NBA, da oggi non si scherza più: gara-3 è alle porte, ma con un occhio alle due appena passate

NBA, da oggi non si scherza più: gara-3 è alle porte, ma con un occhio alle due appena passate

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Le 4 semifinali sono fissate sull’1-1. Le perdenti di gara 1 hanno trovato in fretta gli antidoti ai germi messi in campo dalle avversarie e hanno pareggiato il conto. In sé questi playoff assumono l’aspetto di una gara a eliminazione, un “giochi senza frontiere” in cui arriva alla fine chi sopravvive. Conley è super a ritornare con la faccia ancora mezza tumefatta. Paul, Love, Shumpert e Wall stanno soffrendo infortuni più o meno gravi che mettono in difficoltà le loro squadre. La vittoria in gara-2 è una cosa strana nelle serie di play off, le sorprese tendono a esserci in gara-1 e solo la vittoria dei Clippers lo è stata, anche se a questo livello i concetti di “casa” o “fuori” tendono a perdere importanza. Ci si poteva aspettare i Bulls a Cleveland per la mancanza di Love, ma si temeva che la gara 7 Clippers-Spurs avesse preso energie dal sacco losangelino. Ma queste scorie si vedono solo più avanti, ora prevale la scossa positiva di aver vinto una serie difficilissima. Vincerà chi riuscirà a portare a casa più vittorie stancandosi di meno, strana legge della conservazione dell’energia nel basket, che è, alla fine, un “massimo risultato con la minima fatica”, solo che non sembra ci sia per nessuno la vera possibilità di riposarsi, se non in un dopo, quando ogni serie del 2015 sarà terminata. Cleveland Cavaliers – Chicago Bulls
star102cleveland.cbslocal.com
Quando Lebron James gioca da adulto in mezzo ai ragazzi mette paura. Non è solo una questione fisica, è che tutto insieme, quando comincia a attaccare e a difendere come sa, non c’è speranza. Perché, diciamocelo, LBJ è il più forte. Altri potranno fare la voce grossa, ma nessuno è a questi livelli da più di dieci anni come lui. Quando poi fa un primo tempo come quello contro i Bulls in gara-2, capisci quanto sia davvero forte. Far partire Thompson e Mozgov insieme è stata una furbata di coach Blatt, è riuscito a neutralizzare i lunghi di Chicago e ha aperto delle autostrade per le penetrazioni di LeBron. I Bulls preoccupano per una certa fragilità di nervi. Noah prova appena 4 tiri e ne segna due, non riesce a mettere in difficoltà Mozgov e con Pau non fa pesare il maggior tasso tecnico del loro duo. Shumpert preoccupa per quel dolore all’inguine: anche se stanotte torna JR, non se ne possono regalare altri alla sorte. Atlanta Hawks – Washington Wizards
washingtonpost.com
È una serie impossibile da interpretare, in quanto tutti i protagonisti, tranne Pierce, sono dei novizi a questo livello. Entrambe le squadre si muovono su un terreno poco conosciuto e, anche se la RS darebbe un verdetto molto chiaro su chi è più forte, gli Splash Brothers d’Oriente hanno personalità che a livello di PO è fondamentale. Senza una stella, non si sa bene a chi vada la palla in caso di arrivo in quasi parità, ma quando il meccanismo funziona, gli Hawks sono una bella macchina da basket. Troppi hanno dato i Wizards fuori al primo turno, ora si scopre che al secondo sono ancora “alive and kicking”, e che a questo livello la star e la personalità sono forse troppo importanti. Tutto dipende dal polso di Wall, alla fine; se lui torna, anche se non sarà al 100%, i Wiz rientrano in gioco alla grande. Houston Rockets – Los Angeles Clippers
scoopnest.com
Forse la prima serie di sempre che si gioca sulla capacità di tenere i centri titolari, entrambi, lontani dalla linea di tiro libero. È un peccato aver perso gara-2 per i Clippers, quando Jordan ha fatto un 4/6 ai liberi (sbagliando, però, gli ultimi e decisivi 2), roba da commuovere un bambino. Nel complesso, due squadre allenate da ex giocatori che sanno tirare fuori il meglio dalle loro personalità, senza fare troppa filosofia. Rivers più strutturato di McHale. Stupisce la serie di Griffin, che finalmente ci porta in dote un giocatore completo, pericoloso vicino e lontano da canestro e in grado di ottenere il meglio dagli adattamenti della difesa su di lui. Grandi assist e coinvolgimento della squadra. Tutto dipende dal ritorno e dalla salute di Paul, ancora una volta tradito dagli impressionanti quadricipiti, che proprio non ce la fanno a fare una stagione intera. Dall’altra parte Harden apre il palazzetto, pulisce gli spogliatoi e vende i biglietti. Golden State Warriors – Memphis Grizzlies
nba.com
I Grizzlies hanno sorpreso in gara-2 grazie al rientro di Conley. Ma la capacità di tenere in difesa di solito dipende da quanto è ancora lunga una serie: un espediente trovato in gara-2 al massimo dura fino a fine gara-3, ma non basta. I Warriors sono troppo in generale per Memphis, ma i Grizzlies possono opporre la loro inerzia, il peso, la capacità di non farsi muovere. Possono giocare come faceva il tipico orso russo ai tempi di Thatcenko, ma su sette partite non basta. I Warriors sono stati bloccati in gara-2, ma temo la grandine che possono far cadere addosso a Memphis in gara-3.

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