori sani”: fanno parte di questo gruppo, finalmente, Gordon Hayward e Kyrie Irving, che ha lottato con qualche acciacco nel finale della scorsa stagione. Recuperare i due All-Star in vista della nuova stagione è esattamente quello che Boston sperava: con la squadra al completo, le probabilità di vittoria sono nettamente più alte.

Passiamo alle individualità: LeBron James è, ancora una volta, il candidato principale per l’MVP della Regular Season; seguono, in ordine di preferenze, Kevin Durant, Anthony Davis e James Harden. Giannis Antetokounmpo è invece l’uomo che la maggior parte dei GM sceglierebbe, qualora dovessero creare una squadra da zero e potessero firmare qualsiasi giocatore della lega. L’anno scorso, al suo posto, c’era Karl Anthony Towns con il 29% delle preferenze: quest’anno KAT non è stato nemmeno considerato, date le difficoltà che Minnesota ha messo in mostra la scorsa stagione; un’esplosione altamente anticipata ma che non è avvenuta nei fatti. C’è una lieve sorpresa (sebbene chi scrive sia d’accordo con i GM) nella scelta delle migliori guardie della lega (parliamo del ruolo di shooting guard, inteso à-la Kobe Bryant): il podio Harden-Thompson-Curry è seguito da Devin Booker (Phoenix Suns) al quarto posto, che ha scalzato gente del calibro di DeMar DeRozan e Paul George. Vincitore della gara del tiro da 3 punti lo scorso All-Star Weekend, Booker ormai non si può più considerare una sopresa ma un giocatore estremamente efficiente: gli esperti lo riconoscono come tale, quindi tocca a lui ora portare i Suns nelle zone alte della classifica.

Guardando ai futuribili: il giocatore che potrebbe affermarsi definitivamente in questa stagione, secondo la maggioranza relativa dei GM, è Jamal Murray dei Denver Nuggets. Il playmaker, la scorsa stagione, ha postato medie da 16.7 punti, 3.4 rimbalzi e 3.7 assist a partita. Dietro Murray, a pari merito con il 10% di preferenze, Brandon Ingram (Lakers) e Jayson Tatum (Celtics). L’acquisto più sottovalutato dell’estate, che ci farà ricredere tra qualche mese, dovrebbe invece essere Tyreke Evans a New Orleans (secondo il 13% dei GM): seguono DeMar DeRozan a San Antonio, Jabari Parker a Chicago, Julius Randle a New Orleans e Dennis Schroder a Oklahoma City. Anche qua il nome dei Phoenix Suns spunta a sorpresa (e anche qua mi trovo d’accordo con quel GM): qualcuno ha votato per De’Anthony Melton ai Phoenix Suns, mossa passata perlopiù in sordina dietro i nomi di Ariza e Anderson. Melton ha messo in mostra numeri importanti nella Summer League di luglio e potrebbe aver trovato un ambiente idoneo alla sua crescita: a Phoenix lo spot di playmaker è conteso tra Shaquille Harrison, Elie Okobo e lo stesso Melton; la concorrenza quindi non è agguerrita, e De’Anthony potrebbe essere la sopresa nel quintetto di una squadra dal potenziale molto alto (la sua grinta e versatilità in difesa potrebbero far bene alla peggior squadra per rating difensivo della scorsa stagione). I Lakers, infine, si guadagnano il primo posto come squadra che migliorerà di più nel 2018-19, seguiti da Dallas e Phoenix: lo scorso anno, i Timberwolves dominavano questa particolare classifica.

Rookie dell’anno? Relativamente pochi dubbi, il 43% dei GM ha votato per lo sloveno che ha fatto innamorare l’Europa: Luka Doncic è il giocatore che ha raggiunto i più alti risultati europei nel minor tempo, questo gli esperti lo sanno e la sua stagione a Dallas potrebbe far sbocciare uno dei talenti più cristallini degli ultimi anni. DeAndre Ayton, scelta n°1 al Draft, è solo quarto in questa classifica, superato da Marvin Bagley III (Sacramento Kings) e Wendell Carter Jr. (Chicago Bulls). Tuttavia, Ayton tra 5 anni sarà il miglior giocatore uscito dal Draft 2018 secondo i GM: lo stesso onore toccava lo scorso anno a Josh Jackson, quindi Phoenix tra 5 anni potrebbe trovarsi con 3 dei migliori prodotti dei Draft degli ultimi anni, se tutto andasse secondo piani (Booker, Jackson, Ayton). La Steal of the Draft invece sarà Shai Gilgeous-Alexander, scelto alla 11 dai Los Angeles Clippers: in uno spot più affollato che mai (i Clippers possono vantare a roster playmaker come Milos Teodosic e Patrick Beverley), vedremo cosa riuscirà a fare questo ragazzo nei minuti che avrà a disposizione.

Capitolo allenatori: Brad Stevens è il miglior allenatore secondo i GM, mentre il nostro Ettore Messina figura tra i migliori assistenti della lega. In ottica futura, secondo il 25% dei manager Chris Paul potrebbe diventare il miglior allenatore con esperienza da giocatore, una volta finita la carriera con la palla in mano: seguono a parimerito C.J. McCollum di Portland, Jameer Nelson, Rajon Rondo dei L.A. Lakers e Garrett Temple di Memphis.

Infine le domande più curiose: Golden State è la squadra “più divertente da vedere”, Steven Adams il “giocatore più tosto” e LeBron James è il “miglior leader”, il “più versatile” e il giocatore “con il QI cestistico più alto”; Kevin Durant tuttavia è l’uomo a cui si affiderebbero i GM per un tiro allo scadere. La regola che i GM vorrebbero vedere modificata nel futuro? Il metodo di accesso ai playoff, superando la dicotomia che vede qualificate le 8 migliori ad Est e le 8 migliori ad Ovest.

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