NBA, i voti al mercato: Pacific Division

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SACRAMENTO KINGS

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Miglior Mossa: L’acquisizione di Marco Belinelli e la scelta di Cauley-Stein Peggior Mossa: Scambiare Landry, Thompson, Stauskas e due prime scelte per il nulla cosmico Forse sta succedendo qualcosa di buono a Sacramento. O forse no. Gli arrivi di Vlade Divac come vice presidente e general manager e di Peja Stojakovic come responsabile dello sviluppo dei giocatori hanno ridato fiducia ad una piazza che non vede i Playoffs dal lontano 2006. Willie Cauley-Stein è, sulla carta, il fit difensivo perfetto per Cousins (molti di più i dubbi per quanto riguarda l’altra metà campo); Belinelli (19/3) porta tiro da fuori e viene da una cultura vincente come quella degli Spurs; Casspi (6/2) e Butler (minimo salariale), a prezzo di saldo, allungano le rotazioni nelle posizioni di ala. Queste le poche notizie positive. Tra le note stonate: i 24 milioni in 3 anni a Kosta Koufos (con player option da 9 mln per il quarto anno), la presa di Rajon Rondo, non tanto per il contratto (un annuale da 9,5 milioni), quanto per le caratteristiche tecniche, per nulla compatibili con quelle del roster (in effetti, classica presa alla Kings) e, soprattutto, la cessione, dopo appena un anno, di Nik Stauskas (insieme a due giocatori preziosi come Thompson e Landry e a due prime scelte!) a Philadelphia, solamente per liberare spazio salariale per una star che non è mai arrivata. Sacramento è quindi solamente 19esima per quanto riguarda il monte ingaggi, con una situazione salariale piuttosto buona, ma la base di giocatori futuribili (#freeDMC) non c’è. A meno di miracoli, i Kings dovrebbero concludere la stagione già a metà Aprile, mancando la post-season per la decima stagione di fila. Sacramento ha perso l’ennesima occasione per rifondare la squadra e mettere in piedi un progetto credibile (assurdo avere un coach che non sopporta la stella della squadra). Sarà dunque un’altra stagione di transizione quella dei Californiani, nel ricordo dei bei tempi andati. When they were Kings.  Voto: D   LOS ANGELES CLIPPERS
4.bp.logspot.com
Miglior mossa: la firma di Paul Pierce Peggior mossa:  la trade per Lance Stephenson  LA, California, anno III dell’era Doc Rivers. Dopo l’uscita dai Playoffs, in pieno stile Clippers, la franchigia di Ballmer si è liberata senza troppi patemi di Spencer Hawes, Jordan Hamilton, Glen Davis (7° uomo della rotazione nella scorsa stagione) e Matt Barnes (l’ala piccola titolare). Di contro sono arrivati Pierce (l’anno scorso Rivers aveva preferito usare il cap per Hawes…), Stephenson, Chuck Hayes, Josh Smith e Prigioni. Nonostante questi movimenti, di cui parleremo fra un attimo, a tenere banco in casa Clippers è stata la questione DeAndre Jordan. Il giocatore pareva seriamente intenzionato a lasciare la Città degli Angeli, tanto da aver praticamente firmato un contratto con Dallas, salvo poi tornare sui suoi passi, sotto le forti pressioni sia di Rivers, sia dei compagni. DJ è stato letteralmente sommerso: d’insulti da Cuban e di soldi da Ballmer (63/3, con la player option per il quarto). Per quanto riguarda il resto, la off season dei californiani è stata piuttosto deludente. I problemi dell’anno scorso non sembrano risolti (chi è il play di riserva? Chi il back-up di Jordan?) e la presa di Stephenson (scambiato per Barnes e Hawes) suscita non pochi dubbi. L’ex Indiana l’anno scorso ha tirato con percentuali disastrose (38-17-63, rispettivamente dal campo, da 3 e ai liberi) ed è un giocatore quasi nullo lontano dalla palla (e nella squadra di Paul non avrà di certo il pallone in mano per molto tempo…). Pierce è sicuramente un giocatore d’esperienza (forse troppa?) ma non sposterà gli equilibri del tanto che serve a Rivers per portare i suoi alle Finali NBA. La conferma di Jordan tiene il voto abbastanza in alto. Voto: B+ Los Angeles Lakers
