NBA Draft Scout 2015 – Karl-Anthony Towns

NBA Draft Scout 2015 – Karl-Anthony Towns

A cura di Giovanni Bocciero

Karl-Anthony Towns (altezza 7-0; peso 250), ala-pivot uscita dai Kentucky Wildcats, è uno dei due papabili prima scelta del Draft NBA 2015. In teoria, a scanso di inattese decisioni, il primo nome pronunciato dal commissioner Adam Silver o sarà il suo o quello di Jahlil Okafor. È il classico lungo atipico, dal grande potenziale ancora inespresso. Veloce e rapido, ha buone basi per la difesa. Offensivamente sembra versatile, capace di segnare in tanti modi diversi, e con un allenamento specifico potrebbe mettere su un buon tiro dalla media e lunga distanza.
NBA Comparison: Tim Duncan/Elton Brand.

Tutti gli occhi puntati su Karl-Anthony Towns: riuscirà a rimanere in cima fino alla fine?

Punti di forza

Fisico: su questo ci si può lavorare in palestra, ma se lo hai di tuo allora tutto sembra in discesa. Spalle larghe e corpo statuario abbinate ad un’ottima coordinazione che gli permette di correre il campo come fosse un esterno. Poi ha piedi veloci e rapidi che gli permettono di essere estremamente mobile, e da questo punto di vista può essere un fattore anche in penetrazione partendo da oltre l’arco dei tre punti.

Tecnica: con lui ritornerà in voga un movimento che negli ultimi anni è andato man mano scomparendo, ovvero il tiro in gancio. Soprattutto quando sta in post attacca il centro dell’area e conclude con questo speciale tiro anche perché non possedendo un atletismo eccelso soffre i contatti vicino al ferro. Due ottime mani ed una buona visione di gioco gli permettono di essere efficace nel disegnare linee di passaggio che riaprono il gioco sugli esterni.

Tempismo: giocatore molto intelligente con un ottimo feeling per il gioco, è stato tra i migliori rimbalzisti del college perché capace di prendere pozione e fare taglia fuori su qualsiasi avversario. Inoltre, riesce a prendere il tempo per stoppare sia nell’uno contro uno che in aiuto facendo risultare che sia capace di mettere a segno oltre 4 stoppate sui 40′ di gioco.

Potenziale: diciamo che nel “platoon system” di Kentucky ha avuto un minutaggio che non gli ha consentito di esprimersi al massimo e di far vedere tutto il suo reale potenziale che dunque è rimasto inespresso. La cosa che più sorprende è che possiede una buona mano dalla media e lunga distanza sulla quale può ancora lavorarci. E a testimonianza di ciò basta vedere le immagini del workout.

Debolezze

Esplosività: certamente non si può dire che abbia due gambe altamente esplosive visto che non fa salti pazzeschi se non ordinari per quello che è il rapporto fisico/altezza. In virtù di ciò soffre molto i contatti vicino al ferro soprattutto quando prova a schiacciare, per questo opta il più delle volte per il gancio, ed inoltre è raro vederlo segnare su un suo stesso errore al tiro da sotto. Eppure è un catch-lob, ovvero lo si vede schiacciare spesso con un alley-oop.

Difesa: è poco disciplinato su questo fondamentale del gioco ma non ha fatto vedere nulla su cui non si possa lavorare per migliorare ulteriormente. Contiene bene le penetrazioni anche su giocatori più piccoli infastidendoli allungando la mano sino a toccargli il viso, ma spesso per la troppa irruenza commette falli banali, una propensione a questo errore che lo costringe anche a sedersi in panchina per non uscire anzitempo.

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