NBA Preview: Atlantic Division

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Boston Celtics – Prediction: 34 W, 48 L.

sportamericano.it
Sarà un nuovo anno zero nel Massachussetts, quello che si prospetta per i giovani Celtics. Con la dipartita della colonna portante della squadra (e forse anche qualcosa di più), e l’avvento di un allenatore giovane ma inesperto come Brad Stevens (dall’universitaria Butler) non ci si aspettano certo voli pindarici. L’anima e il cuore biancoverde di Pierce e il fido scudiero Garnett se ne sono andati a Brooklyn in compagnia del Jet, Jason Terry, lasciando l’eredità della squadra in ottime mani, quelle di Rajon Rondo, oramai senza se e senza ma la stella della squadra. Attorno al #9, sono stati messi attorno giovani talentuosi ed affamati, vedi alla voce Jordan Crawford e MarShon Brooks. Dal Draft sono stati pescati Vitòr Faverani, Colton Iverson e Kelly Olynyk, con quest’ultimo in particolare che potrà apprendere il mestiere senza le pressioni di chi sa di dover far bene, e che potrebbe ambire allo spot di “5” titolare, duettando sotto i tabelloni con Sullinger. Non c’è solo Rondo però a presenziare tra quelli del vecchio nucleo: Jeff Green e Avery Bradley sono le certezze dei bostoniani, e da loro ci si aspetta un’ulteriore salto di qualità, dopo l’exploit della passata stagione. Da Brooklyn infine sono arrivati, oltre ad un paio di scelte future, Gerald Wallace e Kris Humphries (oltre al già citato Brooks), gente dal contratto pesante ma di esperienza. A completare la rosa ci sono Brandon Bass, che darà una grossa mano sotto i tabelloni, e Jared Sullinger, che ha avuto qualche impiccio giudiziario di troppo, ma che avrà tempo e modo di dimostrare il suo talento. Insomma, dopotutto a Boston non se la passeranno così male. Starting Five: Rajon Rondo, Avery Bradley, Jeff Green, Brandon Bass, Jared Sullinger; Panchina: Jordan Crawford, Keith Bogans, Courtney Lee, MarShon Brooks, Gerald Wallace, Vitòr Faverani, Kris Humphries, Colton Iverson, Kelly Olynyk;   Brooklyn Nets – Prediction: 54 W, 28 L.
zimbio.com
I Galacticos della palla a spicchi rischiano di impersonarsi in quel di Brooklyn, New York. La trade che potrebbe aver influenzato il futuro dell’NBA, nel bene o nel male, ha portato Paul Pierce, Kevin Garnett e Jason Terry nella parte più popolata e famosa di Nueva York, aggiungendo esperienza e tanto talento alla già ottima formazione precedente. A far da cicerone c’è sempre Deron Williams, mente, anima e cuore degli “allblacks”, il quale, nonostante tutto, sarà l’ago della bilancia della squadra. A sgomitare sotto i tabelloni, assieme a Garnett, sarà Brook Lopez, che ha dimostrato negli scorsi playoff di essere un lungo di primissimo pelo, punendo più volte la difesa di Chicago. Chi invece è in cerca di riscatto è sicuramente Joe Johnson, che rimane uno dei migliori closer del panorama cestistico, ma che si deve ritrovare dopo un’annata semi deludente. Per la panchina c’è l’importantissimo innesto di Andrei Kirilenko, che potrà rivelarsi fondamentale per dare minuti di qualità ai polmoni non propriamente giovanissimi di Pierce e Garnett. Ad allungare una panchina di qualità e caratura assoluta, ci pensano Andray Blatche e Reggie Evans. Il primo deve confermare le tante buone parole spese sul suo talento (fin’ora inesploso), il secondo è uno dei migliori rimbalzisti per rapporto centimetro/rimbalzi della Lega. Non bastassero tutti questi nomi, a roster ci sono anche Shaun Livingston, Mirza Teletovic e Alan Anderson, anche loro in grado di dare una grossa mano ai Nets per la prossima stagione. Se per i prossimi anni al Draft si prevede siccità assoluta a Brooklyn (numerose scelte future se ne sono tutte andate a Boston nella trade), quest’anno Billy King e soci han pescato Mason Plumlee, lungo bianco che viene da Duke. Insomma, il talento non manca, ma la storia insegna che tante figurine non sempre fanno una squadra. Starting Five: Deron Williams, Joe Johnson, Paul Pierce, Kevin Garnett, Brook Lopez; Panchina: Shaun Livingston, Tyshawn Taylor, Alan Anderson, Jason Terry, Andrei Kirilenko, Andray Blatche, Mirza Teletovic, Tornike Shengeila, Mason Plumlee, Reggie Evans;   New York Knicks – Prediction: 50 W, 32 L
sportamericano.it
