Mavs-Thunder: gli opposti si attraggono

Mavs-Thunder: gli opposti si attraggono

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Ad Ovest c’e’ una sfida intrigante e incerta, come accade spesso quando si affrontano squadre molto diverse: i Mavericks sono sulla cresta dell’onda da molto tempo (50 o piu’ vittorie in stagione dal 2000/2001), da quando l’istrionico Mark Cuban ne e’ diventato proprietario. Nell’era-Cuban sono passati in Texas molti campioni, ma l’uomo-franchigia e’ sempre stato Dirk Nowitzki, MVP della stagione nel 2007: il tedesco detiene numerosi record societari (presenze, minuti, punti, rimbalzi, canestri e liberi realizzati), a testimonianza che WunderDirk e’ da considerarsi tra i grandi della storia NBA, anche senza spingersi ad inserirlo nella TopTen di sempre (come ha fatto coach Carlisle prima dell’inizio dei playoff). Nowitzki non e’ l’unico fuoriclasse dei Mavericks a non aver ancora coronato una straordinaria carriera con il titolo NBA: Jason Kidd a 38 anni si gioca probabilmente le ultime carte a questi livelli e la qualita’ del suo gioco in questa post-season (10.1 punti, 7.2 assist e appena 2.5 perse di media in poco piu’ di 30′) testimonia la fame di vittoria che ha il playmaker di Dallas; d’altra parte, il 10-volte All Star e’ tornato ai Mavs (che lo avevano scelto al n.2 nel Draft 1994) nel 2008 per vincere il primo campionato della storia della franchigia (e della sua personale, che vanta due finali NBA con New Jersey). Ma Dallas non e’ solo Nowitzki-Kidd: pur con l’assenza pesante dell’infortunato Butler, i Mavericks possono contare su un roster lungo con molti giocatori di qualita’ (Chandler, Marion, Terry) e altri perfetti per il proprio compito in squadra (Barea, Haywood, Stojakovic). Il 4-0 rifilato ai Lakers ha fatto lievitare le quotazioni dei texani, che nella finale di Conference avranno il fattore-campo a favore, che potrebbe essere importante considerato il rendimento casalingo della squadra di Carlisle (l’American Airlines Center e’ l’unico palazzo ancora imbattuto nei playoff ad Ovest); in realta’, c’e’ un dato curioso nei precedenti stagionali tra Mavericks e Thunder: in tre partite ha vinto sempre la squadra in trasferta (2-1 Dallas).

Discorso diverso per i Thunder: la franchigia e’ nata nel 2008 in Oklahoma acquisendo il roster dei Seattle SuperSonics che avevano appena cominciato la ricostruzione dopo essere stata una delle squadre piu’ importanti ad Ovest negli anni Novanta, in cui arrivarono le Finals del 1996 (4-2 per i Bulls). Anche la squadra e’ giovane ed e’ indicata da tutti come una delle potenze del prossimo decennio: sempre che possa contare sulla coppia Durant-Westbrook, perfetto mix di talento e atletismo richiesti nel basket moderno. Il 2-volte capocannoniere NBA viene da una serie difficile contro i Grizzlies, che gli hanno riservato un trattamento speciale in tutte le partite: se da una parte KD, al pari dei suoi compagni, potrebbe risentire della dura semifinale contro Memphis, le serie come quella appena vinta da OKC portano consapevolezza di sé e una forte carica emotiva. Sara’ determinante la sfida sotto i tabelloni, dove la fisicita’ dei lunghi di coach Brooks potrebbe essere un fattore: Perkins e Nazr Mohammed tra l’altro sono gli unici due campioni NBA che scenderanno in campo. Se pero’ vorranno competere fino in fondo, Durant e soci dovranno avere molto dalla panchina: Harden, Cook e Maynor hanno giocato a fasi alterne in questa post-season ma hanno le qualita’ per reggere il confronto con gli avversari. Si affronteranno due dei migliori attacchi dei playoff (primi i Thunder, quarti i Mavs), ma molto potrebbe dipendere dalla difesa di OKC: Dallas ha la terza difesa della post-season (la prima ad Ovest) e ha vinto ogni volta che ha segnato almeno 100 punti; coach Brooks dovra’ trovare il modo per limitare la produzione di punti avversaria se vorra’ giocarsi le sue carte fino in fondo.

 

Pronostico: 4-2 Dallas

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