New Orleans: torneranno i pellicani a volare?

New Orleans: torneranno i pellicani a volare?

Da Hornets a Pelicans
La denominazione “Hornets” è stata in vigore per tutto il periodo in cui la franchigia è stata a Charlotte prima e in Louisiana poi (2002-2013, con l’intervallo in cui si è spostata ad Oklahoma City in seguito all’uragano Katrina dal 2005 al 2007).
Il 18 Aprile scorso Tom Benson, proprietario da un anno dei Hornets, ha annunciato il cambiamento del nome della franchigia da Hornets a Pelicans. Perché?
Il Pellicano è un simbolo per la nostra città e per la nostra regione e siamo molto entusiasti di iniziare una nuova era per la storia del basket della Louisiana”.
Infatti la Louisiana è conosciuta come lo “stato del pellicano” quindi la scelta è del tutto sensata, con il nuovo nome che ne ha battuti altri 100 in un brainstorming.
Magari i fan dei “neo-Pelicans” saranno soddisfatti di questo cambiamento, ma quello di cui hanno più bisogno è sicuramente quella nuova era profetizzata dal proprietario:
nella stagione 2011-2012 hanno perso West (free agent a Indiana), Stojakovic, ma soprattutto l’uomo franchigia, probabilmente il migliore playmaker del mondo, Chris Paul.
Il GM aveva prima accettato una mega trade con Lakers e Rockets (Odom, Dragic, Kevin Martin, Scola e una scelta del primo turno del Draft) che poi fu però rifiutata dal commissioner David Stern (all’epoca la franchigia era di proprietà dell’NBA), decisione seguita da molte polemiche, per poi accettarne una dei Clippers (Gordon, Aminu, Kaman e la prima scelta del Draft 2012 di Minnesota). Il nucleo che aveva fatto sognare nel 2008 l’intera città era stato smobilitato, e si doveva ripartire.

s1.ibtimes.comRifondazione e purgatorio
Le prime due stagioni di “Rebuilding”, come da attese, non sono state entusiasmanti (21-45 e 27-55) ma la delusione della prima annata è servita per assicurarsi la prima scelta assoluta al Draft 2012 (Anthony Davis), oltre alla decima, con la quale chiamano Austin Rivers da Duke.
Inoltre i Pelicans, anche quest’anno sono un “lottery team” avendo ottenuto la sesta scelta, e hanno la chance di assicurarsi comunque uno dei migliori prospetti.
Ma, oltre alle delusioni presenti e (più o meno)passate, ci sono comunque delle certezze, delle incognite e delle opportunità che potrebbero permettere alla franchigia della “Jazz City” di tornare, in tempi medio-lunghi (per l’immediato ci vorrebbe un mezzo miracolo) ad un buon successo. Esaminiamoli qua:

bleacherreport.comEric Gordon
È lui la “contropartita” più appetibile arrivata dai Clippers (anche il contratto- poi scaduto- di Kaman è stato buono). Il ragazzo ha tutto per essere considerato un ottimo e futuribile giocatore (è ancora 24enne), l’unica remora che ha finora limitato la sua esplosione è una tendenza troppo spiccata ad infortunarsi: nelle ultime 2 stagioni ha giocato solamente 51 partite a causa di infortuni al ginocchio prima e alla caviglia poi.
Il suo ruolo in squadra riveste un’importanza capitale (come testimoniato dal suo contratto da 14 milioni di $ per altre 4 stagioni) e il futuro della franchigia trarrà ottimi e sicuri giovamenti se Gordon riuscirà a superare questi problemi. È atletico, ha visione di gioco, ottimo tiratore e capace di crearsi dei tiri palla in mano e 1 contro 1 (18 punti di media in carriera).

Talento giovane
I Pelicans possiedono un roster molto giovane (solo 2 over 30 Amundson e Roger Mason Jr.) pieno sia di giovani talentuosi che di cestisti affermatisi nelle passate stagioni.
Se di Gordon abbiamo già parlato, gli altri giovani su cui si può decisamente puntare sono Anthony Davis, Austin Rivers e Al Faruq Aminu. Inoltre in squadra c’è anche Xavier Henry scelto nel draft del 2010, precisamente con la chiamata numero 12.
Il primo è l’ala grande moderna, ammirato la stagione scorsa a Kentucky, atletico, grande difensore e schiacciatore con un buon tiro dalla media, molti vedono in lui l’evoluzione del gioco del basket e, anche se quest’anno tra i Rookie è stato oscurato da Lillard (e dai problemi di infortuni), è sicuramente una certezza per il futuro. Certezza come Austin Rivers (anche se non in pompa magna come Davis) un 20enne con grandi abilità offensive- efficace sia come scorer palla in mano che dal perimetro– e di grande carattere nei momenti chiave, anche se ha un fisico ancora non NBA ready.

cdn3.sbnation.comGiocatori affermati/in affermazione
Con questa “sottocategoria” il riferimento va a Greivis Vazquez e Ryan Anderson, due giocatori che al momento stanno dando le maggiori garanzie ai Pelicans:
il primo è un playmaker venezuelano 26enne, scelto alla 28a dai Grizzlies e poi scambiato con Quincy Pondexter. Vazquez quest’anno è stato secondo addetti ai lavori uno dei giocatori più migliorati, mettendo a segno 13 punti e 9 assist per gara-oltre a 4 rimbalzi abbondanti- e ha avuto la miglior stagione in carriera, conclusasi però con un infortunio alla caviglia che necessiterà di circa 3 mesi di stop.
L’altro è un’ala grande dalla mano educatissima, che tira molto bene da 3 ed è una minaccia in molte situazioni offensive. Ha anche vinto con gli Orlando Magic il premio di Most Improved Player nel 2012 in una stagione davvero sorprendente. Se Anderson ha tanti punti nelle mani (16.2 per gara) e prende anche rimbalzi a sufficienza (6.4 per gara) ci sono delle perplessità riguardanti la sua solidità in difesa. Nonostante i limiti resta comunque una garanzia per questa franchigia e con Davis che migliora possono formare una frontcourt dinamica e interessante.

Con diversi contratti in scadenza, i Pelicans hanno anche la chance di muoversi sul mercato dei Free Agents quest’estate (il presidente aveva assicurato che per i fans della franchigia la offseason sarebbe stata indimenticabile).

In sintesi, il potenziale per far bene, da parte dei Pelicans, c’è tutto, ma, ovviamente, la differenza è fatta da dettagli, lavoro, attenzione e gruppo. Starà allo staff, al board e al roster cercare di far “fiorire” tutto questo potenziale grezzo, e continuare a ricostruire la New Orleans del basket non dall’uragano Katrina (che purtroppo sarà ancora limpido nelle menti degli abitanti) ma dalla partenza di CP3 e trasformarla in una franchigia di successo.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy