Nets, una stagione deludente: da dove ripartire?

Nets, una stagione deludente: da dove ripartire?

Photo: nydailynews.com

I Brooklyn Nets, la nuova faccia della pallacanestro Newyorkese, hanno provato a competere con i loro vicini di casa ma non ci sono riusciti, non che i Knicks abbiano fatto una grande post-season. Nets che potevano fare un po’ meglio nei play-off di come abbiano fatto, almeno al secondo turno avrebbero potuto arrivarci, poi comunque con molta probabilità non sarebbero passati alle semifinali di conference per una certa causa che porta il nome dei Miami Heat. Invece sono stati eliminati dai Chicago Bulls, squadra con individualità meno forti rispetto a quelle dei Nets, privata anche della sua stella per tutta la stagione ma che comunque ha disputato una buona regular season e ha messo in difficoltà anche LeBron e compagnia.

La differenza fra queste due squadre? Chicago ha una rosa costituita da molti buoni giocatori, che giocano insieme, che ha trovato in Nate “the great” Robinson un nuovo leader e ha riscoperto l’azzurro Belinelli, invece Brooklyn ha tre buonissimi giocatori (D-Will,JJ, Lopez), due o tre giocatori di buon livello e poi la rosa si conclude con giocatori che possono dare un aiuto ma non come quelli della squadra della Wind City, infatti se andiamo a vedere i numeri, i Bulls hanno sette giocatori che di media vanno in doppia cifra ogni sera mentre Brooklyn solamente quattro.

Un altro motivo per il quale i Nets ora come ora non possono essere fra le contender per l’ anello è che hanno un problema nel ruolo di ala grande. In quella posizione hanno due buoni difensori come Humphries e Evans, che però dovrebbero dare qualcosina anche in attacco, anche se è vero che le partite si vincono prima di tutto difendendo. Entrambi sono partiti in quintetto base a turno ma obbiettivamente non possono essere considerati dei titolari ma potrebbero fare male alla squadra avversaria uscendo dalla panchina.

Altro punto su cui dovrebbe riflettere King è quello che riguarda i giocatori giovani come Brooks, che non ha trovato tantissimo spazio poiché Carlesimo ha voluto dare molto spazio a Johnson, che comunque ha l’età di 31 anni e a breve non potrà reggere sia stagione regolare che playoff, soprattutto quest’ultimi, ad alti livelli. I Nets hanno giovani molto interessanti e con talento che dovrebbero avere più spazio per poter crescere innanzitutto, poi sta comunque a loro dare risposte a Carlesimo. L’età media di Brooklyn è di poco più di 28 anni, motivo in più per aggiungere al roster giocatori giovani che potrebbero dare una grande mano ai titolari uscendo dalla panchina, ma soprattutto potrebbero allungare di qualche anno il progetto di Prokhorov. Una mossa in questa direzione King l’ha già fatta prendendo l’ex giocatore del Fenerbache Bogdanovic, che potrebbe essere il primo pezzo di un puzzle che con i pezzi giusti potrebbe avere un grande potenziale.

Il prossimo anno si presenterà un ulteriore ostacolo per il progetto di Prokhorov di far vincere il titolo ai Nets entro il 2015: la Luxury Tax imposta dalla lega. Questa tassa impone alle squadre di pagare un dollaro per ogni dollaro in più rispetto al tetto di circa 75 milioni di dollari di salari. Brooklyn è la seconda squadra, dietro i Lakers, per quanto riguarda gli stipendi (circa 83 milioni di dollari) più alti di tutta la NBA. Ciò significa che il magnate russo dovrà pagare una tassa di più o meno 12 milioni di dollari e difficilmente sarà disposto a pagare una cifra così onerosa per mantenere un gruppo che quest’anno non ha soddisfatto le aspettative. Il GM Billy King dovrà quindi muoversi sul mercato cercando di trovare buoni giocatori, che non pretendono un contratto multi-milionario, e sciogliere quelli più pesanti, come ad esempio quello di Humphries.

I Nets quest’anno hanno disputato una stagione deludente a causa della panchina, corta per una contender al titolo, e per la poca produzione in attacco dei giocatori che rivestono il ruolo di ala grande. Per ripartire al meglio la prossima stagione e magari lottare per il titolo, King dovrà lavorare molto per cercare di creare un gruppo più omogeneo e più giovane per dar modo ai vari Williams e Lopez di riposare in panchina senza che la squadra ne risenta sul campo.

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