NBA Preview: SouthEast Division

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I Miami Heat a caccia del ThreePeat, Magic, Bobcats e Wizards cercano la risalita, gli Hawks i PlayOff. MIAMI HEAT Roster 2013/2014: Ray Allen (G), Chris Andersen (F-C), Joel Anthony (C), Shane Battier (F), Michael Beasley (F), Chris Bosh (F), Mario Chalmers (PM), Norris Cole (G), Larry Drew (G), Eric Griffin (F), Justin Hamilton (C), Udonis Haslem (F), LeBron James (F), James Jones (F), Rashard Lewis (F), Roger Mason Jr. (G), Greg Oden (C) Jarvis Varnado (F), Dwyane Wade (G), Charlie Westbrook (G). Head Coach: Erick Spoelstra Se c’è un compito difficile in qualsiasi sport, quello é la riconferma. Dimostrare di nuovo, per il terzo campionato consecutivo, la propria egemonia, la propria forza non é facile e questo compito spetta ai vincitori delle ultime due stagioni, i Miami Heat. Dopo i festeggiamenti per le strepitose finali vinte, Miami resta la squadra da battere, nonostante la concorrenza abbia alzato il livello dei propri roster. Pat Riley ha deciso, così, di investire le sue ultime cartucce, prima dello “scioglimento” quasi sicuro del prossimo anno; con strategie diverse da quelle di Nets e Clippers, coach Spo ha a disposizione per la nuova stagione due grandi scommesse: la prima, Greg Oden, talento straripante mai espresso fino in fondo a causa dei suoi seri guai fisici. Il 15 Marzo 2012 i Portland TrailBlazers decidono di rescindergli il contratto e Oden annuncia di voler saltare la stagione seguente per recuperare al meglio dagli infortuni. L’inattività e la lontananza dal parquet influisce molto su giocatori come Oden, un centro di 213cm e quasi 125Kg. Il prodotto di Ohio State si aggiunge ad un reparto lunghi mai stato del tutto esplorato da coach Spo, basti vedere lo “SmallBall” col quale ha vinto l’anello. Solo il tempo ci dirà se Riley ha vinto questa ambiziosa scommessa. La seconda scommessa, ancora più ambiziosa, é Michael Beasley, di recente più noto alle autorità di polizia per le continue multe e i continui processi per possesso di marijuana che ai palazzi di pallacanestro. Per Beasley si tratta di un ritorno a South Beach, visto che furono proprio i Miami Heat a sceglierlo con la nº2 al Draft del 2008, secondo solo a Derrick Rose. Il carattere spericolato ed estroverso di Beasley può intaccare lo spogliatoio solido degli Heat? Mickey Arison se lo sarà chiesto non poche volte prima di accettare il ritorno di B-Easy ma il talento di questo 24enne é indiscutibile. E poi ci sono loro. C’è Wade, o Mr.3 come si fa chiamare ora, c’è Bosh ma soprattutto c’è Lebron James. Nonostante la dura cessione di un pilastro come Mike Miller, passato ai Grizzlies, la squadra continua a incutere timore, su qualsiasi parquet, in qualsiasi arena. Dopo il 66-16 della scorsa stagione, i campioni vogliono riconfermarsi e bissare il record. Ma non c’é cosa più difficile della riconferma. PRONOSTICO: 60 W – 22 L PROBABILE QUINTETTO: Chalmers, Wade, James, Haslem, Bosh.
