NBA Playoffs Preview Inside: 1° turno Eastern Conference

NBA Playoffs Preview Inside: 1° turno Eastern Conference

Tutto quello che c’è da sapere sul primo turno dei Playoffs riguardo la Eastern Conference.

di La Redazione

(1) Toronto Raptors vs Washington Wizards (8) 

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TORONTO RAPTORS:

Quintetto titolare:  Kyle Lowry,  DeMar Derozan, OG Anunoby, Serge Ibaka, Jonas Valanciunas

Panchina: Fred VanVleet, Delon Wright, Pascal Siakam, Malachi Richardson, Norman Powell, Jakob Poeltl, Lukas Nogueira, Malcolm Miller, CJ Miles, Alfonzo McKinnie, Lorenzo Brown.

Regular Season: Pur avendo agguantato il primato di Conference, c’è la tendenza a ritenere i Raptors tra i meno accreditati nella corsa alle Finals nella Eastern, un po’ perché prima o poi ci si aspetta che i Cavaliers raggiungano il livello che compete loro, un po’ per via dello storico dei canadesi che li ha visti sciogliersi innumerevoli volte nelle fasi calde del torneo nelle passate edizioni. Eppure da un punto di vista narrativo sembra proprio essere la volta buona per la truppa di coach Casey, che avranno la possibilità di essere spinti al loro limite già in un primo turno molto meno scontato di quanto possa lasciar pensare l’accoppiamento 1-8, e se sarà superato questo è uno di quegli ostacoli che restituisce consapevolezza della propria forza. Nella Conference dominata da LBJ negli ultimi 15 anni, molte sono state le avversarie dell’uomo da Akron che sembravano aver raggiunto, dopo qualche annata di delusione, la maturità tale per sconfiggerlo, salvo poi esser riportate alla realtà dalla legge de Re. I Raptors sono pronti per il sorpasso o reciteranno il ruolo che fu, tra le altre, dei Pacers di Paul George?

Punto di forza: Al netto di ogni eventuale estremizzazione, ogni azienda che si possa definire funzionante è caratterizzata da una gerarchia ben definita. La stagione regolare appena conclusa, ha visto tra le fila dei Toronto Raptors la consacrazione di DeMar Derozan come demiurgo delle sorti canadesi, col superamento del duumvirato con Lowry, ”declassato” a secondo violino di lusso. Tutto il resto del roster è stato di spettacolare contorno per l’intera annata, garantendo qualità su entrambi i lati del campo pur non annoverando nomi di grido, ma sicuramente una grande profondità che ha reso la panchina di Toronto una delle più incisive della lega e probabile segreto della volata vincente sui Celtics per la prima testa di serie. Una sfilza quasi interminabile di atleti abili su entrambi i lati del campo sparsi un po’ in tutti i ruoli, con una maggiore concentrazione di talento nel backourt dove, detto di DeRozan e Lowry, si sono distinti Miles e VanVleet dalla panchina, e se del primo è da tempo riconosciuto il talento anche se espresso a intermittenza, il secondo rappresenta uno tra quelli maggiormente migliorati dalla stagione scorsa, dimostrando grandi doti agonistiche, oltre che tecniche. Il frontcourt è dotato di ragguardevole atletismo, dalla verticalità di Ibaka e Siakam alla consistenza di Valanciunas e Poeltl, ma anche da un talento offensivo relativo che alla resa dei conti della postseason, con difese molto meno conniventi, può costituire un limite nel tentativo di sgravare le guardie in termini di produzione punti.

 

WASHINGTON WIZARDS:

Quintetto titolare: John Wall,  Bradley Beal,  Otto Porter Jr., Markieff Morris, Marcin Gortat

Panchina: Tim Frazier, Ian Mahinmi, Chris McCullough, Jodie Meeks, Kelly Oubre Jr, Devin Robinson, Tomas Satoransky, Mike Scott, Ramon Sessions, Jason Smith.

