NBA, i voti al mercato: Southeast Division

NBA, i voti al mercato: Southeast Division

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Con l’Off-Season ormai virtualmente terminata, analizziamo come si sono mosse le squadre della Southeast Division quest’estate.

www.kusports.com

Washington Wizards

Miglior mossa: Arrivo di Kelly Oubre dal Draft con la #15 dando via la #19 ( Jerian Grant ) in una trade a 3 con New York e Atlanta Peggior mossa: Perdere Pierce I Wizards si presentaranno ai nastri di partenza della stagione 2015-2016 con un roster molto simile a quello della precedente. Certo, la perdita di Paul Pierce, della sua leadership e della sua collocazione tattica nel sistema di coach Wittman è chiaramente pesante, tuttavia l’arrivo di Jared Dudley ( arrivato dai Bucks quasi gratis, ottima mossa ) potrebbe parzialmente risolvere il problema in quello spot. Chiariamoci, Dudley non è Paul Pierce, ma è un giocatore molto simile, sia fisicamente che tatticamente, e può ricoprire per qualche minuto anche la posizione di Ala Grande ( come faceva appunto Pierce lo scorso anno ) permettendo a Wittman di riproppore alcuni quintetti ” Small-Ball “. Dudley è comunque reduce da un infortunio, e non è una garanzia a livello di rendimento e integrità fisica. Per questo, un altro elemento fondamentale per la stagione di Washington sarà Otto Porter Jr. , che si alternerà con Dudley e che avrà minuti condivisi con l’ex Bucks proprio in situazioni di Small-Ball. Ottima anche la scelta di Kelly Oubre al Draft, esterno con molti punti nella mani proveniente da Kansas che può ricoprire gli spot di 2 e 3. Certo, quest’anno non avrà un minutaggio rilevante, ma il suo potenziale offensivo nel secondo quintetto potrebbe rivelarsi importante già da quest’anno. Buone anche le aggiunte di Alan Anderson e Gary Neal a modiche cifre, che danno ancora più versatilità tattica alla squadra. Voto: B-  

isportsweb.com

Miami Heat

Miglior mossa: Rinnovi di Dragic e Wade Peggior mossa: Non essere riusciti a dare via Chalmers e Andersen per poi regalare Shabazz Napier ai Magic Un’estate in cui è andato tutto in maniera perfetta per la franchigia della Florida, che sembra essere tornata una squadra da ( almeno ) secondo turno ad est. I due rinnovi più importanti, su cui si sono sprecate diverse voci nei primi giorni di Off-Season e che hanno tenuto in ansia i tifosi Heat, sono entrambi arrivati. Goran Dragic ha firmato un quinquiennale da 90 milioni totali, contratto più che onesto considerando il nuovo Salary Cap ; Wade ha firmato un contratto annuale da 20 milioni senza nessuna opzione per le prossime stagioni, e anche in questo caso difficilmente la dirigenza di Miami sarebbe potuta uscirne meglio. Anche Luol Deng ha accettato la sua opzione da 10 milioni annuali, garantendo a Miami una sicurezza nello spot di Ala Piccola. Tutto è andato alla perfezione soprattutto nella notte del Draft quando Justise Winslow, dato tra la 4 e la 7, è sceso fino alla 10 per la gioia di Pat Riley, che non ha esitato nel sceglierlo. Nonostante il titolare per la prossima stagione sarà Deng, Winslow è un prospetto di altissimo livello che farà molto comodo alla franchigia nelle prossime stagioni, ma anche nell’immediato ( considerando i numerosi riposi stagionali che Wade si prenderà già da quest’anno ). Fondamentali saranno anche le aggiunte di Gerald Green e Stoudemire, oltre che al ritrovato Josh McRoberts, che daranno profondità al roster degli Heat rendendo la squadra di south beach una delle più ” lunghe ” della lega, caratteristica ancora più importante per una squadra injury-prone come sono appunto gli Heat. Naturalmente, tutti questi rinnovi e questi nuovi arrivi hanno portato la squadra di Miami in luxury tax. Per questo Riley ha cercato in tutti i modi di dare via i contratti di Chalmers e Andersen, senza trovare però acquirenti sufficientemente interessati; alla fine, a fare le valigie è stato il rookie Shabazz Napier, regalato ai Magic per diminuire la luxury tax. Mossa che ci sta, considerando che Miami punta a far bene fin da subito e almeno per ora Napier non avrebbe potuto aiutare molto la causa. Il progetto di Pat, iniziato anno scorso con la Dragic Trade, ha riportato una squadra competitiva a South Beach dopo solamente un anno di ” transizione ” . Voto: A-  

www.paulmillsap.com
 

Atlanta Hawks

Miglior mossa: Arrivo di Splitter per una scelta protetta Top55 ( in sostanza, gratis ) Peggior mossa: L’aggiunta di Tim Hardaway Jr. per sostituire Carrol Come spesso succede, gli Hawks hanno ” pagato ” la loro ottima stagione in questa Off-Season. Le pretese di Millsap e Carroll, entrambi in scadenza, si sono notevolmente alzate rispetto al 2013, quando Atlanta riuscì a firmare entrambi con un biennale rispettivamente da 19 e 2 milioni totali. Avendo quindi firmato sia Carrol sia Millsap da solo due anni, Atlanta non possedeva i Bird Rights su nessuno dei due giocatori, il che ha reso ancora più complicata l’estate degli Hawks, costretti a dover fare una scelta. Scelta che è ricaduta come previsto sull’All-Star Millsap, che ha rinnovato ad Atlanta con un triennale da 60 milioni, mentre Carroll si è diretto a Toronto. Per sostituire Carroll è stato scelto Tim Hardaway Jr., arrivato alla corte di Budenholzer in cambio della 15ima scelta assoluta al Draft in uno scambio a 3. Perchè proprio Hardaway? Giocatore talentuoso, ma ha un senso nel sistema di Atlanta? Parliamo di una guardia difensivamente molto indietro con delle doti di passaggio e visione di gioco molto limitate, esattamente l’opposto di Demarre Carroll. Bud è tutto tranne che uno sprovveduto e se lo ha scelto c’è un motivo, ma almeno per ora questa mossa lascia molti dubbi. Ottimo invece l’inserimento di Tiago Splitter praticamente regalato dagli Spurs, che viene da un contesto di gioco molto simile e vicino a quello degli Hawks ma che soprattutto dà ad Atlanta un terzo lungo di qualità. Voto: B  

bleacherreport.com

Charlotte Hornets

Miglior mossa: Liberarsi di Lance Stephenson Peggior mossa: Rifiutare 4 prime scelte per la loro n.9 , con cui poi sceglieranno Kaminsky Come previsto, gli Hornets han deciso di liberarsi di Lance Stephenson e del suo contratto dopo la sua stagione fallimentare a Charlotte. Mossa sicuramente buona e dettata dalla ragione, visti i risultati dell’ultima annata e delle prestazioni di Lance che si è dimostrato inadatto al contesto di Charlotte e ad un ruolo cosi importante; in cambio sono arrivati Barnes e Hawes, probabilmente il massimo ottenibile in questo momento per Stephenson. Dare via Stephenson vuol dire iniziare a ricostruire? Assolutamente no, gli Hornets vogliono allestire una squadra da Play-Off e decidono di spedire a Portland il promettente ma acerbo Noah Vonleh ( insieme a Henderson ) in cambio di Nicolas Batum. Nella notte del draft, inoltre, si è presentata a Charlotte un’opportunità pazzesca per guadagnare assets per il futuro: con Winslow ancora in gioco alla 9 e con le tante squadre interessante all’ex-Duke, gli Hornets hanno ricevuto diverse offerte comprendenti anche 3/4 future scelte al primo giro. Eppure, hanno deciso di rifiutare tutte le offerte e di scegliere Frank Kaminsky, giocatore con poco upside che potrebbe rendere già da ora ( non insieme ad Al Jefferson, naturalmente ). Può sembrare una strategia di mercato un pò incerta, che ha portato a Charlotte probabilmente la squadra migliore ORA ma con nessuna sicurezza di Play-Off e con pochissime certezze per il futuro, con tanti dei giocatori importanti ( Jefferson, Batum ) che scadranno a breve e che certamente non rifirmeranno in una squadra neanche da Play-Off a est. Se arriveranno alla Post-Season e se Kaminsky si rivelerà un giocatore di buon livello NBA la valutazione sulla loro Off-Season cambierà di certo, ma per ora, nonostante alcune buone mosse, ci sono molti punti interrogativi sul progetto avviato dalla dirigenza Hornets. Voto: C+  

basketusa.com

Orlando Magic

Miglior mossa: Scelta di Scott Skiles come Allenatore Capo Peggior mossa: Non rifirmare a cifre modeste Kyle O’Quinn e regalare Mo Harkless a Portland Nell’Off-Season NBA non si muovono solo giocatori, ma anche allenatori e tutti gli altri specialisti che compongono lo Staff di una squadra. In particolare, nel caso di Orlando, la falla più importante da ricoprire in quest’estate era quella dell’allenatore capo – dopo il fallimento e l’esonero di Jacque Vaughn nella scorsa stagione c’era bisogno di una figura esperta e capace di organizzare il talento giovane di cui dispone il roster dei Magic. La scelta è ricaduta su Scott Skiles e difficilmente la dirigenza dei Magic avrebbe potuto scegliere meglio; ai Magic serve inanzitutto un’organizzazione difensiva efficace, e Skiles è sicuramente un ottimo coach difensivo ( come ha dimostrato a Chicago e Milwuakee ), oltre ad un’identità offensiva su cui il nuovo coach dovrà lavorare. Sarà interessante vedere che tipo di front-court proporrà il nuovo coach, magari schierando Harris da 4 atipico vicino a Vucevic ( rischiando molto difensivamente ) oppure affiancando al centro montenegrino il sophomore Aaron Gordon, che potrebbe garantire ai Magic una migliore difesa nel pitturato. Offensivamente sarà fondamentale anche l’inserimento del rookie Mario Hezonja, preferito a Justise Winslow in sede di Draft proprio per le sue potenzialità da scorer puro, tipologia di giocatore che mancava ad Orlando. Anche in questo caso, i Magic si sono mossi bene. L’unica cosa criticabile all’Off-Season della squadra della Florida è la leggerezza con cui han lasciato andare O’Quinn e Mo Harkless, due giocatori di rotazioni e nulla di più certo, ma perchè regalarli se sei in fase di ricostruzione e non hai assolutamente bisogno di spazio salariale? O’Quinn in particolare, si sarebbe potuto rivelare un’ottima arma difensiva dalla panchina. Voto: B+

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