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ATLANTA HAWKS Roster 2013/2014: Pero Antic (F-C), Gustavo Ayon (F-C), Elton Brand (F-C), DeMarre Carroll (F), Jared Cunningham (G), Eric Dawson (F), Al Horford (F-C), Royal Ivey (G), John Jenkins (G), James Johnson (F), Kyle Korver (G), David Lighty (G-F), Shelvin Mack (G), Paul Millsap (F), Dennis Schroder (G), Mike Scott (F), Jeff Teague (G), Adonis Thomas (G-F), Damien Wilkins (G-F), Louis Williams (G). Head Coach: Mike Budenholzer Un’estate molto movimentata ad Atlanta, con tante novità, tante partenze, tanti arrivi. La prima new entry é il coach, reduce dalle Finals della scorsa stagione. Parliamo di Mike Budenholzer, spalla e fedele consigliere di Popovich per 18 anni (1996-2013), alla prima stagione da capo allenatore. La società è riuscita a liberarsi, cedendolo ai Pistons, di Josh Smith, pedina importante da molte stagioni ma con comportamenti e atteggiamenti non consoni al codice etico della squadra. Lo scricchiolio del rapporto Smith-Hawks ha influenzato molto sulla passata stagione e per questo motivo quest’anno può essere considerato come un anno zero per la squadra del GM Danny Ferry, altra conoscenza del mondo Spurs. Proprio Ferry, dopo la cessione di Smith, Pachulia ed Harris, si é rimesso in gioco mettendo a segno colpi come Elton Brand (A) dai Dallas Mavericks, Kyle Korver (G/A) e Paul Millsap (A) dagli Utah Jazz e per concludere Jared Cunningham (G) dai Dallas Mavericks. I veterani, ormai, degli Hawks, parliamo di Jeff Teague e Al Horford, insieme ai nuovi arrivi, dovranno migliorare il trend della scorsa stagione (44-38). Il Draft di quest’anno ha regalato ad Atlanta 3 nomi: Mike Muscala (C), Lucas Nogeira (C), Dennis Schroeder (PM), rispettivamente quarantaquattresima, sedicesima e diciottesima scelta. Elementi utili, facili da plasmare per un coach che di giovani ne ha visti tanti. La squadra, seppur priva dell’ormai ex punta di diamante Smith, rimane di buon livello e punta senza dubbio ai PO. La concorrenza della Eastern Conference é altissima, si sa, ma chissà che il valore aggiunto non possa essere proprio il neo capo allenatore. I talenti ci sono, la voglia di riemergere dalla delusioni dello scorso anno pure. Insomma, tutti i presupposti per una buona stagione. PRONOSTICO: 45 W – 37 L PROBABILE QUINTETTO: Jeff Teague, Louis Williams, Kyle Korver, Paul Millsap, Al Horford.
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WASHINGTON WIZARDS Roster 2013/2014: Trevor Ariza (F), Bradley Beal (G), Trevor Booker (F), Josh Childress (F), D’or Fischer (C), Al Harrington (F), Eric Maynor (G), Pops Mensah-Bonsu (F), Nene (F-C), Emeka Okafor( C), Otto Porter (F), Glen Rice (G-F), Kevin Seraphin (C), Xavier Silas (G), Chris Singleton( F), Garrett Temple (G), Jan Vesely (F), John Wall (G), Martell Webster (F-G). Head Coach: Randy Wittman Definire gli Washington Wizards diventa sempre più difficile. Squadra dal talento sconfinato (basta guardare i nomi di John Wall, prima scelta assoluta al Draft del 2010 e Bradley Beal, autore lo scorso anno di una stagione di altissimo livello) ma che ogni anno vive momenti poco esaltanti, per usare un eufemismo. Anche la stagione 2012/2013 si è conclusa con un misero 29-53, migliorando però la media degli anni precedenti. Qualcosa di buono si inizia, insomma, ad intravedere. Il progetto a lungo termine, iniziato proprio con l’arrivo del talento da Kentucky, inizia a far percepire qualcosa di positivo, anche se siamo ancora lontani dai sogni e dai desideri di Ted Leonsis, proprietario della franchigia. La base solida dello scorso anno é rimasta, vale a dire Okafor, Ariza, Seraphin e insieme a loro giovani di ottime capacità come Temple. A proposito di giovani, il Draft2013 ha permesso ai Wizards di assicurarsi un