NBA, i voti al mercato: Northwest Division

NBA, i voti al mercato: Northwest Division

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Con l’Off-Season ormai virtualmente terminata, analizziamo come si sono mosse le squadre della Northwest Division quest’estate.

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PORTLAND TRAIL BLAZERS

Miglior Mossa: Estendere il contratto di Damian Lillard, franchise player della squadra

Peggior Mossa: Perdere LaMarcus Aldridge in free agency

Come previsto, i Blazers hanno deciso di rivoluzionare l’intero roster in estate, non potendo permettersi di rinnovare i free agent di lusso Aldridge (80×4 a San Antonio), Afflalo – Lopez (16×2, 54×4 a NY) e Matthews (70×4 a Dallas). Batum, in scadenza di contratto e reduce dalla sua peggior stagione oltreoceano, è stato spedito a Charlotte in cambio di Gerald Henderson e Noah Vonleh, su cui Stotts & Co. hanno dichiarato di puntarci molto. Lo starting 5 di Portland è stato così completamente stravolto, eccezion fatta per Lillard, rinnovato seppur non in scadenza a peso d’oro in offseason (120×5, in vigore dal 2016-17). L’ascesa della ex sesta scelta assoluta verso i piani alti continuerà in una squadra rifatta da 0, non più adatta a competere per un posto ai playoffs bensì concentrata a ricostruire. L’età media del roster è stata abbassata, e in free agency sono arrivati due giocatori importanti come Ed Davis e Aminu (3&D pagato forse un po’ troppo). Nell’anno zero di RIP City, Leonard e Plumlee, insieme a Davis e Vonleh, proveranno a non far rimpiangere Aldridge e Lopez nel frontcourt, mentre tra i piccoli C.J. McCollum è atteso al salto di qualità, considerati anche i molti minuti che avrà a disposizione per mettersi in mostra.

