NBA Top & Flop: Secondo Turno Playoffs

NBA Top & Flop: Secondo Turno Playoffs

Il meglio e il peggio del secondo turno dei Playoffs NBA. Green domina per i Warriors, Westbrook e Durant trascinatori di OKC e molto altro..

TOP:

1) Draymond Green – Vero e proprio ago della bilancia in casa Warriors. Con Curry out per la maggior parte della serie contro i Blazers, l’ala dei Warriors è stata la vera pedina fondamentale. Leader assoluto, punti, rimbalzi, assist e tantissima difesa. Se i Warriors vogliono confermarsi quest’anno, non serve solo un Curry al massimo, ma un Green come abbiamo visto sin ora.

2) Russell Westbrook – Serie emozionante e dai mille colpi di scena, quella tra OKC e Spurs. Gara 1 aveva dato l’impressione di un dominio assoluto di San Antonio, ma il numero 0 dei Thunder non era d’accordo. Serie pazzesca per Russ, che nei momenti decisivi si è caricato la squadra sulle spalle e l’ha guidata in finale di Conference, mettendo in difficoltà anche uno strepitoso difensore come Leonard. Ora lo attende un duello stellare con Stephen Curry.

3) LeBron James – Cleveland che spazza via quel che resta dei poveri Hawks. Dominio assoluto del 23 dei Cavs, che sembra fare qualsiasi cosa desideri. Segna, cerca di mettere in ritmo i compagni e non cade nelle provocazioni degli avversari. Cleveland Cavaliers che sono in finale di conference con sole 8 partite giocate, riposati e decisamente vogliosi di prendersi la finale.

4) Bismack Biyombo – A Toronto erano già disperati quando Valanciunas si è infortunato al piede. Ma complice anche l’infortunio di Whiteside, i Raptors hanno trovato in Biyombo un vero e proprio fattore della serie. Con più minuti a disposizione, il centro della Repubblica del Congo si è rivelato decisivo. Energia, energia e ancora energia, è questo che ha permesso a Biyombo di giocare una grandissima serie e di guidare i Raptors alla finale di conference.

5) Kevin Durant – Forse in pochi credevano che questi Thunder avrebbero avuto la meglio dei più quotati Spurs, ma se non è stato così il merito è del numero 0 e del numero 35 dei Thunder. Serie pazzesca di Westbrook e Durant. Se del primo abbiamo già parlato, KD è stato decisivo nei momenti chiave della partita, momenti in cui la mano non ha mai tremato. Ora sfida ai migliori, in una serie che si preannuncia elettrizzante.

 

FLOP:

http://www4.pictures.zimbio.com

1) Jeff Teague – Con la chiusura della trade line e la sua permanenza ad Atlanta, sembrava fosse destinato a guidare gli Hawks in questa Postseason. Budenholzer invece gli preferisce Schroeder, il quale gioca sempre nei momenti cruciali della serie contro Cleveland. Il tedesco non ha sicuramente sfigurato, dimostrando d’essere il futuro della franchigia. Teague dal canto suo ha deluso, oscurandosi e non prendendo mai la squadra per mano nel corso della serie. La disfatta delle aquile non è d’attribuirsi solo a lui, però è sicuramente uno degli artefici.

2) Joe Johnson – Dopo anni di assenza dai Playoffs, ci si aspettava ben altro dall’ex Hawks. L’ala degli Heat offre delle prove incolore non riuscendo mai a salire in cattedra nei momenti importanti della gara. All’età di 34 anni le occasioni  di raggiungere le Finals non saranno molte ancora per Iso Joe, il quale, affiancato da un Wade formato MVP, ha probabilmente perso l’occasione della vita.

3) Al Horford – Forse la più grande delusione di queste semifinali . Incapace di offendere ma soprattutto di difendere il proprio canestro. Thompson e Mozgov sembrano Olajuwon sotto canestro e questo è tutto un dire. Da uno dei pezzi pregiati della prossima Free Agency ci si aspettava sicuramente di più. Inconcludente.

4) Manu Ginobili – Popovich gli concede minuti per tutta la serie. Tuttavia la guardia argentina non risponde a dovere. Sulla metà campo difensiva, l’esuberanza fisica di Westbrook e Waiters è a tratti insostenibile per il trentottenne argentino. La situazione non si ribalta neppure sulla metà campo offensiva, dove trova difficoltà ad esprimersi in un sistema che, differentemente dal passato, vede la palle spesso ferma. A ciò vanno aggiunte le molte palle perse, specie in gara 6. La speranza è quella di rivederlo il prossimo anno, magari più a suo agio nel nuovo sistema di gioco degli Spurs.

5) Gerald Henderson – Lillard e McCollum non potevano vincere la serie da soli. Per i Blazers vi era bisogno di esperienza ma soprattutto di punti dalla panchina. Henderson avrebbe dovuto apportare tutto questo, ma non è stato così. La squadra di Stotts fatica e Henderson non contribuisce per nulla. Molti minuti, pochi punti e tanto nervosismo per lui.

 

In collaborazione con Nicola Biso.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy