NBA Top e Flop: Dicembre

NBA Top e Flop: Dicembre

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TOP: 1) Draymond Green –  Mese di dicembre surreale per i Golden State Warriors, dove nonostante la prima sconfitta stagionale a Milwaukee, si è confermata squadra da battere con una fiducia enorme nei loro mezzi. Curry stratosferico supportato da uno cast spettacolare, in particolare da un Draymond Green autentico jolly e co-leader della squadra. Punti, Rimbalzi, Assist, Difesa e Leadership, vi serve altro? 2) LeBron James – Cavs che non hanno lo stesso record dei Warriors, ma che comandano abbastanza facilmente la Eastern Conference con notevole vantaggio sulle rivali. Che LeBron sia il leader di questa squadra non è una novità, forse lo è la facilità con cui sta giocando e “gestendo” le proprie forze in attesa delle partite che contano. The best is yet to come? 3) Kawhi Leonard- San Antonio Spurs che forse sono un po’ all’ombra dei Warriors campioni in carica, ma che stanno avendo un rendimento veramente alto, inserendo sempre più nei meccanismi i loro nuovo acquisti, Aldridge su tutti. Nuovi acquisti importanti, la vecchia guardia parte fondamentale, ma il leader di questa squadra è sempre più Kawhi Leonard. Fattore assoluto in difesa, dove è in grado di annullare il miglior giocatore della squadra avversaria, e offensivamente dove con più di 20 punti a partita è tra i primi, se non il primo riferimento degli Spurs. 4) Jimmy Butler – Con Derrick Rose alle prese con i soliti problemi fisici, c’è la sensazione che in casa Bulls sia avvenuto il passaggio di testimone di leader dal Playmaker ex Memphis a Jimmy Butler. Come già detto per Leonard, lo stesso discorso vale per il 21 dei Bulls; grande difensore, il migliore forse della squadra, e spesso prima opzione offensiva dove è decisamente migliorato e dove sta registrando cifre importanti, come 21 punti, 5 rimbalzi e 4 assist a partita. 5) Hassan Whiteside – Clamorosi i miglioramenti del lungo degli Heat, visto anche in Cina. Cifre da doppia doppia costante, tra i migliori in assoluto a rimbalzo e autentico terrore in area per gli avversari con più di 4 stoppate a partita. Tra i migliori centri in assoluto, e se fosse in grado di confermare quello visto nel mese di dicembre, attenzione agli Heat. FLOP:
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  1) Al Jefferson – Inserito tra i flop più che per le cifre, ottime fin qui, per i suoi fatti extracestistici. La sua squalifica di cinque gare per aver violato le regole sull’antidoping, oltre ad aver macchiato la sua immagine, ha privato gli Hornets di un centro fondamentale nel loro momento migliore in alto nella Eastern Conference, di fatto “aiutandoli” a retrocedere fuori dalla lotta playoffs. 2) Dwight Howard – Spesso al centro di rumors su una sua possibile trade, Dwight Howard sembra la brutta copia del giocatore visto a dominare in maglia Magic. A sua parziale difesa ci sono i problemi fisici, ma a volte l’atteggiamento è a dir poco imbarazzante. Harden necessita di un aiuto fondamentale per permettere ai Rockets di arrivare ai Playoff e recitare un ruolo da protagonista. 3) Tyson Chandler – Presentato in estate come tra i migliori acquisti provenienti dalla Free Agency, Tyson Chandler non ha affatto rispettato le ambizioni che si avevano sui di lui. Firmato come un Centro in grado di dare una forte identità difensiva e come un Leader, non è stato affatto così. Problemi fisici per lui, ma cifre che rispecchiano il suo impatto su questi Suns deludenti, 5 punti e 7 rimbalzi di media. 4) Nick Young – Giocatore stravagante per eccellenza se ce n’è uno. Oltre ai soliti gossip extra NBA, lo scorso anno si era rivelato un’ottima opzione offensiva, in grado di saper dire la sua e di segnare. Quest’anno è una vera e propria ombra in questi Lakers orrendi, e inoltre è stato relegato in panchina con cifre scarse, con meno di 9 punti a partita. Forse serve un po’ più di impegno SwaggyP! 5) Jabari Parker – Premessa. Ritorna da un grave infortunio ed è più che giustificato, ma sta faticando veramente tanto a ritornare sui buonissimi livelli visti lo scorso anno. Sembra quasi che faccia fatica a ritagliarsi lo spazio che aveva, con 25 minuti d’impiego a partita. I Bucks fino ad ora non hanno rispettato le aspettative, e hanno un estremo bisogno della loro seconda scelta nel Draft 2014.

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