Luka Doncic – Il Rookie veterano

Luka Doncic – Il Rookie veterano

Un giocatore già pronto per la NBA. Luka Doncic è sbarcato negli States così, grazie anche all’EuroLega e al suo standard qualitativo.

di Matteo Andreani, @matty_vanpersie

Di Luka Doncic abbiamo già parlato numerose volte, dai suoi esordi in maglia Real Madrid, alla vittoria dell’EuroLega alle F4 di Belgrado, passando per un Europeo vinto in maglia Slovenia da grande protagonista.

Cosa c’è da dire di nuovo quindi su Luka Doncic? Cadere nel banale è questione di attimi ed è qualcosa da evitare assolutamente.

Gli States hanno scoperto Luka Doncic.

Che gli americani non avessero capito esattamente cosa fosse Luka Doncic era chiaro già prima del suo sbarco negli States. Alcuni lo davano come guardia, alcuni come playmaker, altri addirittura come ala.

Appena arrivato a Dallas, è subito diventato uno dei principali punti di riferimento della squadra, se non il punto di riferimento principale. Vedendolo giocare sembra tutto tranne che un rookie.

Personalità, non ha paura di prendersi le responsabilità. Le triple in faccia a James Harden e Kyrie Irving sono di una sfrontataggine assoluta.

É un prototipo del giocatore del nuovo millennio, point guard ma con il fisico, abile sia nel tirare in penetrazione sia da 3 punti, sempre pronto a rimbalzo e con la visione di gioco da vero passatore. 

Come già detto, per gli appassionati del basket europeo non è una novità. Tutti hanno potuto apprezzare le sue qualità con la maglia slovena ma soprattutto con la maglia del Real Madrid. Una camiseta importante, non di una squadra qualunque, ma del Real Madrid.

Gettyimages
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Perché Luka ha stupito tutti, americani compresi, ed ha avuto un impatto così super sin da subito?

Talento. Risposta facile, banale ma assolutamente veritiera.

Le doti tecniche di un campione come Luka Doncic si notano sin da ragazzino dove segnava 50/60 punti a partita con i pari età, si notano dal primo pallone toccato in ACB con tripla a 16 anni e via via dicendo.

Solo talento? Assolutamente no.

Tanto merito di questo “NBA Ready” è della competizione più prestigiosa d’Europa, l’EuroLega.

L’EuroLega ha fatto diventare grande sin da subito il ragazzo, lo ha sbattuto contro un muro con due ipotesi di fronte: sprofondare nell’anonimato dei numerosi talenti giovanili non esplosi poi tra i pro, o bruciare le tappe e diventare Luka Doncic.

Luka è stato “costretto” ad esplodere subito. L’infortunio di Sergio Llull è stata paradossalmente la svolta per lui e per il Madrid. Non che Llull non fosse importante in quella squadra, anzi è stato assolutamente decisivo quando è tornato dal Panathinaikos in poi, ma in quella squadra si era perso il leader assoluto, il go to guy, e si percepiva nell’aria quel senso di disorientamento che ha qualsiasi squadra senza un punto di riferimento.

In questo Doncic è stato fenomenale, passando dalle Final Four di Istanbul del 2017 alle Final Four di Belgrado del 2018 in modo completamente differente. In Turchia, la semifinale contro il Fenerbahçe è stata probabilmente la peggiore partita in carriera di Doncic. Travolto dalla marea gialla di fede Fener, Doncic ha completamente steccato la partita. L’anno successivo troviamo un Doncic MVP di stagione regolare e sopratutto, MVP delle Final Four.

Da qui la consapevolezza che l’Europa è stretta per lui e l’approdo in NBA. Tantissima fiducia nell’ambiente Mavs, una franchigia che lo ha voluto, lo vuole per rifondare il presente e soprattutto il futuro prossimo.

Siamo solo a dicembre, con un basket come quello NBA che sembra avere il 30, 40% dell’intensità che si mostrerà nella prossima primavera, ma già c’è un Luka Doncic presenza costante negli highlights. I principali organi di stampa sportivi americani cominciano a fare di Doncic una presenza fissa sui loro social, con i suoi step back, finte di passaggio e chi più ne ha, più ne metta.

16 punti, 5 rimbalzi e 4 assist di media. Queste sono le stats della sua ultima stagione europea in maglia Real Madrid.

19 punti, 7 rimbalzi e 4 assist di media. Queste invece sono le statistiche in maglia Dallas Mavericks in 20 partite giocate.

Le statistiche lasciano sempre il tempo che trovano, ma da Madrid a Dallas non solo non si è peggiorato, ma si è addirittura migliorato a livello statistico.

Una rondine non fa primavera. Luka Doncic ha ancora tutto il tempo di fallire o di consacrarsi come uno dei migliori europei di sempre ad aver calcato un parquet NBA.  Oppure che la verità sia nel mezzo?

Certo i primi mesi dello sloveno sono stati a tratti entusiasmanti, con le probabilità di vederlo ROY al termine della stagione schizzate alle stelle, ma solo il tempo ci dirà veramente che ne sarà di Doncic e capire se sarà blasfemia inserire nella stessa frase Drazen Petrovic e Luka Doncic.

Ma se ora c’è un Luka Doncic così pronto a bruciare le tappe in NBA, come in tutta la sua giovane carriera, tanto merito è di questa nuova EuroLega, una competizione che lo ha portato ad alzare il suo livello di gioco sin da subito, grazie ad un livello tecnico di altissima qualità. De Colo, Rodriguez, Sloukas, Spanoulis e molti altri mostri sacri del basket europeo hanno aiutato la NBA ad avere sin da subito questo Doncic ed è per questo che l’EuroLega merita almeno un grazie dalla NBA.

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