Luka Dončić: il presente e il futuro della NBA, sotto il segno di Dražen Petrović

Luka Dončić: il presente e il futuro della NBA, sotto il segno di Dražen Petrović

C’è stato un solo Dražen Petrović, ma l’essere paragonato a lui rende Luka Doncic già grande. Ed è solo l’inizio.

di Matteo Andreani, @matty_vanpersie

Il 28 Febbraio 1999 nasce a Lubiana, Luka Dončić.

Un Rookie, che come già si è scritto numerose volte sembra un veterano per quello che fa in campo e in che modo lo fa.

Si è già parlato tantissimo di Luka, ed è difficilissimo non ripetersi e/o cadere nel banale.

Quello che ha fatto Luka Doncic in questa prima stagione NBA ha sbalordito tutti, dal tifoso pro EuroLega più ottimista possibile, sino al tifoso pro NBA più scettico possibile.

Doncic si è preso i Dallas Mavericks con prepotenza, entrando dalla porta principale e senza chiedere permesso. L’impatto dello sloveno è stato talmente importante che la franchigia di Mark Cuban è stata costretta a mescolare le carte. Via Dennis Smith Jr, non compatibile con Luka e soprattutto “possibile” disturbo in un gioco che vede protagonista il Wonder Boy sloveno. Smith Jr è volato ai Knicks in cambio di Kristaps Porzingis, altro pazzesco talento europeo frenato solamente dai problemi fisici. Se il Dio del basket ci restituirà un Porzingis in piena salute, con i problemi al ginocchio definitivamente alle spalle, ci sarà da divertirsi in quel di Dallas nella prossima stagione.

L’impatto di Luka Doncic va oltre le statistiche, già eccezionali di questa prima stagione NBA. Prima di compiere 20 anni, Doncic ha già registrato 4 triple doppie, con 21 punti, 6 assist e 7 rimbalzi di media sin qui nelle sue prime 56 partite in NBA. Le statistiche, come già detto, sono stratosferiche, sono lebroniane. La leadership, la consapevolezza nei suoi mezzi, sono fattori che hanno investito qualsiasi tifoso dell’uragano Doncic.

Luka è riuscito ad unire due scuole di pensiero completamente differenti della pallacanestro odierna, quella Pro Basket Europeo e quella Pro NBA. Alcuni amano una, odiano l’altra o viceversa, mentre per fortuna c’è chi è in grado di apprezzare le diverse caratteristiche di entrambe.

“Mamma mia Doncic come ha dominato in maglia Real Madrid! Vincere in Europa con questa facilità a 19 anni…”

“Mamma mia Doncic come gioca con in NBA con i Dallas Mavericks! Stoppa LeBron, fa triple doppie, segna tiri vincenti ed ha solo 19 anni..”

Non c’è nessun errore. Queste frasi, con le loro ovvie sottili differenze, le abbiamo sentite parlando con gli amici, leggendo siti di pallacanestro o commentando post sui vari social network. Non c’è nessun errore come già scritto, perché Doncic ha sbalordito sia il pubblico di EuroLega che quello NBA nell’arco di un anno solare, passando dalle F4 di Belgrado all’All Star Weekend di Charlotte and many more.

Il Real Madrid ci ha consegnato un giocatore pronto per spiccare il volo. Il talento naturale di Luka Doncic è fuori discussione, ma i madrileni hanno costruito il Doncic promessa in Doncic Campione. Anche condizionati dall’infortunio di un giocatore chiave come Sergio Llull, i blancos hanno avuto il coraggio di mettere le chiavi della squadra in mano ad un teeneger.

Il risultato? Lo sappiamo tutti.

I Dallas Mavericks hanno poi mostrato a tutto il mondo che Luka Doncic è un giocatore che può riscrivere la storia del basket europeo. Anche i più scettici hanno cambiato o stanno cambiando idea sull’ex Real Madrid.

Charles Barkley dichiarava lo scorso giugno: “MVP della Competizione (EuroLega ndr) a 18 anni? Significa che sta giocando in una competizione di merda”.

Durante l’All-Star Game, Sir Charles ha risposto così, ridendo a chi gli chiedeva se pensasse lo stesso oggi su Luka Doncic: “That’s a bad white boy”.

Il copione si ripete. Esordiente, protagonista, leader e vincente. Prima Real Madrid poi Dallas Mavericks. Doncic è tra i migliori giocatori in assoluto dell’intera NBA negli ultimi 3 minuti di gioco, il famoso Clutch Time. Ed è in compagnia di giocatori “discreti” come Kemba Walker, James Harden, Victor Oladipo, Kyrie Irving e Kevin Durant.

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Drazen Petrovic. Il nome è presente nel titolo e non per errore. E non è nemmeno un nome scritto solamente per avere click o like. Drazen è stato quel tipo di giocatore Europeo che per la prima volta ha incantato gli States. Quel tipo di giocatore che ha fatto quello che voleva sia su un campo da gioco europeo che su uno americano. Un Mozart dei canestri, un qualcosa che ha scritto una pagina indelebile del basket europeo e che se il destino non fosse stato così atroce, chissà.

Non sta a noi dire se Luka Doncic sarà il nuovo Drazen Petrovic, ma il solo fatto che si senta questo paragone debba essere moto d’orgoglio per il giovane fenomeno sloveno.

Ci sono forse mille motivi o nessuno. Entrambi provengono da paesi della ex Yugoslavia e hanno abbandonato le loro città natali per fare le fortune del Real Madrid. Entrambi hanno sentito troppo piccola l’Europa per loro, con l’esigenza di andare a spiegare il loro basket in NBA.

Di Drazen Petrovic ce n’è stato uno, ma il solo fatto di sentire il nome Luka Doncic vicino a quello del mai dimenticato croato deve rendere pieno d’orgoglio lo sloveno, poiché è riuscito in qualcosa che forse nessuno prima era mai riuscito.

L’essere paragonato a Drazen lo rende già grande. Ma siamo solo all’inizio e questo Luka Doncic non ha nessuna intenzione di smettere di stupire.

Srečen rojstni dan Luka Dončić! 

Happy Birthday Luka Dončić! 

Tanti auguri Luka Doncic!

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