NBA: i 10 grandi ritorni per la stagione 2015-2016

NBA: i 10 grandi ritorni per la stagione 2015-2016

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Sono mancati molto alle loro squadre, ma anche a chi segue e ama l’NBA. Dopo infortuni vari e di diversa entità, rientrano in gioco 10 stelle di fondamentale importanza per la loro franchigia. Vediamo insieme chi sono: 10: Patrick Beverley Il play dei Rockets nella passata stagione ha disputato 56 partite ma è dovuto mancare all’appuntamento dei Playoffs che ha visto la sua squadra arrivare sino alle finali di Conference. Con l’arrivo di Lawson e la permanenza di Harden, Houston si ritrova tre giocatori affidabilissimi tra le guardie. Difficilmente McHale si priverà delle doti difensive di Patrick, mentre l’ex play di Denver arrivato in estate potrebbe diventare un sesto uomo di lusso. 9: Jabari Parker Un anno da rookie iniziato alla grande ma durato appena 25 match. Milwaukee può sorridere, Jabari è tornato ed è pronto a far sognare i Bucks insieme ad un gruppo giovane ma con talento da vendere. Antetokounmpo, Middleton, Monroe, Parker e Carter-Williams: il futuro è vostro. 8: Serge Ibaka Stagione sfortunata per Ibaka ma per tutti i Thunder. Serge, non avendo preso parte agli Europei, sarà ancora più pronto del previsto per la prossima stagione e con Enes Kanter potrebbe formare un duo davvero forte sotto le plance. L’anno scorso aveva disputato, a fasi alterne, 64 incontri. 7: Chris Bosh Dopo lo spavento dello scorso anno e le sole 44 partite disputate, Chris è di nuovo pronto a scendere in campo con gli Heat. Ritroverà ancora il suo compagno di glorie Dwyane che ha rinnovato in estate, sperando di portare in alto Miami che intanto ha anche rimpinguato il roster.
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6: Carmelo Anthony Le voci di mercato su un suo approdo ai Chicago Bulls per ora non trovano conferma ed i Knicks lo aspettano a braccia aperte per mettersi alle spalle una stagione orrenda. Lo scorso anno aveva giocato appena 40 partite, quest’anno ritorna ed avrà dalla sua parte anche Robin Lopez, Afflalo, Derrick Williams e Porzingis. L’obiettivo è scacciare via le voci che lo ritengono un perdente e sopravvalutato, e magari farlo prendendo parte alla post season da leader. 5: Kevin Love Non sono certi i tempi di recupero ma l’ex Timberwolves dovrebbe tornare agli ordini di Blatt molto presto. Dopo l’infortunio alla spalla sofferto contro i Boston Celtics durante i playoffs per un “placcaggio” con Olynyk, Love deve riscattare una stagione un po’ sottotono e costellata da critiche. Obiettivo minimo arrivare alle Finals, questa volta però da protagonista. 4: Kyrie Irving Tanti acchiacchi ed altrettante ricadute per il play dei Cavs. Il suo rientro potrebbe slittare ma sarà fondamentale la sua presenza durante la stagione regolare e soprattutto durante i playoffs, dove la scorsa stagione è pesata non poco la sua assenza prolungata durante le Finals. 3: Paul George Finalmente. Dopo aver giocato solo 6 partite nel finale di stagione con i Pacers mancando per un pelo l’approdo alla post season, PG13 torna in campo ed appare determinatissimo. Con un Ellis in più a tirare la carretta, Indiana può sperare in una buona stagione e nell’esplosione definitiva della decima scelta del Draft 2010. Lui ha affermato di puntare all’MVP, di sicuro è carico a molla. 2: Kobe Bryant Il Black Mamba vuol tornare a mordere, forse per l’ultima volta in carriera. Potrebbero essere i titoli di coda per Kobe in NBA (mai scommettere contro di lui) e di certo non vorrà sfigurare. Il coaching staff dei Lakers ha espresso la volontà di non limitarlo nel minutaggio e di farlo giocare il più possibile e questo al #24 difficilmente potrà dispiacere, nonostante appare difficile se non impossibile che i gialloviola possano raggiungere la post season. Lui è pronto per il training camp, noi per ammirarlo. 1: Kevin Durant Quanto ci è mancato Kevin nell’ultima stagione? Il #35 dei Thunder ha tentato più volte di rientrare, giocando un totale di 27 partite, ma alla fine ha dovuto sventolare bandiera bianca. L’MVP del 2014 è pronto a tornare al vertice, posto che gli spetta meritatamente ed inevitabilmente. Oklahoma può sorridere, come tutti gli amanti di questo sport.

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