talento come Otto Porter (F), terza scelta assoluta proveniente da Georgetow e Glen Rice Jr. (G), scelta dei Philadelphia 76ers poi girata a Washington. I nuovi rookie possono garantire degli ottimi ricambi che si inseriscono bene, almeno dal punto di vista strutturale, nell’organico di coach Wittman. Non solo giovani per il coach ma anche due arrivi di buon livello. Parliamo di Eric Maynor e Al Harrington, il primo proveniente da Portland e il secondo da Orlando. Due giocatori di esperienza ormai indiscussa nella NBA (quinta stagione per Maynor, quattordicesima per Harrington) che si amalgamano alla giovinezza e alla verve dei meno esperti. La materia sulla quale lavorare c’è, il tempo è dalla parte degli Wizards. C’è bisogno di iniziare a fare quel salto di qualità per risalire dalle zone basse non solo della Division, ma anche della stessa Lega, nelle quali vi stanziano da tempo. Si deve lavorare per migliorare la situazione e la posizione (24esima) dello scorso anno. La difficoltà di definizione della squadra deriva fondamentalmente da questo: la mancanza di continuità di gran parte dei suoi talenti. PRONOSTICO: 35 W – 47 L PROBABILE QUINTETTO: John Wall, Bradley Beal, Otto Porter Jr., Nene, Emeka Okafor. ORLANDO MAGIC Roster 2013/2014: Arron Afflalo (G-F), Glen Davis (F-C), Mickell Gladness (C), Maurice Harkless (F), Tobias Harris (F), Manny Harris (G), Solomon Jones (F), Kris Joseph (F), Doron Lamb (G), Jason Maxiell (F-C), E’Twaun Moore (G), Jameer Nelson (G), Andrew Nicholson (F), Kyle O’Quinn (F), Victor Oladipo (G), Romero Osby (F), Ronnie Price (G), Hedo Turkoglu (F), Nikola Vucevic (C). Head Coach: Jacque Vaughn Dopo anni di grande splendore, dopo quel titolo sfuggito nella stagione 2008/2009, ci sono state tante decisioni e tanti cambiamenti nella franchigia di Richard DeVos. Il fondo, però, lo si è toccato la stagione passata, concludendo con un tragico 20-62. I motivi sono tanti per descrivere tale disfatta ma forse, quello che più conta, è che la squadra aveva poche soluzioni sia offensive che difensive, ha dovuto far fronte a tanti problemi, soprattutto fisici, di alcune sue pedine fondamentali. Il peggior record nella NBA della scorsa stagione, però, può essere la base dalla quale partite e dalla quale trarre spunto per risalire pian piano, passo dopo passo. Il punto di partenza, e anche l’unica nota positiva della stagione conclusa malamente, é senza dubbio Nikola Vucevic: centro duttile e di enorme prospettiva, classe 1990, ha concluso la scorsa stagione in doppia doppia di media (13.1 punti e 11.9 rimbalzi). A completare il reparto lunghi, arriva dai Pistons Jason Maxiell. Dopo la lunghissima esperienza alla Motown, con 523 presenze, Maxiell ha deciso di cambiare area e iniziare a respirare quella della Florida. Il nuovo roster si arricchisce di altri elementi che respirano per la prima volta l’aria della Florida: il primo, proveniente dagli Indiana Hoosiers, é Victor Oladipo, scelta numero 2 al Draft 2013, il quale ha concluso la scorsa stagione con 10.7 punti di media e 5.2 rimbalzi a gara. Un giovane con carattere e con tanta voglia di mettersi in mostra nel nuovo mondo dei professionisti. Non é, come si diceva, l’unico nuovo arrivo. Ci sono anche Ronnie Price dai Portland TrailBlazers e Romero Osby, pescato al Draft con la scelta numero 51, centro degli Oklahoma Sooners. Coach Vaughn é chiamato a rispondere e a riscattarsi dopo la scorsa stagione anche se, obiettivamente, gli arrivi non sembrano dare l’impressione di migliorare del tutto la situazione. Le cose positive fatte vedere l’anno scorso vanno riconfermate, come le prestazioni di Vucevic, le buone cose fatte vedere da Harris ma anche dallo stesso Glen Davis. La strada é in salita ed é molto lunga ma l’NBA ci ha abituato a incredibili storie e finali inaspettati. La salita, quindi, resta difficile da affrontare ma non impossibile. PRONOSTICO: 25 W – 57 L PROBABILE QUINTETTO: Jameer Nelson, Arron Afflalo, Tobias Harris, Glen Davis, Nikola Vucevic
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CHARLOTTE BOBCATS Roster 2013/2014: Jeff Adrien (F), Bismack Biyombo (F-C), Troy Daniels (G), Abdul Gaddy (G), Ben Gordon (G), Brendan Haywood (C), Gerald Henderson (G), Al Jefferson (C), Michael Kidd-Gilchrist (F), Josh McRoberts (F), Patrick O’Bryant (C), Jannero Pargo(G), Ramon Sessions (G), James Southerland (F), Jeff Taylor (F), Anthony Tolliver (F), Kemba Walker (G), Cody Zeller (F). Head Coach: Steve Clifford (NUOVO from LAL) A Charlotte rientriamo nel valzer di allenatori, di un ricambio generazionale in panchina senza precedenti. Michael Jordan, infatti, ha deciso di consegnare la sua franchigia nella mani di Steve Clifford, ex vice allenatore dei Los Angeles Lakers. Coach Clifford può vantare una lunga esperienza da vice allenatore come molti suoi colleghi novellini; infatti, il neo coach dei Bobcats ha nel suo curriculum panchine come quella dei New York Knicks (2000-2003), quella dei Rockets (2003-2007), quella degli Orlando Magic (2007-2012) e per un solo anno quella dei Lakers. Il nuovo coach sarà coadiuvato da uno storico rivale del proprietario della franchigia: Patrick Ewing. L’ex centro dei New York Knicks é alla prima esperienza da vice sulla panchina dei Bobcats ma é sempre stato un fedele sostenitore delle idee di coach Clifford, tanto da seguirlo, anche li come vice, sulle panchine di Houston e Orlando. Uno staff giovane ma allo stesso tempo di buon livello quello scelto da MJ. Dopo anni in cui l’operato di Jordan ha fatto più che discutere, ecco il primo grande colpo: Al Jefferson dagli Utah Jazz. Giocatore dalla massima duttilità, limitato forse solo da una scarsità in termini di centimetri, l’ex ala forte/centro di Salt Lake City approda a Charlotte in compagnia di Josh McRoberts (da Orlando) e Jannero Pargo. Dopo una pessima stagione passata, i Bobcats sono stati anche sfortunati, non riuscendo a pescare una delle prime 3 scelte al Draft. Si sono, quindi, dovuti “accontentare” della quarta, scegliendo Cody Zeller, ex centro di Indiana University, il quale ha chiuso la scorsa stagione con 16.1 punti di media e 7.3 rimbalzi catturati a sera, anche grazie ai suo 213 centimetri. Giovane classe ’92 di grande prospettiva e di gran talento. Il rookie va a completare il reparto con il nuovo arrivato Jefferson, con Brendan Haywood e Michael Kidd-Gilchrist. Per quanto riguarda, invece, il set di esterni, Kemba Walker è chiamato a riconfermarsi come leader e come miglior realizzatore della squadra, viste le sue smisurate doti di coraggio e di atletismo. Le altre due alternative offensive sono Ramon Session e Ben Gordon. Non solo arrivi in casa Charlotte ma anche cessioni importanti, come quella di Byron Mullens, passato a vita migliore in quel di LA, sponda Clippers. Una squadra, sulla carta, sicuramente migliorata e cambiata rispetto a quelle deludenti degli scorsi anni. Gli investimenti di Michael Jordan sono dettati dal fatto che anche la concorrenza nelle zone basse della lega é aumentata e i tifosi dei Bobcats, già da qualche stagione restii a recarsi a palazzo in occasione delle partite, non ci stanno a vedere un’ennesima disfatta. Come per molte altre squadre, la valutazione è difficile. Così come per Boston e Atlanta, la novità in panchina é tutt’altro che secondaria. L’impatto non più come vice ma come capo allenatore può fare la differenza a questi livelli. PRONOSTICO: 27 W – 55 L PROBABILE QUINTETTO: Kemba Walker, Ben Gordon, Michael Kidd-Gilchrist, Cody Zeller, Al Jefferson

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