Lou Williams: “Il motivo per cui sono un sesto uomo è Allen Iverson”

Lou Williams: “Il motivo per cui sono un sesto uomo è Allen Iverson”

Parla la guardia dei Clippers, nuovo recordman NBA per punti in uscita dalla panchina.

di Simone Efosi

Lou Williams è diventato il miglior marcatore di sempre in uscita dalla panchina, avendo superato ieri Dell Curry in questa speciale classifica. Di questo suo ruolo sempre più importante nella NBA ne ha parlato a Marc J. Spears di The Undefeated:

“Iverson è stata la ragione principale per cui sono finito a fare il sesto uomo”, ha detto Williams. “Quando lui tornò a Philly, ero in una forma strepitosa ma mi ritrovai a fare il suo sostituto, cosa che all’inizio mi faceva malissimo: lui era un futuro Hall of Famer, un MVP ed era ovvio che non volesse partire dalla panchina. Tuttavia quel nuovo ruolo ha reso più solido il mio gioco”.

Non partire titolare dopo che Lou stava andando così bene in quintetto non fu per nulla facile. La sua famiglia e i suoi amici gli fecero credere che aveva bisogno di più spazio, che se lo meritava. Il passo decisivo lo fece lui stesso, quando si concentrò sul ruolo di Jamal Crawford, tre volte Sesto Uomo dell’Anno e vicinissimo a superare (gli mancano 35 punti) pure lui Dell Curry al secondo posto per punti in uscita dalla panca. Williams notò anche che stava diventando più famoso per le sue doti da realizzatore dalla panchina che non quand’era in quintetto.

“Se vuoi far parte di una squadra e un giocatore utile per la squadra, tu accetti qualsiasi ruolo”, riprende il discorso Williams. “Si sentono sempre i soliti clichés come ‘Farò qualunque cosa per aiutare la squadra a vincere’ o simili. Io sono stato costretto ad accettare quel ruolo e farlo mio, nel modo migliore possibile. Ho sempre voluto essere ricordato come un giocatore che scende in campo per la squadra piuttosto di essere una persona egoista che gioca per i numeri…”

Lou Williams quest’anno sta trascinando i suoi Clippers ai Playoffs con 20.3 punti e 5.3 assist a partita con il 43% dal campo ed il 36% dall’arco in poco più di 26′ sul parquet. È il miglior realizzatore dei Clippers davanti a Gallinari (19.3 punti) e Harrell (16 punti).

“C’è qualcosa che devi passare per diventare come sei. La mia famiglia era convinta che dovessi essere un titolare e pure io me n’ero convinto, ma alla fine ho accettato quel ruolo, anzi sono stato costretto ad accettarlo, ma è stata la mia fortuna”, ha concluso il #23 dei Clippers.

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