NBA, Silver potrebbe introdurre i Playoffs a 16 squadre in base al record

NBA, Silver potrebbe introdurre i Playoffs a 16 squadre in base al record

Le franchigie si qualificherebbero solo in base al record di squadra e non alla conference di appartenenza.

Commenta per primo!

“L’NBA sta continuando ad analizzare se sia possibile introdurre il nuovo formato di Playoffs che includa le migliori 16 squadre per record a prescindere dalle conference di appartenenza” queste le importanti parole del commissioner Adam Silver durante la conferenza stampa prima della partita di preseason tra Golden State Warriors e Minnesota Timberwolves.

La lega non ha paura di cambiare e lo ha dimostrato anche con la riforma dell’All-Star Game, che potrebbe riportare la partita delle stelle a un maggiore tasso di competitività.

Ma, concretamente, che cosa comporterebbero dei Playoffs di questo tipo? Tra i motivi a favore e quelli contrastanti, spiccano soprattutto un pro e un contro, rispettivamente il motivo del cambiamento e il motivo per cui questo non sia mai avvenuto sinora.

Pro

È palese, innanzi tutto, che le due Conference non siano equilibrate. Da diversi anni – ed è un fatto generazionale che può invertirsi – si lamenta il fatto che le squadre a Ovest abbiano un cammino nettamente più difficile da affrontare rispetto alle corrispettive dell’Est, sia per qualificarsi ai Playoffs (dovendo generalmente arrivarci con record nettamente migliori), che per superare il turno. Il motivo principale di questa nuova formula sarebbe perciò quello di far qualificare indistintamente le 16 squadre con il record migliore, a prescindere dalla Conference di appartenenza e quindi palesando solo le capacità delle franchigie.

Contro

Gli Stati Uniti sono una nazione che si espande in ‘larghezza’: considerando solo la parte continentale in cui giocano le 30 franchigie NBA, ci sono quattro diversi fusi orari tra la costa est e quella ovest. Da qui, la divisione in due Conference per limitare i viaggi dalla parte opposta dello stato. Il calendario ora in vigore, infatti, prevede che una squadra della Eastern Conference giochi soltanto due partite contro ogni squadra della Western (e viceversa), a fronte di quattro partite contro le squadre della propria division, quattro contro altre sei della propria conference e tre contro le restanti quattro squadre della propria conference.

Come si risolve questo problema?

“Penso che dovremmo rivedere il calendario della regular-season – ha detto a proposito Adam Silver. Non abbiamo un calendario regolare in questo momento, perciò in caso di Playoffs con 16 squadre qualificate senza basarsi sulla conference di apparteneneza dovremmo adattarlo affinché ogni squadra giochi ugual numero di partite contro tutte le avversarie”.

A questo punto, però, sorge, o meglio si evidenzia, il problema del numero di partite che i giocatori devono affrontare nel corso di una stagione: come può una squadra giocare 82 partite – già troppe con un calendario di questo tipo, tant’è che il campionato inizierà una settimana in anticipo rispetto agli altri anni per concederne una in più di riposo diluita durante la stagione – di cui 41 dalla parte opposta della nazione?

Fortunatamente per la salute dei giocatori, Silver ha detto che “un calendario di 82 partite non è un dogma” e che “se possibile si cercherà di ridurre i viaggi”, resta però che con un nuovo calendario 16 essi aumenterebbero a dismisura.

Nel frattempo compaiono già i primi pareri dei giocatori, con Stephen Curry favorevole ai Playoffs con 16 squadre qualificate solo in base al record stagionale, a prescindere dalle conference.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy