Come tirarsi la zappa sui piedi: a lezione dalle star NBA

Come tirarsi la zappa sui piedi: a lezione dalle star NBA

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Tralasciamo, per ora, il fascicolo sulla rissa di Metta World Peace, al secolo Ron Artest, il vizietto con la Maria dei vari, solo per citarne alcuni, J.R Smith, Michael Beasley, Al Jefferson, Zach Randolph. Sorvoliamo anche sulle follie di Dennis Rodman e Rasheed Wallace e concentriamoci invece sugli infortuni più curiosi del recente passato NBA.

L’ultimo in ordine di tempo è quello capitato a Blake Griffin. Fermo dal 26 Dicembre scorso per problemi ad un quadricipite, Griffin ha deciso di allungare la convalescenza rifilando un pugno ad un magazziniere dei Clippers che stava cenando con lui in un ristorante di Toronto. Risultato: mano destra fratturata e diverse settimane da passare a bordo campo in giacca e cravatta.

Non è andò molto meglio ad Amar’e Stoudemire, che dopo una sconfitta contro Miami nei Playoffs del 2012 si lacerò una mano tirando un pugno al vetro che protegge l’estintore dello spogliatoio del Madison Square Garden.

Nel 2007 Kendrick Perkins, allora ai Boston Celtics, si ruppe il dito del piede nel tentativo di sistemare il letto di casa. Secondo Perk chi l’aveva montato aveva fatto un cattivo lavoro e doveva essere aggiustato. Il letto ovviamente gli finì sul piede. Nel 2003 invece, Nowitzki si lesionò i tendini della caviglia infilandosi una scarpa, mentre nel 2008 Vlado Radmanovic si lussò una spalla mentre sciava nello Utha durante la pausa per l’All-Star Game.

Nello stesso anno Monta Ellis si fece male ad una caviglia in un incidente col motorino. Qualche giorno prima aveva firmato un contratto da 66 milioni di dollari che lo legava ai Golden State Warriors. All’appello manca ancora Gilbert Arenas. Agent 0, durante la preseason del 2010, finse un infortunio al ginocchio per lasciare spazio al giovane Nick Young che chiuse il match con 24 punti. Arenas ovviamente fu scoperto. E pensare che era appena rientrato da una squalifica di sei mesi. A gennaio dello fu coinvolto infatti in un scontro con il compagno di squadra Javaris Crittenton. Questione di soldi, quindi i due non ci misero molto per tirare fuori le pistole dagli armadietti degli spogliatoi.

Sul podio degli incidenti più strani finisce sicuramente Charles Barkley che nel ’94 perse la prima partita stagionale per un problema ad una cornea dovuto alle luci troppo forti del concerto di Eric Clapton a cui aveva assistito. Un anno prima Sir Charles abbracciò il compagno di squadra Kevin Johnson, che aveva appena siglato il “buzzer-beater” della vittoria, causandogli la slogatura di una spalla.

L’MVP però lo merita Lionel Simmons, matricola di Sacramento, che nel ’91 saltò due partite per una tendinite al polso destro, frutto di un uso eccessivo del Gameboy. Un po’ come Alessandro Nesta. Leggenda narra che il difensore del Milan e della Nazionale si ruppe il tendine del pollice sinistro giocando alla Playstation. Restò fuori un mese. E pensare che Nesta, a differenza di Simmons, giocava con i piedi.

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