Voto: B-

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OKLAHOMA CITY TUNDER Miglior Mossa: Cameron Payne al Draft Peggior Mossa: Firmare Enes Kanter con un quadriennale da 70 milioni di dollari Dopo 7 anni e una finale NBA raggiunta, Sam Presti ha deciso di esonerare Scott Brooks, reo di non essere stato in grado di continuare il processo di crescita della squadra dopo le Finals raggiunte nel 2012. La decisione, naturalmente, non è stata presa per il mancato approdo in postseason dell’anno scorso, considerati i tantissimi infortuni che hanno condizionato in negativo la stagione, tra cui quelli di Westbrook e Durant, i due figliol prodighi del coach, stimatissimo dalle due stelle dei Thunder. Questo non è bastato a far cambiare idea alla dirigenza, che ha avuto il coraggio di affidare la squadra a Billy Donovan, uno dei migliori allenatori a livello collegiale ma alla prima esperienza nella National Basketball Association. Eccezion fatta per il draft, dove hanno rimpiazzato la partenza di Reggie Jackson con Cameron Payne, i Thunder si sono mossi poco e male sul mercato, confermando Kyle Singler (buon tiratore che a OKC non ha brillato) e Enes Kanter (70×4, max contract!!). L’ex Jazzman, arrivato a metà stagione l’anno scorso, aveva trovato un accordo con Portland in free agency; Oklahoma non ci ha pensato troppo e ha deciso di pareggiare la faraonica offerta per un giocatore che al momento, per via degli evidenti limiti difensivi, non è mai stato apprezzato a pieno nella lega. In un’annata complicata, che si dividerà tra i dubbi sulla bravura di Donavan e le voci sull’addio di Durant, i Thunder escono da questa offseason con qualche perplessità di troppo. Voto: C-
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UTAH JAZZ Miglior Mossa: Aver mantenuto intatto il roster Peggior Mossa: N/A Dopo aver spedito Kanter a Oklahoma, i Jazz sono diventati la miglior difesa della lega post All Star Game, collezionando vittorie su vittorie (19-10) che hanno portato la squadra ad un record tutto sommato positivo considerate le aspettative iniziali (38-44). La crescita di Rudy Gobert e il salto di qualità di Gordon Hayward, hanno permesso ad una delle squadre più giovani della lega di giocare un ottimo basket sotto la guida di Quin Snyder, allenatore rookie che ha preso subito le simpatie dell’ambiente. La miglior mossa di Lindsey & Co. è stata quella di non stravolgere un gruppo che si sta consolidando sempre più; le conferme di Ingles e Booker, le aggiunte di Pleiss e Neto, e la scelta di Lyles al Draft, puntellano un roster ora completo in ogni reparto. In una Western Conference sempre più competitiva, Utah ha bisogno solo di stare sana. Dopo il brutto infortunio dell’anno scorso, Alec Burks riabbraccerà la squadra e molto probabilmente lo starting 5 a differenza di Dante Exum, che in un’amichevole estiva contro la Slovenia, si è rotto il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Un vero peccato per i Jazz e per il giovane australiano, che nella passata stagione aveva giocato tutte e 82 le partite, venendo fuori alla grande nel finale di regular season. Anche senza di lui, la squadra proverà a centrare i playoffs che mancano dal 2012, e per farlo avrà bisogno di un grande Trey Burke, reduce da una bruttissima stagione soprattutto al tiro. Voto: B-
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DENVER NUGGETS Miglior Mossa: Essersi liberati di Ty Lawson Peggior Mossa: Firmare Jameer Nelson con un triennale da 13.5 milioni di dollari Dopo l’addio di George Karl e Masai Ujiri nel 2013, Denver è diventata un cantiere aperto. La scelta di affidarsi a Brian Shaw non ha portato i frutti sperati, e allora la società ha deciso di rivoluzionare lo staff e il roster, operando ottimamente sul mercato quest’estate. Paradossalmente la miglior mossa dei Nuggets è stata liberarsi di Ty Lawson, franchise player ormai ai margini della squadra per via del suo comportamento irrispettoso dentro e fuori dal campo. La trade fatta con i Rockets, seppur sulla carta non sembri un granché, ha permesso alla squadra di liberare spazio salariale importante, oltre che a ricevere scelte e soldi. L’addio del playmaker classe ’87 è stato ben rimpiazzato da Emmanuel Mudiay, considerato uno dei migliori prospetti del Draft 2015. Per far crescere in fretta il ragazzo, i Nuggets gli hanno voluto affiancare un veterano come Jameer Nelson, giocatore ormai a fine carriera che ha firmato un triennale da 13.5 (!!) milioni di dollari con la franchigia del Colorado. Mudiay, le conferme di Gallinari e Chandler e l’ascesa di Nurkic nel frontcourt, sono basi molto solide per una squadra in pieno rebuilding, guidata da Mike Malone, allenatore dallo stampo prettamente difensivo, voglioso di rifarsi dopo un’esperienza così e così con i Sacramento Kings. Voto: B
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MINNESOTA TIMBERWOLVES Miglior Mossa: Aver inserito Andre Miller e Kevin Garnett in un roster così giovane Peggior Mossa: Il contratto di Garnett, un biennale da 16 milioni di dollari Con un roster inesperto e estremamente giovane, Flip Saunders è riuscito a ottenere solo 16 vittorie nella passata regular season. Non un dramma per una franchigia che non è interessata a vincere ora ma in futuro, grazie all’immenso talento a disposizione, diventato ancora più grande dopo la notte del Draft 2015. Karl Anthony Towns, prima scelta assoluta, sarà affiancato per i prossimi due anni da Kevin Garnett, che avrà il compito di insegnare al ragazzo tutti i trucchi del mestiere per farsi largo nella lega. Insieme all’ex Celtics (pagato tanto per via del grosso spazio salariale), un altro veterano, il professor Andre Miller, svolgerà all’interno della squadra un ruolo simile. Tutto questo lascia pensare ad una diminuzione del potere di Saunders, che per via della lotta contro il Linfoma di Hodgkin, ha nominato allenatore ad interim Sam Mitchell, ex coach of the year a Toronto, che giorno dopo giorno potrebbe avere un ruolo sempre più importante. Inoltre, aver aggiunto al roster l’MVP dell’Euroleague Bjelica, insieme al buyout raggiunto con Anthony Bennett (chiuso dai tantissimi lunghi presenti), fanno diventare l’offseason dei Timberwolves un vero e proprio successo. Voto: B+

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