SportsWorldReport.com
Miglior mossa: selezionare DeAngelo Russell con la seconda scelta Peggior mossa: perdere Ed Davis in Free Agency Dopo i recenti trascorsi sembra quasi assurdo parlare dei Lakers come una franchigia che ha agito in maniera semi-razionale sul mercato. Gli arrivi di Hibbert (2nd Draft Pick a Indiana), Lou Williams (3 anni, 21M/$)oltre alla firma di un efficiente veterano come Brandon Bass garantiscono al mercato dei Lakers una sicura sufficienza. Gli equilibri nella città degli angeli certamente rimarranno invariati, ma i lacustri hanno sicuramente praticato scelte intelligenti, non forzando trade (i rumors su Cousins per Randle, Clarkson e la 1° scelta di questo draft) che avrebbero dato priorità al breve termine, sacrificando futuribilità. I Lakers sono tutt’altro che un prodotto finito (Russel, Randle, Clarkson acerbi, Upshaw prospetto intrigante ma con molte red flags) ma allo stesso tempo sono piuttosto competitivi rispetto alla scorsa annata. In più la scelta sacrificata (le cui protezioni hanno assicurato Randle e Russel) verrà probabilmente “riscattata” quest’anno dai Sixers (top 3 protected), mettendo i Lakers in posizione di maggiore “libertà” nel medio-lungo termine. Pesano le numerose uscite, in particolare Ed Davis, Jeremy Lin (anche se non esattamente ben integrato nel “sistema” Scott) e Wes Johnson. Voto: C+ Phoenix Suns
NBC
Miglior Mossa: firmare Tyson Chandler Peggior Mossa: la gestione della “questione Morris” Blindato Brandon Knight per 5 anni (costato tanto ma con l’evoluzione del Cap potrebbe essere comunque un buon affare), i Suns sono riusciti finalmente a portare in Arizona un lungo d’impatto come Tyson Chandler, che si inserisce perfettamente nella starting lineup dei Suns e ne colma parzialmente le lacune. Ha molto senso anche la presa alla numero 13 di Devin Booker, SG da Kentucky, anche se servirà la proverbiale pazienza dei Suns per vedere i frutti della crescita del ragazzo. Riserve sulla gestione del “caso Morris” che ha visto la franchigia dell’Arizona spedire senza “avvertimento” Marcus Morris a Detroit all’indomani dei problemi giudiziari che hanno coinvolto lui e il gemello che, non propriamente deliziato dell’accaduto, ha preso la decisione di dichiarare pubblicamente di voler lasciare Phoenix. Voto: C+ Golden State Warriors
BleacherReport
Mossa Migliore: trattenere Dray Green Peggior Mossa: Alvin Gentry a NOLA. Che Green sarebbe costato caro non è stato mai un segreto, dopo la scorsa stagione. Che i Warriors sarebbero stati pronti a rifirmarlo neanche, ma un’altra notizia piuttosto dolce in casa Warriors è arrivata dalle trade orchestrate con Boston e Philly; in sostanza GS perde David Lee e, alla fine dei giochi, ottiene Jason Thompson, riuscendo a risparmiare oltre 8 milioni dal Payroll. Agrodolce la perdita del buon play di riserva Justin Holiday; meno simpatica quella di Alvin Gentry, che chiaramente però poteva meritare una panchina NBA e ottiene il posto ai Pelicans, dove allenerà una squadra intrigante intorno ad Anthony Davis. Proseguono nel frattempo non troppo bene le trattative per il rinnovo di Harrison Barnes, reduce da una stagione solida e positiva. Voto: A  

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