Los Angeles Clippers: quando a pieno ritmo?

Los Angeles Clippers: quando a pieno ritmo?

Gli infortuni hanno complicato le cose per i Clippers, che speravano in un campionato più positivo. Con Lou Williams in stato di grazia, il rientro di Gallinari e Teodosic segnerà la svolta per gli uomini di Doc Rivers?

Commenta per primo!

Costruire una squadra vincente è l’obiettivo primario di ogni franchigia NBA, mettendo in conto naturalmente anni di buio sconfinato, scelte manageriali che potrebbero rivelarsi clamorosamente sbagliate, sfiga (già perchè ci sarebbe pure quella) e tanto altro ancora… ci possono volere anni e anni prima di riuscire ad assemblare qualcosa anche solo per arrivare a un ottavo posto ai playoffs, anche se il bersaglio grosso rimane sempre e comunque quello di affondare i Warriors, cosa che non tutte le squadre sono disposte ad ammettere apertamente. Le variabili da considerare sono talmente tante che elencarle tutte diventerebbe difficoltoso, troppe parentesi da aprire.

I Los Angeles Clippers sono un buon esempio di squadra assemblata apparentemente con una buona idea, ma che stà faticando più del previsto, a causa problemi di infortuni che l’hanno costretta a fare un uso massiccio di giocatori presenti nella propria controparte in G-League.

All’inizio della stagione, l’idea che Chris Paul se ne fosse andato a cercare fortuna a Houston suonava come un sinistro campanello di allarme, ma naturalmente era troppo presto per tirare le somme. L’arrivo di Danilo
Gallinari è apparsa come una scelta sensata, anche se chiaramente non andava a coprire il buco lasciato da CP3. Dal CSKA viene arruolato Milos Teodosic, che per quanto inesperto di territori NBA, messo nel contesto los angeleno, insieme al Gallo, Griffin e DeAndre Jordan, delinea quantomeno uno scenario interessante sul quale lavorare.

La squadra a pieno regime probabilmente non si è ancora vista… infortuni di vario tipo hanno stoppato ripetutamente 3 dei 4 cardini della squadra e attualmente i Clippers stanno cercando di rimanere a
galla in una difficile Western Conference in attesa del rientro di tutti quanti in salute. La partita della Befana, anche se contro avversari formidabili come i Warriors, ha dipinto bene lo scenario non facilissimo in cui si trova la franchigia di Steve Ballmer. Al di là dei 45 di Curry e del fatto che comunque sia, quelli restano pur sempre i Golden State Warriors, gli uomini di coach Doc Rivers sono scesi in campo già privi di Teodosic e Gallinari e, poco
dopo, anche Griffin ha dovuto lasciare il campo per un trauma facciale che ravvisava gli estremi di una commozione cerebrale. Difficilmente avrebbe potuto risolvere la partita, ma a quel punto davvero è sembrato tutto un
po’ più difficile per i suoi compagni. Stringendo i denti, Williams e DeAndre Jordan hanno proseguito la gara con Harrell, Dekker e Thornwell e tutti gli altri cercando di non far scappare troppi buoi dalla stalla… ma il risultato è stato comunque impietoso.

La mossa dei Clippers, reclutando giocatori dalla G-League è guidata dall’utilizzo del freschissimo “2 way contract” che permette alle squadre di “allargare” il proprio roster facendo salire “al piano superiore” dei giocatori per un massimo di 45 giorni ciascuno. Intendiamoci, il talento c’è, poi dipende da come reagiscono questi giocatori e da chi devono affrontare, oltre a come si inseriscono nel sistema. Fatto stà che, nonostante i freschi innesti rappresentino tutto sommato dei giocatori interessanti, la sfiga nera che ha flagellato i Clippers fino a questo punto della stagione è qualcosa di innegabile. Il tutto sembra inoltre far tornare a galla una polemica sentita nei mesi scorsi, secondo la
quale Doc Rivers avrebbe ostacolato in tutti i modi lo scambio che vedeva coinvolto suo figlio Austin che sarebbe partito insieme ad altri per l’arrivo nella (ex) Lob City di Carmelo Anthony.

A questo punto allora verrebbe da aprire un nuovo discorso, ovvero: Se quello che si cerca di fare è mettere le mani su più superstars possibili, siamo sicuri che con l’arrivo di Carmelo si sarebbe parlato oggi di altri Los Angeles Clippers, nonostante tutti gli infortuni? Non possiamo ovviamente saperlo, anche perchè una scelta manageriale di quel tipo avrebbe probabilmente impedito altri innesti di livello.

Nell’ultima settimana tuttavia, la squadra ha convinto per risultati conseguiti sul campo (complice l’ottimo momento di Lou Williams), riuscendo anche a “vendicarsi” con i Warriors battendoli alla Oracle Arena. La stagione è ancora molto lunga e avrebbe poco senso parlare oggi di come potrebbero fare i Clippers per uscire dalle difficoltà, perchè la percezione di questa squadra a piena potenzialità e su una lunga distanza non è ancora chiarissima. Di sicuro dovranno avere pazienza per aspettare il recupero di tutti i suoi uomini di punta per capire se il progetto potrà essere vincente.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy