Miami Heat – Toronto Raptors: I tre record di Gara 3 e un quarto mancato

Miami Heat – Toronto Raptors: I tre record di Gara 3 e un quarto mancato

Un’avvincente gara 3 che ha racchiuso in sé una serie di traguardi, individuali e collettivi, degni di essere sottolineati.

 

Dopo poche ore trascorse dalla sirena finale la gara 3 andata in scena all’American Airlines Arena è già nella storia per una serie di quelle che dall’altra parte dell’oceano chiamano milestone:

Il primo record è di squadra e lo fanno segnare gli Heat nel terzo periodo: la squadra di coach Spoelstra si rende protagonista di un fantascientifica prestazione da 28 punti (che per le difficoltà offensive dei due team è già un’impresa) con 0 assist e 0 turnover. Questa combinazione non si verificava nella lega da più di 20 anni in un singolo quarto.

La seconda pietra miliare porta la firma del mattatore del suddetto terzo periodo, ovvero Dwyane Wade, alla prima gara della serie in vera e propria ”modalità playoffs”: il capitano di Miami continua la sua scalata nella scoring list ogni epoca della postseason e, dopo aver scavalcato Elgin Baylor in gara 1 e Scottie Pippen in gara 2, supera Dirk Nowitzki per assestarsi al 14° posto a quota 3.693 punti. Prossima vittima: Magic, distante solo 8 punti.

Il terzo traguardo è un altro punto fermo nella storia personale del #3, leader emotivo e tecnico, per molti aspetti miglior rimbalzista e adesso anche cecchino designato: per la prima volta nelle sue 1.016 gare in carriera, Wade ha messo a segno 7 triple consecutive (distribuite nelle ultime 5 partite), striscia che poi si è interrotta nel corso di gara 3, chiusa con 4/6 da oltre l’arco, quando i suoi compagni hanno messo assieme un deprimente 0/12. Il prodotto di Marquette prima del record era reduce da 21 insuccessi di fila e da un misero 7/44 in stagione regolare.

Chiudiamo col record mancato che avrebbe portato le due franchigie a braccetto nella storia: alla palla a due, la serie tra Raptors e Heat era la quarta di sempre ad avere l’overtime back to back nei primi due episodi (le altre: Milwaukee-Seattle, 1980; Kansas City-Portland, 1981; Golden State-Cleveland, 2015) e nei minuti finali, con l’ennesimo arrivo in volata, molti già pregustavano il terzo supplementare consecutivo, il quale avrebbe rappresentato una prima volta assoluta.

Quest’elenco costituisce un piacevole contorno ad una serie che tanto sta facendo mancare in termini di estetica quanto sta restituendo in termini di intensità. Continuate così.

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