NBA rising Stars: novembre

NBA rising Stars: novembre

Scoprite insieme a noi i migliori talenti tra i rookie di quest’anno.

di Andrea Indovino

Il primo quarto di regular season è trascorso, e ci siamo messi alle spalle un mese di novembre ricco di emozioni in NBA. Per ciò che riguarda la categoria dei rookie, ecco la speciale classifica di Basketinside relativa alle migliori tre matricole del mese di novembre:

3° posto: 

DeAndre Ayton (statistiche nel mese di novembre): 16.3 punti, 10.3 rimbalzi, 2.1 assist. Phoenix è ultima ad Ovest, continua a collezionare sconfitte su sconfitte (19 L in 23 partite finora disputate) e una delle poche note liete per la franchigia dell’Arizona – se non l’unica – è proprio relativa alle prestazioni del pivot scelto lo scorso giugno alla prima chiamata del Draft 2018. Ayton sta continuando a cavalcare cifre di assoluto rispetto per una matricola, ed anche a novembre è stato un fattore per coach Igor Kokoskov. La sua prestazione più dominante l’ha sciorinata contro i San Antonio Spurs, quando la sua statline ha recitato così: 17 punti (con 8 su 11 al tiro) e 10 rimbalzi in 30′ d’impiego. Proprio contro gli speroni ha mandato a bersaglio la prima tripla della sua carriera NBA, dimostrando quindi di avere enormi capacità nell’andare a segno anche lontano da canestro, e non solo quindi dominare nel pitturato contro i suoi pari ruolo. Di giorno in giorno sta aggiungendo movimenti al suo repertorio, e a novembre ha ampliato il suo raggio d’azione, risultando immarcabile per le difese avversarie. Con Booker, forma attualmente la spina dorsale dei Suns, il cui processo di crescita però, è ancora lungo e tortuoso.

2° posto:

Jaren Jackson jr (statistiche nel mese di novembre): 14.7 punti, 4.4 rimbalzi, 1.5 assist. Se i Memphis Grizzlies stanno viaggiando a velocità elevata ed occupano i piani alti della Western Conference, non è solo merito di Mike Conley e Marc Gasol, ma c’è dell’altro, e questo corrisponde al nome di Jaren Jackson jr, prodotto di Michigan State che ha impiegato veramente poco per prendersi le luci della ribalta anche al piano di sopra tra i ‘pro’. Ad un ottobre singhiozzante, ha fatto seguito un mese di novembre nel quale la matricola ha lasciato vedere di cosa è capace, rendendo visibile a tutti il suo infinito skillset. L’esplosione contro Brooklyn (al Barclays Center ha mandato a libri una prestazione da 36 punti) è stata solo la punta di un iceberg costruito a suon di buone prestazioni da parte del rookie dei Grizzlies, che grazie anche al suo contributo sono primi nella Southwest Division e sesti nella Western Conference con un record di 13 vittorie e 9 sconfitte. Jackson, infatti, ha già dimostrato di poter essere un titolare in una squadra di playoff da subito, grazie alla sua combinazione di presenza difensiva interna (ha il miglior rating difensivo della squadra a cui contribuisce con 2 stoppate a partita, settimo in NBA e primo tra i rookie) e tiro da fuori (con circa il 36% da tre su 2.4 tentativi a partita). Ormai è uno starter, e nel corso delle ultime uscite, i compagni di squadra non hanno esitato ad offrirgli il pallone in possessi piuttosto delicati, chiaro segno che la fiducia dei compagni nel nativo di Plainfield è in netta ascesa.

1° posto:

Luka Doncic (statistiche nel mese di novembre): 17.6 punti, 6.6 rimbalzi, 4.2 assist. Stiamo ormai finendo gli aggettivi per descrivere l’inizio di stagione del talentino sloveno in forza ai Dallas Mavericks. Luka Doncic, a soli 19 anni, ha impiegato pochissimo ad assumere le vesti di leader della franchigia texana, e con le sue straordinarie prestazioni l’ha condotta in piena zona playoff con un record positivo (11 vittorie e 10 sconfitte). Numeri da capogiro per un ragazzo che è un predestinato, che tra l’altro ha già dominato in Europa sia con la canotta del Real Madrid che con quella della sua Nazionale, la Slovenia. Ha inoltre collezionato un career-high di ben 9 assists nella vittoria dei suoi Mavs contro Boston, dimostrando di avere anche buonissima visione di gioco e vestire egregiamente i panni di facilitatore. In 6 delle 12 partite disputate da Dallas nel mese di novembre, il fenomeno sloveno ha messo a referto almeno 20 punti, davvero tanta roba per un debuttante, il quale non ha assolutamente pagato lo scotto del grande salto in NBA. Grazie al suo super apporto, i Mavs dopo anni di delusioni si sono tolti lo sfizio di sgambettare, a stretto giro, potenze quali Golden State e Houston. Ci troviamo di fronte ad un rookie speciale.

 

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