Lonzo Ball può risollevare i Lakers

Lonzo Ball può risollevare i Lakers

Il primo dei fratelli Ball è passato nel giro di pochi giorni da capro espiatorio a oggetto del desiderio: per superare la crisi i Lakers hanno bisogno di lui

Lonzo

Da quando Lonzo Ball si è infortunato alla spalla (durante la sfida contro i Trail Blazers, dopo essersi allacciato con Nurkic) i Los Angeles Lakers sono precipitati in un baratro senza fondo che partita dopo partita fa scivolare i giallo-viola sempre più giù nella classifica della Western Conference che, nell’anno in cui la scelta al primo giro del draft è stata ceduta ai 76ers (o ai Celtics se compresa tra la numero 2 e la numero 5), non è la miglior cosa che potesse capitare agli uomini di Luke Walton. Senza il primogenito di Lavar Ball la squadra californiana ha perso tutte e cinque gli incontri disputati subendo una media di 123.0 punti per partita (contro i 103.2 con Ball in campo), la più alta dell’intera NBA.

Nel giro di neanche due settimane Lonzo Ball è passato da capro espiatorio della non felice situazione dei Lakers a oggetto del desiderio dei tifosi purple and gold. Questo è successo perché non si è prestata attenzione alle gare disputate dalla scelta numero 2 del draft 2017: l’uomo simbolo del Big Baller Brand non è (e probabilmente non sarà) quel giocatore che mette trenta punti a partita ma è capace di muovere l’attacco come pochi altri nella lega. Proprio questo è mancato alla franchigia di Los Angeles, la sua abilità nell’aprire gli spazi e nel facilitare le giocate dei compagni, qualità che non finiscono nel box score ma che sono molto più importanti di statistiche prese fuori dal contesto. Lo stesso allenatore dei giallo-viola, Luke Walton, ha sottolineato quanto l’assenza di Lonzo abbia inciso sul rendimento della squadra: “Il modo in cui gioca a basket ci rende una squadra migliore. Zo è quel tipo di giocatore che fa grandi giocate, giocate vincenti: non importa se sia un pallone rubato o un assist, di qualunque cosa si tratti, lui aiuta la squadra. Sappiamo quanto egli sia importante per noi con il suo modo di giocare, il modo in cui porta avanti l’azione, come riesce a trovare l’uomo libero… è contagioso“.

Il settore in cui più di tutti i Lakers hanno sofferto la mancanza di Lonzo è chiaramente quello del playmaking: con Ball in campo la squadra di Luke Walton ha fatto registrare una media di 23.2 assist per partita mentre nelle ultime 5 partite la media è stata di 19.5 con 14,75 palloni persi per partita (da questi dati è esclusa la sfida contro i Rockets finita dopo due tempi supplementari). Nonostante la sua percentuale al tiro non sia ancora accettabile, il suo modo di giocare permette ai compagni di migliorare sensibilmente la propria: con Zo infatti essi tirano con il 45.4%,  senza con il 43.6% (potrebbe sembrare una differenza sottile ma il numero di possessi della squadra da quando si è infortunato il numero 2 è nettamente inferiore). Ulteriori limiti sono stati evidenziati nell’ultima sfida disputata dai gialloviola (contro i Timberwolves) dove i californiani hanno tirato solamente 76 volte mostrando una chiara carenza sotto il profilo della creazione del gioco. Ovviamente, non si sta affermando che Lonzo Ball sia il salvatore della patria, il record dei Lakers era negativo anche con Zo in campo ma la squadra girava nettamente meglio.

Man I miss my dawgs…

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L’attesa per il ritorno in campo di Ball non logorerà oltre modo i tifosi californiani, già dalla partita di questa notte (contro OKC allo Staples Center) Zo potrebbe scendere in campo così come Brook Lopez (nelle 8 partite in cui il centro è stato assente è arrivata solamente una vittoria). Ciò nonostante il roster a disposizione di Walton rischia di essere ancora più magro perché anche Kuzma è tra i ‘questionable’, l’altro rookie sta disputando un’ottima annata quasi imprevedibile per una ventisettesima scelta ma l’assenza di Lonzo Ball pesa decisamente troppo sull’economia della squadra e il suo rientro può essere decisivo per le sorti dei Lakers.

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