NBL, il basket professionistico in America prima della NBA

NBL, il basket professionistico in America prima della NBA

Ci avviciniamo a una data importante per la storia della Lega cestistica più importante del Pianeta, ovvero il suo 70esimo anniversario.

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Ci avviciniamo a una data importante per la storia della Lega cestistica più importante del Pianeta, ovvero il suo 70esimo anniversario. E’ importante però ricordare che la NBA non è stato un prodotto fatto e finito, sempre al top e con alle spalle una struttura potente, preparata, efficente e una capacità di business come la conosciamo oggi.
La NBA è il risultato della fusione, principalmente di 2 Leghe professionistiche, che alla metà degli anni ’40 scaturì da varie necessità di entrambe, principalmente quella di creare un prodotto unico e di alto livello. Le 2 Leghe in questione erano la NBL (National Basketball League) e la BAA (Basketball Association of America).

NBL:

Nel 1937, l’allora Midwest Basketball Conference (esistente dal 1935) venne trasformata in National Basketball League per la necessità di attirare maggiore audience. L’organizzazione delle partite per la Lega, di proprietà di 3 colossi industriali quali General Electric, Firestone e Goodyear era principalmente affidata alla discrezione delle squadre stesse, purchè venissero giocate per ognuna almeno 10 gare di cui 4 in trasferta. Il numero delle partite crebbe poi di pari passo con la popolarità della NBL nel territorio americano.
Si giocavano gare di 4 tempi da 10 minuti, oppure 3 da 15, a scelta della squadra di casa.

La necessità di un Presidente, però, cominciò ad essere un tema piuttosto urgente ed ecco che nel 1940 l’incarico venne affidato a Leo Fischer, editore del giornale sportivo di Chicago e che resterà in carica per 4 anni.

Edwards e Shipp || bigbluehistory.net

Durante il suo mandato, la NBL conobbe il suo primo protagonista: Leroy Edwards detto “The Cowboy”, centro degli Oshkosh All Stars con una statura di, udite udite, 193 cm (!) e che giocò nelle prime 5 finali NBL consecutive, vincendone 2 (1941 e 1942). Edwards fu uno di quei casi di “mai visto prima” per quanto riguarda la sua carriera al college; dopo esser stato contemporaneamente All American e “Helms Foundation College Player of the Year” giocando nei Kentucky Wildcats, lasciò la facoltà dopo 2 anni per cominciare a giocare da professionista proprio nella NBL, che guidò in punti segnati per le prime 3 stagioni e dove giocherà per 12 anni, con i già menzionati Oshkosh All Stars stabilendo numerosi record. Si ritirò appena prima della fusione con la BAA per formare la futura NBA.
Torniamo però al 1942; scordatevi i mega impianti dove oggi vengono disputati gli incontri NBA e le Finali di Eurolega, si giocava nelle sale da ballo e nelle palestre scolastiche, quando si poteva… A cominciare ad imporsi, dopo le vittorie di Akron e Oshkosh negli anni precedenti, sono i Fort Wayne Pistons, nome legato al proprietario Fred Zollner (capo di una compagnia che fabbricava pistoni per i motori), guidati in campo da Bobby McDermott che vinse con loro il titolo nel 1944 e 1945. Il nome di Zollner tornerà anche in seguito a queste vittorie, in quanto divenne uno dei maggiori finanziatori della neonata NBA, della quale i primi anni furono tutt’altro che idilliaci soprattutto economicamente.

Sheboygan Redskins nel ’43 || nbahoopsonline.com

Dopo Oshkosh e Fort Wayne, toccò agli Sheboygan Redskins imporsi nella NBL. O meglio, tentarono di farlo, ma nonostante 5 finali giocate su 6 disputate complessivamente nella Lega, vinsero solo nel 1943 battendo proprio i Pistons, dai quali verranno poi sconfitti però nei 2 anni successivi. Nel 1946 tornarono in finale, dove quella corazzata chiamata Rochester Royals li surclassarono nella serie per 3-0 (finale al meglio delle 5), guidati da Al Cervi, Bob Davies e un nome forse a voi più famigliare: Red Holzman.
L’ultima fase della NBL vede emergere il fenomeno che sbarcherà anche successivamente in NBA e che viene ancora oggi ricordato come il primo vero All Star e protagonista di quest’ultima: George Mikan. Centro di 208 cm proveniente da DePaul, dove fu 3 volte All American, guidò al titolo NBL i Chicago American Gears. A questo punto, accadde una cosa interessante: il proprietario della squadra, Maurice White, decise di ritirare i Gears dalla Lega e ne formò una tutta sua con altre 23 squadre, la Professional Basketball League of America, progetto che affondò in breve tempo. Mikan quindi venne firmato dai Minneapolis Lakers dove insieme a Jim Pollard vinse il titolo nel 1948.

I Gears con Mikan identificabile dalla canotta #4 || nbahoopsonline.com

E’ a questo punto che comincia a farsi difficile la vita per la NBL; dopo la vittoria dei Lakers, la squadra di Minneapolis, insieme a Rochester, Indianapolis e Fort Wayne, lascia la Lega per entrare nella BAA. Da questo schiaffo, la NBL non si riavrà più e dopo aver introdotto, nel mese di dicembre dello stesso anno, i Detroit Vagabond Kings, una squadra di soli giocatori di colore, chiude definitivamente i battenti. Il 3 agosto 1949 i legali rappresentanti della NBL e della BAA si trovano a New York per fondersi, convergendo nella NBA con Maurice Podoloff eletto a capo della nuova Lega creatasi, la NBA.

Per capire a pieno l’importanza che ha avuto la NBL basti pensare che a distanza di 70 anni, ci sono ancora 6 franchigie che derivano da quelle che un tempo giocavano in questa Lega e che ora sono in NBA: Minneapolis Lakers (spostatisi poi a Los Angeles), Rochester Royals (oggi Sacramento Kings), Fort Wayne Pistons (poi diventati Detroit Pistons), Syracuse Nationals (ovvero gli attuali Philadelphia 76ers), i Denver Nuggets e la fusione tra Buffalo Bisons e Tri-Cities Blackhawks che creò gli Atlanta Hawks. Un’altra franchigia ha però fatto la storia, ovvero gli Akron Goodyear Wingfoots, ovvero i primi campioni NBL in assoluto del 1938. Questa squadra esiste tutt’ora anche se non venne coinvolta nella fusione tra NBL e BAA. Restò ferma nelle “operazioni” durante la Seconda Guerra Mondiale, ma rimase nella NIBL (National Industrial Basketball League) che nel 1961 diventò NABL (National AAU Basketball League) che esiste tuttora.

Un quotidiano celebra i campioni NBL 1938 || nbahoopsonline.com

Oltre a questo, la NBL fu una Lega che offrì importanti opporunità a giocatori Afro-Americani, nel 1942 i Toledo Jim White Chevrolets e i Chicago Studebakers aggiunsero alle loro fila diversi giocatori di colore, soprattutto a causa del fatto che molti di quelli precedenti furono impegnati con il conflitto mondiale.

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