Le cose si fanno interessanti nei paraggi della Grande Mela. Per una Brooklyn che si rinforza, c’è una New York che aggiunge talento giovane (e non) ai propri ranghi. La stella più luminosa è sempre quella, Carmelo Anthony, che vuole togliersi il peso di non aver mai sollevato il Larry O’Brien. Per regalargli la possibilità di vincere il suo primo anello, il GM Steve Mills gli ha messo attorno, oltre ai confermati J.R. Smith e Raymond Felton, il guerriero dal Queens Metta World Peace, e Andrea Bargnani. Il Mago è in cerca di riscatto, e New York può esaltarlo come distruggerlo (forse) definitivamente. A dare il cambio a Felton, ci saranno Pablo Prigioni (sorprendente la scorsa annata) e il neo arrivo Beno Udrih. Nello spot di 2, per un J.R. che dovrebbe continuare a fare il sesto uomo di lusso, c’è un Iman Shumpert sempre più simbolo di questi Knicks, che darà una grossa mano nella metà campo difensiva. Tra i rookie, troviamo Tim Hardaway Jr. e C.J. Leslie. Il primo è un buon tiratore con una buona stazza per il ruolo, il secondo è probabilmente la magata di Mills. Ala non scelta all’ultimo Draft tutta da seguire, che con le sue lunghe leve e la sua difesa potrebbe esaltarsi nel sistema di coach Mike Woodson. Sotto canestro, oltre all’interessante coppia Bargnani – Chandler, alle second unit Aldrich e Tyler, ed alla polizza assicurativa Kenyon Martin, c’è il caso Stoudamire. Stat ha voglia di rivalsa, dopo le numerose critiche ricevute nell’ultimo periodo. Sarà lui, assieme a Melo e Smith, l’ago della bilancia di questi Knicks? Starting Five: Raymond Felton, Iman Shumpert, Carmelo Anthony, Amar’è Stoudamire, Tyson Chandler; Panchina: Beno Udrih, Pablo Prigioni, Tim Hardaway Jr., J.R. Smith, Metta World Peace, C.J. Leslie, Andrea Bargnani, Kenyon Martin, Cole Aldrich, Jeremy Tyler;   Toronto Raptors – Prediction: 41 W, 41 L
cp24.com
Un backcourt giovane ed estroso e la stella Rudy Gay basteranno a questi Raptors per centrare i Playoff che in Canada mancano dall’era Bosh? La risposta potrebbe essere affermativa, ma a questi due fattori va tenuto conto pure della crescita di Jonas Valanciunas, lungo lituano dalle grandi potenzialità al quale verrà affiancato, nello spot di 4, uno tra Amir Johnson e Tyler Hansbrough. Coach Dwane Casey dovrà pure fare i conti con l’esplosione di Terrence Ross e con la consacrazione di DeMar DeRozan, convivendo con problema che i due condividono lo stesso ruolo. La cabina di regia è più che puntellata, con Kyle Lowry e alle sue spalle due onestissime riserve come D.J. Augustin e Dwight Buycks. Steve Novak, Quincy Acy e Landry Fields daranno minuti preziosi a Gay, mentre Aaron Gray e Austin Daye saranno i lunghi di scorta. Il talento c’è, ma coach Casey riuscirà a gestire la crescita esponenziale delle sue giovani stelle? Starting Five: Kyle Lowry, DeMar DeRozan, Rudy Gay, Amir Johnson, Jonas Valanciunas; Panchina: D.J. Augustin, Dwight Buycks, Terrence Ross, Quincy Acy, Landry Fields, Steve Novak, Austin Daye, Tyler Hansbrough, Aaron Gray;   Philadelphia 76ers – Prediction: 16 W, 66 L
bleacherreport.com
Quale annata migliore per investire sui giovani e preparare il futuro nella città dell’amore fraterno, con una rosa nettamente indebolita dalle partenze di Andrew Bynum (che comunque non ha toccato parquet con la maglia dei Sixers) e di JRue Holiday, beniamino del pubblico ed ex stella della squadra, che è stato scambiato ai nuovi Pelicans in cambio di una prima scelta futura e di Nerlens Noel. Proprio al lungo scelto quest’anno al Draft (da New Orleans) dovrebbe giovare quest’anno di “apprendistato”, causa l’assenza di pressioni ed ambizioni di gloria. All’ex Kentucky è stato affiancato Michael Carter-Williams, pescato anch’esso all’ultimo Draft con l’undicesima chiamata. In una sola estate, la dirigenza ha mandato via da Philadelphia l’asse play-pivot titolare, ed ha costruito quella del futuro. Accanto ai due rookie giostrerà Thaddeus Young, sempre più anima e cuore dei 76ers, “4” undersized ma dotato di gran atletismo e grinta. Evan Turner, forse all’ultima stagione con questa maglia addosso, è ormai uno dei punti saldi del quintetto di coach Brett Brown, e dietro al prodotto di Ohio State agirà Jason Richardson, scalfito dall’età (e dai chili di troppo) ma con un tiro invidiabile. Il resto è un salto nel buio o quasi: Spencer Hawes proverà ad aprire la scatola con il suo tiro, Tony Wroten è chiamato a mostrare il talento che Lionel Hollins non gli ha mai permesso di dimostrare a Memphis, Arnett Moultrie porterà atletismo ed energia dalla panca. Menzione speciale per Royce White, talento oscurato dalla fobia per l’aereo, la quale sembra essersi finalmente placata. Si prospetta un’annata all’insegna della valorizzazione dei giovani, ed in molti sono convinti che questa stagione gioverà a tutte le nuove leve approdate nello stato della Pennsylvania. Starting Five: Michael Carter-Williams, Jason Richardson, Evan Turner, Thaddeus Young, Nerlens Noel; Panchina: Tony Wroten, Vander Blue, James Anderson, Arsalan Kazemi, Royce White, Arnett Moultrie, Spencer Hawes, Kwame Brown, Lavoy Allen;

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