Regular Season: I Wizards sono di fatto gli stessi, con un Bogdanovic in meno, dei passati playoff in cui diedero vita ad una selvaggia serie contro Boston, venendo sconfitti al termine della settima partita, ma con un parabola lievemente discendente in quasi tutti i suoi protagonisti. Possibile azzerare tutto e presentarsi con un nuovo volto alla sfida con Toronto? L’effetto colpo di spugna raramente è possibile, specialmente negli sport di squadra e in una lega dalla concorrenza tanto qualificata dove difficilmente si possono nascondere i difetti sotto al tappeto, ma nel proverbiale equilibrio che regna ad est, con una penuria di cavalli purosangue, i campioni di Washington possono mettere insieme una serie a livelli che hanno già dimostrato di poter toccare, sufficienti ad estromettere una prima testa di serie che non appare insuperabile.

Punto di forza: In rapporto al tasso di talento presente nel roster, la stagione regolare dei Washington Wizards può essere ritenuta insoddisfacente, salvata solo dalla presenza nella postseason. Il boccone ha raggiunto la sua nota più amara nello ”spettacolo” di chiusura della regular season, ossia la rovinosa sconfitta contro gli allegri Magic che ha consegnato ai capitolini l’incrocio con i Toronto Raptors. Certo è che la mancanza di competizione per l’ingresso ai playoff e la poca differenza che c’era tra beccare i canadesi o Boston al turno d’esordio (anche se la versione rabberciata dei Celtics smentirebbe quest’impressione) potrebbe aver abbassato la soglia di concentrazione di una squadra che già di suo non ha mai lesinato spaventosi blackout, ma che è anche capace di esplodere in prestazioni monstre per rovesciare qualsiasi pronostico. Come per i loro avversari, la forza dei Wizards risiede nei propri piccoli, è infatti cosa nota che il record appena al di sopra del 50% di vittorie sia collegabile alle numerose assenze della stella del team John Wall, vittima di problemi principalmente fisici, ma anche comportamentali. In sua contumacia, ad innalzare il livello è stato Bradley Beal, macchina da punti sempre più sofisticata. Per il resto, frontcourt solido e con un pelo più di atipicità di quello avversario, stante la presenza di Markieff Morris. La crescita di Satoransky e la conferma di Oubre Jr. le uniche credenziali di una panchina forse troppo corta per una squadra che vuole fare strada.

La chiave della serie:  Non c’è grossa differenza di struttura tra le due squadre, il cui peso offensivo ricade sulle spalle di playmaker e guardia, mentre l’equilibrio viene dato da lunghi di grossa affidabilità. Chi porterà il blocco più convincente, chi farà il primo passo più bruciante e chi lo scivolamento aggiuntivo determinerà l’esito di questa serie, che vedrà il suo punto nodale nelle due sfide in terra canadese: sul 2-0, probabilmente i Raptors andranno poi sul velluto. Di fatto un discorso di convinzione e condizione atletica, ma anche un discorso di panchine, laddove quella di Toronto supera di gran lunga quella a disposizione di coach Brooks, ma con un asterisco sull’abitudine della maggior parte degli ottimi comprimari dei Raptors a queste altitudini, e se cala la panchina i Raptors corrono meno ed evidenziano problemi d’attacco alla difesa schierata finora mascherati. Difficile per Washington accoppiarsi con DeRozan, che da quando ha perfezionato il tiro da 3 risulta essere un attaccante di prima categoria, tra i primi 10 della lega nel procacciarsi liberi, dovranno esser bravi i difensori a limitare i suoi viaggi in lunetta, magari scoraggiandolo ad attaccare il ferro. Più vasta la scelta degli specialisti difensivi da mandare sulle piste di Wall e Beal per coach Casey: da Powell a VanVleet, da Wright ad Anunoby, i corpi da sacrificare sono tanti, c’è da capire quanti ne potranno essere impiegati e come alcuni tra questi saranno gestiti nella metà campo offensiva.

Pronostico Basketinside.com: 4-1 Toronto Raptors.
Giocando a fare la somma dei valori in campo, tipo fantabasket, l’upset può sembrare dietro l’angolo. Nella regular season però le due sono state agli estremi opposti in fatto di solidità, e risulta difficile un ribaltone a giro di posta così stretto, anche se il 2-2 in stagione è un altro spiraglio che lascia fiduciosi gli underdog: 4-1 Raptors.

 

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